Jul
31st
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Biobalistica

La medicina legale ha una nuova materia: la biobalistica. Si tratta in pratica di applicare il concetto della balistica[1] alla biologia. Infatti, è noto, che da un proiettile si può risalire alla pistola da cui è stato sparato. Nello stesso modo, con i “nano proiettili” nel nostro organismo riusciamo a individuare la pistola fumante.

Uscendo fuor di metafora, oggi, con lo studio delle nanoparticelle si può risalire al tipo di inquinamento che ha causato una determinata patologia.

Infatti, le polveri ultrasottili[2] sono nano particelle di metalli pesanti (cadmio, stronzio, nichel, piombo) che non solo superano tutti i filtri che il nostro organismo mette a disposizione, ma riescono a raggiungere ed attraversare la membrana cellulare ed accumulandosi nel nucleo sviluppano la loro tossicità.

Oggi questa tecnica risulta molto importante nelle indagini per i processi sui disastri ambientali perché non è sempre facile stabilire il correlato funzionale tra le malattie e le fonti di inquinamento.

Si tratta di una tecnica sviluppata nel campo della biotecnologia ed in tutto il mondo ci sono 36 scienziati che fanno ricerca in questo senso e tra di loro c’è anche una italiana, la scienziata italiana Antonietta Gatti[3]. Proprio qualche settimana fa è stata premiata in Cina durante il congresso mondiale di bio-materiali, come “Fellow dell’International Union of Societies and Engineering”[4].

 


[1] La balistica è il ramo della fisica meccanica che studia il moto di un proiettile, inteso come un corpo inerte sottoposto alla forza di gravità e all’attrito viscoso.

[2] Al contrario le polveri sottili, che sono molto più grandi, hanno una dimensione inferiore ai 10 milionesimi di metro (10 micron). Invece le polveri ultrasottili hanno un diametro inferiore a 2,5 micrometri.

[3] Fisico e bioingegnere (nata nel 1949). Si occupa di nano tossicologia.

[4] Si tratta praticamente di un Oscar per gli scienziati che si occupano di biotecnologie.



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