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La transizione energetica nella scuola

Tecnologie verdi

Non è possibile realizzare la transizione ecologica senza un cambio di passo culturale. A maggior ragione nella scuola del dopo Covid, consapevole delle lezioni duramente impartite dalla pandemia. È il messaggio lanciato nel giugno 2021 in occasione della presentazione del piano RiGenerazione Scuola. Il programma, promosso dal Ministero dell’Istruzione e pensato nell’ambito dell’attuazione dell’Agenda 2030 dell’ONU, punta a favorire un pensiero critico diverso. Tra i punti essenziali, sottolineano i relatori, l’adozione di una visione di lungo periodo fondata su una maggiore attenzione ai temi ambientali, alla sostenibilità e alla progettazione di nuovi mestieri compatibili con le esigenze di sviluppo (tratto da: https://resoilfoundation.org/ambiente/transizione-rigenerazione-scuola/). 

Per questo motivo appena abbiamo saputo della esperienza educativa pluriennale presso un liceo di Viterbo (provincia del Lazio) abbiamo chiesto un’intervista al dott. Timothy LUCIE-SMITH, consigliere della Fondazione Sorella Natura (FSN), al fine di raccontarci qualche dettaglio in più sulla attività didattica relativa al cambiamento climatico ed alla transizione energetica che la Fondazione ha progettato.

