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Perché ci interessa la cànnabis?

SOMMARIO: Solo qualche decade fa è stato scoperto nell’uomo il sistema endocannabinoide (ECS). Si tratta di un sistema del nostro corpo che regola le sue reazioni agli stimoli dell’ambiente riportando il corpo ad una condizione di stabilità. Le sostanze che operano questa regolazione interna sono simili a quelle componenti “tossiche” presenti nella pianta della cannabis. Infatti assumendo tali componenti il meraviglioso sistema di regolazione del nostro corpo (ECS) viene alterato. Patologie, come la psicosi e la schizofrenia, si possono riscontrare anche dopo molti anni dall’assunzione di cannabis.

DATI STATISTICI: L’Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze (OEDT) ha dichiarato che 15,8 milioni di giovani europei (15-34 anni), pari al 13,3% di questa fascia d’età, abbiano consumato cannabis nell’ultimo anno (di cui 9,6 milioni avevano tra i 15 e i 24 anni, ossia il 15,8% di questa fascia d’età). Fra i giovani che hanno fatto uso di cannabis nell’ultimo anno, il rapporto tra maschi e femmine è di due a uno1.

Stime del Consumo di Cannabis nell’unione Europea 2anno 2022 – Per l’insieme completo dei dati e delle informazioni sulla metodologia si veda l’allegato online: https://www.emcdda.europa.eu/data/stats2022

La regolazione naturale e il sistema Endocannabinoide (ECS)

Sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre / Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio! Salmo 139, vv. 13-14

Non ho potuto fare a meno di pensare a questo verso del salmo quando mi sono reso conto della scoperta di sostanze naturali (ECS), prodotte dal nostro corpo. Questo risultato fu ottenuto durante le ricerche effettuate sulla pianta di cannabis; abbiamo ‘sostanze naturali’, in pratica, che sono la nostra “cannabis interna”.

Si tratta di sostanze che compongono il Sistema Endocannabinoide (ECS), cioè un sistema biologico di comunicazione tra le cellule, che regola importanti funzioni dell’organismo, sia nell’uomo che in molti animali (vedi schema).

Da innumerevoli generazioni, dalla pancia della mamma fino alla tomba, il Sistema Endocannabinoide guida e protegge gli organismi. Ma, almeno fino alla fine degli anni ‘90, poche persone ne sapevano l’esistenza.

In buona sostanza ci sono sostanze denominate “endocannabinoidi” (di cui l“anandamide” ed il “2-AG” sono i più studiati) che interagendo con le cellule cerebrali mantengono o riportano l’organismo in una situazione di benessere (omeostasi), dopo che per qualche ragione esterna al corpo c’è stata un’alterazione dallo stato di equilibrio.

Il fatto straordinario è che la struttura molecolare di queste sostanze è simile alla struttura delle sostanze presenti nella pianta di cannabis (due di queste sono note come CBD e THC).

I recettori (CB 1 e CB 2) delle sostanze emesse dal sistema endocannabinoide (ECS).

I recettori CB1 e CB2 indicano quei dispositivi (proteine) presenti sulla membrana cellulare dei neuroni e precisamente nella zona presinaptica, infatti, i neuroni sono collegati tra loro attraverso le cosiddette “sinapsi” (siti di contatto funzionale tra due neuroni, cioè tra due cellule nervose2; questi punti di raccordo permettono la trasmissione di informazioni sotto forma di segnali elettrici)3.

Normalmente, oltre ai segnali elettrici (che hanno carattere bidirezionale tra pre e post sinapsi) ci sono i segnali chimici mono-direzionali; si tratta dei neuro-trasmettitori (mediatori chimici)4 che sono rilasciati dai neuroni presinaptici ed agiscono sui neuroni postsinaptici. Tuttavia, gli endocannabinoidi sono gli unici neuro-trasmettitori che prendono parte alla cosidetta segnaletica “retrograda”, una forma di comunicazione intra-cellulare “al contrario”, nella quale, invece, la stimolazione parte dal neurone post-sinaptico5 e si esplicita sul neurone pre-sinaptico. Ciò diminuisce l’attività neuronale e questo significa che il sistema cannabinoide permette all’organismo:

  • La riduzione della risposta immunitaria,
  • La riduzione dell’infiammazione,
  • Il rilassamento della muscolatura,
  • La diminuzione della pressione del sangue,
  • La dilatazione dei bronchi,
  • La normalizzazione dei nervi sovrastimolati (come nel dolore neuropatico o nell’epilessia).

