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La Torre di Babele

La torre di Babele (in ebraico מגדל בבל‎?, migdàl Bavèl) è la leggendaria costruzione di cui narra la Bibbia nel libro della Genesi: 11,1-9, che presenta un parallelo in un poema sumerico, Enmerkar e il signore di Aratta, e nel Libro dei Giubilei (10, 18-27). Riferimenti più o meno ampi ad essa si trovano anche nelle opere di scrittori d’età ellenistica e romana: nei frammenti di Alessandro Poliistore e di Eupolemo (Eus., Præp. Ev., IX), negli Oracoli sibillini (III. 117-129), in Flavio Giuseppe (Ant. Jud., I.4.3). La storia biblica della Torre di Babele (= Babilonia) deriva probabilmente dalla principale ziqqurat di Babilonia, l’Etemenanki.

La storia della torre è riportata dalla Bibbia, nel libro della Genesi. Secondo il racconto biblico, sulla Terra esisteva un’unica lingua. Giunti in Mesopotamia, gli uomini decisero di “espandersi in verticale”, costruendo una torre che arrivasse fino al cielo. A quel punto Dio ne bloccò la costruzione. Come? Facendo in modo che gli uomini smettessero di capirsi. Il mito serve a spiegare perché i popoli sono sparsi sulla Terra e perché parlano lingue diverse. È inoltre considerato un monito contro la superbia e l’arroganza di chi aspira ad arrivare allo stesso livello di Dio. Imponente. La torre di Babele (n un  quadro del 1563 di Pieter Bruegel il Vecchio) corrisponde alla ziqqurat Etemenanki di Babilonia,  costruita nel secondo millennio a.C. Il centro religioso colpiva per la sua mole, straordinaria per  l’epoca (come riferisce lo storico Erodoto).

Genesi 11,1-9

La torre di Babele

1 Tutta la terra parlava la stessa lingua e usava le stesse parole. 2 E avvenne che, essendo partiti verso l’Oriente, gli uomini trovarono una pianura nel paese di Scinear, e lì si stanziarono. 3 E dissero l’uno all’altro: “Avanti, facciamo dei mattoni e cuociamoli con il fuoco!”; e usarono mattoni invece di pietre, e bitume invece di malta. 4 Poi dissero: “Venite, costruiamoci una città e una torre la cui cima giunga fino al cielo, e acquistiamoci fama, affinché non siamo dispersi sulla faccia di tutta la terra”. 5 L’Eterno discese per vedere la città e la torre che i figli degli uomini costruivano. 6 E l’Eterno disse: “Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti il medesimo linguaggio; questo è il principio del loro lavoro; ora nulla impedirà loro di condurre a termine ciò che intendono fare. 7 Venite, scendiamo e confondiamo il loro linguaggio, affinché l’uno non capisca il parlare dell’altro!”. 8 Così l’Eterno li disperse di là sulla faccia di tutta la terra, ed essi cessarono di costruire la città. 9 Perciò a questa fu dato il nome di Babele perché lì l’Eterno confuse il linguaggio di tutta la terra, e di là l’Eterno li disperse sulla faccia di tutta la terra.



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