D. – Innanzitutto La ringrazio per avere accettato questa intervista per il giornale digitale www.2la.it; e come prima domanda Le chiederei cosa è la FSN e che attività svolge?
R. – FSN, in realtà, nasce come associazione col titolo di SORELLA NATURA nel 1991 e successivamente si costituisce come Fondazione SORELLA NATURA (FSN) nel 2001, con sede in Assisi. La FSN, opera per lo sviluppo della cultura e dell’educazione ambientale, ispirandosi al messaggio di San Francesco d’Assisi. La Fondazione si distingue per la fiducia nella scienza e nella capacità umana di innovazione per vincere la sfida del cambiamento climatico.
D. – E come è nata l’idea del P.C.T.O. (Percorso di Competenze Trasversali e di Orientamento – ex “Alternanza scuola/lavoro”) a Viterbo ?
R. – La  nostra delegata di FSN per la Provincia di Viterbo, dott.ssa Simona De Simoni, in un incontro delle Guardie Ambientali Volontarie della Regione Lazio, ha proposto di realizzare un P.C.T.O. presso il liceo Buratti di Viterbo avente per titolo: “L’educazione alla transizione energetica per la sostenibilità ambientale”. Io personalmente ho un grande interesse per la transizione energetica, affascinante punto di incontro tra scienza, economia e ambiente. Credo che sia molto utile sviluppare le conoscenze degli studenti in questo campo sia perché impatta direttamente sul futuro dei giovani, sia perché costituisce una grande novità nel mondo lavorativo.
D. – Da quanti anni è operativo il PCTO e quante classi ha coinvolto?
R. – La prima edizione è stata nell’a.s. 2021-2022. Quell’anno tutta la didattica è stata svolta “online” a causa della pandemia. Le prime due edizioni hanno coinvolto due classi: una classe (IV anno) del liceo classico ed una del liceo linguistico (III anno) (per un totale di 40 studenti). Quest’anno scolastico si sono aggiunte ulteriori due classi del liceo linguistico sempre del III anno. Quindi, in questi 3 anni, il totale degli studenti partecipanti al PCTO progettato dal FSN è stato di 170 studenti.
D. – Come è stata la risposta degli alunni a questa iniziativa?
R. – Visto l’entusiasmo della dirigente scolastica alla fine del PCTO dell’anno precedente ed il passa parola tra gli studenti, c’è stato un incremento delle adesioni e una risposta molto positiva e di grande interesse per gli argomenti proposti quali:
– I gas serra; – L’impatto sul riscaldamento climatico dovuto ai trasporti, all’edilizia, alla gestione dei rifiuti, ecc. – I sistemi di riduzione dell’impatto ecologico dell’attività antropica (la biomassa, l’idrogeno, la fusione nucleare, oltre agli impianti fotovoltaici ed eolici, ecc …)
D. – Ci sono stati contributi da parte di eventuali sponsor? Ed erano in programma tour didattici ed esperienze pratiche?
R. – Tutta l’attività didattica è stata sempre svolta dai volontari FSN, nonché Guardie Ambientali Volontarie (tra cui il sottoscritto e la tutor del progetto S.De Simoni). Il primo anno sono intervenuti online sia esponenti dell’Università la Tuscia (Dipartimento di Ingegneria sul tema dell’Idrogeno e della Fusione Nucleare), sia un rappresentante della Società Enel che ha descritto le attività che l’azienda ha messo in campo per sostenere la transizione energetica. Poi, in presenza, nell’anno 2022/23, abbiamo avuto come sponsor la Banca Carivit e oltre all’Università della Tuscia ed ad un sopralluogo alla Centrale Enel idroelettrica di Nazzano (RM), siamo andati a visitare il parco dei Carabinieri Forestali della Biodiversità a Tarquinia.  Quest’anno i tour si sono svolti all’Università della Tuscia sia nel Dipartimento di Ingegneria e che in quello di Economia Circolare e Sostenibile, esperienza che ha riscosso grande interesse da parte degli studenti. Invece nell’istituto scolastico, i Carabinieri Forestali Biodiversità di Tarquinia hanno svolto una lezione pratica sui reati ambientali ed hanno donato alla scuola quattro arbusti da curare, uno per classe. Infine quest’anno ha partecipato da remoto (Olanda) Dr. Valerio Guastella, consulente che lavora nel campo della sostenibilità ambientale, con un intervento dal titolo: “Come si sta preparando l’Europa per ridurre il suo impatto ecologico, l’esperienza olandese”, questa novità ha permesso agli studenti di conoscere anche un’ esperienza europea.
D. – Cosa è cambiato nel programma del PCTO da un anno all’altro?
R. – Innanzitutto il secondo anno abbiamo avuto la didattica in presenza e le esercitazioni. Inoltre quest’anno è stata introdotta una maggior interattività con gli alunni tramite la tecnica dei quiz online con riscontro delle risposte esatte in tempo reale.
D. – Gli studenti hanno prodotto i lavori finali del PCTO?
Certamente. Si tratta sempre di crediti formativi previsti dal regolamento del progetto, i lavori  sono stati molto interessanti e hanno riguardato argomenti sempre diversi, ma inerenti la transizione energetica.
D. – I lavori degli studenti hanno avuto visibilità?
R. – Si certamente; i lavori sono realizzati in gruppi di 8/10  studenti;  successivamente vengono esposti nella Giornata finale di studio dove partecipano anche le autorità, inoltre sia l’anno scorso che quest’anno gli elaborati sono esposti all’Università della Tuscia durante la settimana della Sostenibilità, nonché al Comune di Viterbo quando avrà luogo l’evento: “sostenibilità ambientale, volontariato e giovani”.  Alla fine del percorso formativo del  PCTO tutti i lavori degli studenti rimangono esposti nella scuola per stimolare la curiosità per gli altri studenti, professori e visitatori.
D. – Ritiene che questa esperienza possa continuare e magari essere estesa ad altre realtà educative?
L’attività di informazione e formazione in campo ambientale da parte della Fondazione è di primaria importanza e poi, visti i risultati e l’entusiasmo degli studenti, sicuramente continueremo a proporci agli istituti scolastici, come del resto la Fondazione fa da circa 35 anni; infatti, la transizione energetica è una tema mondiale che necessita una continua informazione e formazione. Ovviamente restiamo disponibili alle proposte di tutti gli sponsor che sono sensibili a questa tematica e che intendono sostenerci per erogare una esperienza sempre più articolata e corrispondente alle esigenze formative degli studenti al passo con gli sviluppi delle tecnologie.

Grazie dott. LUCIE-SMITH, è stato veramente interessante conoscere questo progetto della FSN ed in particolare questa esperienza pluriennale, nonché constatare la partecipazione fattiva da parte degli studenti. Certamente c’è ancora molto lavoro da fare, ma come noto: l’oceano è costituito da miliardi di piccole gocce. Buon lavoro!

Grazie a lei!



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