Fitocannabinoidi: In che modo THC e CBD influenzano l’anandamide6?

Ma cosa c’entra la cannabis in tutto questo? Centra perché la pianta della cannabis ha, anch’essa, un proprio sistema cannabinoide ed i cannabinoidi che produce sono conosciuti come fitocannabinoidi. Ne sono noti almeno 113 e, probabilmente, ce ne sono altri di cui non siamo ancora a conoscenza. Molti, se non tutti, possono interagire con il nostro sistema di regolazione, appunto il sistema cannabinoide di cui sopra, l’ECS, del corpo umano ed ognuno di questi fitocannabinoidi produce effetti diversi.

I due cannabinoidi di cui si sente parlare più spesso sono quelli, già citati qui sopra, il THC (delta-9-tetraidrocannabinolo) e il CBD7. Nonostante siano i due cannabinoidi più abbondanti all’interno delle piante di cannabis, interagiscono con il ECS in modi molto diversi e, come tali, producono effetti diversi.

  • Il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) è probabilmente il cannabinoide più noto tra quelli prodotti dalla cannabis. È quello che provoca il famoso sballo (azione inebriante – forte impatto psicopatologico, ma anche aggressività interpersonale dovuta a discontrollo). Il THC interagisce direttamente con i recettori CB1 (situati sul neurone presinaptico) ed i recettori CB2 presenti in tutto il corpo. In un certo senso, imita l’anandamide presente nel nostro corpo, in quanto ha la capacità di legarsi agli stessi recettori a cui si lega l’anandamide (vedi nota 6 ed il paragrafo successivo). Questo è il motivo per cui ha un effetto così profondo. In un certo senso, si comporta quasi come un’altissima dose di anandamide.
  • A causa dell’ampia diffusione del ECS nel nostro organismo (i cui recettori sono presenti in tutte le parti del corpo), gli effetti del THC sono ampi e versatili. Questo è il motivo per cui gli effetti del THC possono durare diverse ore, mentre quelli dell’anandamide sono relativamente di breve durata.

Anandamide8 e CBD9

Il CBD funziona in modo molto diverso dal THC. Non ha quasi alcuna affinità verso i recettori CB1 o CB2 e, infatti, sembra addirittura inibirli. Si presume che questo sia il motivo per cui il CBD sembra “contrastare” gli effetti psicotropi10 del THC.

Il CBD inibisce anche la produzione degli enzimi denominati FAAH e MAGL nel corpo (si tratta degli enzimi utilizzati per scomporre l’anandamide11 ed il “2-AG”). In tal modo, aumenta indirettamente la concentrazione di anandamide disponibile per i recettori CB1 e CB2, il che significa che l’endocannabinoide (anandamide) sarà presente in maggiore quantità all’interno del corpo. È così che il CBD è in grado di produrre sensazioni di serenità, felicità e benessere, senza “sballare”. 

In definitiva mentre il THC inonda il corpo con una sostanza chimica simile all’anandamide, il CBD offre al corpo un maggiore accesso all’anandamide stessa12.

Questo succede perché il THC della pianta cannabis e l’anandamide, prodotta naturalmente dal nostro corpo, hanno una struttura chimica simile ed entrambi sono agonisti (stimolatori) parziali del recettore CB1.

Tuttavia, dopo aver assunto THC, quest’ultimo entra nell’organismo e riesce a “sabotare” questi recettori ed è, anche, in grado di suscitare una risposta molto più accentuata da parte del CB1, risposta che, come accennato sopra, si manifesta nel caratteristico “sballo” sperimentato dai consumatori di cannabis.

Conclusioni

In definitiva il meraviglioso sistema di regolazione (ECS) di cui siamo dotati, viene influenzato quando assumiamo le sostanze presenti nella Cannabis. Sostanze che se assunte prima dei 25 anni sembra abbiano effetti patogeni anche da adulti (per esempio oltre 50% dei consumatori di THC hanno possibile sviluppo di psicosi e schizonfrenia – vedi Rates and Predictors of Conversion to Schizophrenia or Bipolar Disorder Following Substance-Induced Psychosis – Rates and Predictors of Conversion to Schizophrenia or Bipolar Disorder Following Substance-Induced Psychosis – The American Journal of
Psychiatry 2018 Apr 1;175(4):343-350).

Del resto, è noto che, oggi, è anche possibile selezionare una varietà ad alto contenuto di THC, piuttosto che di CBD ed oltre allo “sballo”, si possono ottenere principi attivi importanti dal punto di vista farmaceutico. In altri termini, si può concentrare la coltivazione di Cannabis sulle varietà che maggiormente contengono i principi attivi desiderati.

Varietà di cannabis di 50 anni fa davano una sensazione di rilassamento e avevano una percentuale di CBD 5 volte superiore a quella di THC (che invece ha un’azione eccitante); oggi, invece, sono presenti varietà con percentuali invertite (il cui consumo è illegale). Ma questo è un argomento che, forse, riguarda più la sociologia …

Sitografia

https://cannabiscienza.it/metabolomica-e-cannabis-la-scienza-delle-varieta/

https://www.dipendessedame.it/dipendenza-da-cannabis-facciamo-chiarezza/

https://www.politicheantidroga.gov.it/media/1481/manuale_iconografico_cannabis_bassa.pdf

https://www.luoghidiprevenzione.it/Home/#

https://www.royalqueenseeds.it/blog-perche-la-cannabis-e-piu-potente-rispetto-a-decenni-fa-n416

Bibliografia

Il Trattamento Terapeutico-Riabilitativo Della Dipendenza Patologica – Fanella F. (cur.), edito da Alpes Italia, 2010

Dipendenze comportamentali. Criteri, evidenze, trattamento di Kenneth P. Rosenberg (Autore) Laura Curtiss Feder (Autore) V. Renis (Traduttore) – Edra, 2015

Kandel, E. R., Schwartz, J., Jessel, T. M., Fondamenti delle neuroscienze e delcomportamento, CEA, 1999

Panksepp, J., Affective Neuroscience: The Foundation of Human and Animal Emotions, Oxford University Press, New York 1998

Schore, A.N., La regolazione degli affetti e la riparazione del sé, Casa editrice Astrolabio, 2008

  1. 1. https://www.politicheantidroga.gov.it/media/3387/edr_2022_15_final_watermarked.pdf ↩︎
  2. 2. Le prove risolutive della discontinuità tra neuroni e dell’esistenza di zone di interazione tra neuroni diversi, le sinapsi, si ebbero con l’avvento della microscopia elettronica all’inizio degli anni ’40 del secolo scorso. La sinapsi è la regione attraverso la quale un impulso nervoso si trasmette da una cellula ad un’altra. Esistono 2 tipi di sinapsi: le sinapsi elettriche e quelle chimiche. Nelle sinapsi elettriche due cellule eccitabili comunicano per passaggio diretto di corrente attraverso le gap-junction. Nelle sinapsi chimiche l’arrivo di un potenziale d’azione nella cellula pre-sinaptica provoca la liberazione di un neurotrasmettitore il quale determina la risposta elettrica
    nell’elemento post-sinaptico. ↩︎
  3. 3. La segnaletica retrograda funziona come sistema di feedback inibitorio che dice alle cellule di “raffreddarsi” quando stanno attivandosi troppo. Stimolati dal THC o dai suoi “cugini” endocannabinoidi, i recettori cannabinoidi scatenano, a livello cellulare, una cascata di cambiamenti biochimici che mette i freni ad un’eccessiva attività fisiologica ↩︎
  4. 4. Nelle sinapsi elettriche la conduzione dell’impulso nervoso è particolarmente veloce e virtualmente istantanea, grazie al passaggio diretto di corrente da una cellula all’altra. Questo grazie all’estrema vicinanza o addirittura alla continuità citoplasmatica tra la cellula presinaptica e quella postsinaptica, e a strutture specializzate, le “gap junction” o giunzioni comunicanti, che si lasciano attraversare dall’onda di depolarizzazione del potenziale d’azione opponendo una bassissima resistenza. La comunicazione è affidata a correnti ioniche ed è generalmente bidirezionale , il che permette di sincronizzare le risposte di popolazione neuroniche ed ottenere un’attivazione massiva e molto rapida.
    Nelle sinapsi chimiche, di gran lunga più frequenti nel nostro organismo, la trasmissione dei segnali viene affidata ad un mediatore chimico, detto neurotrasmettitore. Rispetto alle precedenti, tra cellula presinaptica e cellula postsinaptica esiste un punto di discontinuità strutturale; in questo modo le membrane delle due cellule restano sempre distinte e separate da uno spazio (20-40 milionesimi di millimetro) detto fessura sinaptica. Esaminandole al microscopio, ci accorgiamo che le sinapsi chimiche comprendono tre diverse strutture: la membrana presinaptica, la fessura sinaptica (o vallo sinaptico) e la membrana postsinaptica. A differenza delle precedenti, le sinapsi chimiche sono unidirezionali e presentano un certo ritardo nella trasmissione del segnale elettrico (da 0.3 ms a qualche ms). ↩︎
  5. 5. Mediatori della trasmissione sinaptica. Perché un possibile trasmettitore X possa essere accettato come trasmettitore di una determinata sinapsi deve soddisfare i seguenti requisiti il neurone pre-sinaptico deve contenere X ed essere capace di sintetizzarlo; X deve essere liberato dal neurone presinaptico in seguito a stimolazione appropriata; l’applicazioni di microdosi di X deve riprodurre l’effetto della stimolazione del neurone presinaptico; gli effetti della stimolazione presinaptica e della microapplicazione di X devono essere modificati nello stesso modo dell’applicazione di sostanze farmacologiche. ↩︎
  6. 6. Identificata per la prima volta nel 1992, l’anandamide è una molecola fondamentale nel sistema endocannabinoide (ECS). Essa svolge un ruolo chiave in numerosi processi fisiologici, tra cui la regolazione dell’umore, la percezione del dolore e l’appetito. L’anandamide e il THC sono simili per struttura molecolare. Tuttavia, a differenza del THC, convertito dal corpo in vari metaboliti, l’anandamide viene rapidamente degradata dall’enzima FAAH (Fatty Acid Amide Hydrolase), che modula i suoi livelli nel corpo. ↩︎
  7. 7. Le origini del suo nome sono: “Ananda” (parola sanscrita che significa “gioia, beatitudine e delizia”) allude direttamente ad alcune delle funzioni più importanti di questo cannabinoide endogeno. “Amide”, invece, si riferisce semplicemente alla formula chimica della molecola. ↩︎
  8. 8. Il ruolo del CBD (cannabidiolo) nel sistema endocannabinoide è tanto complesso quanto fondamentale. Tuttavia, uno degli effetti più significativi del CBD è la sua capacità di aumentare i livelli di anandamide. ↩︎
  9. 9. le sostanze psicotrope sono essenzialmente i depressori del sistema nervoso centrale con effetto del tipo dei barbiturici o delle benzodiazepine (esempi: Valium, Lexotanil, Seresta, Temesta, Dormicum). Sono spesso denominate anche “stupefacenti parzialmente esclusi dalle misure di controllo” ↩︎
  10. 10. https://www.eusphera.com/it/anandamide ↩︎
  11. 11. https://www.royalqueenseeds.it/blog-cos-e-l-anandamide-e-che-ruolo-svolge-nel-nostro-organismo-n507#fitocannabinoidi-in-che-modo-thc-e-cbd-influenzano-lanandamide ↩︎


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