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10 Passi per la Vetta + 1. Da sogno a progetto

Intervista con uno degli autori

Il Prof. Silvestro Paluzzi, specializzato in Psicologia clinica e Psicoterapia presso la Scuola di Specializzazione dell’Università “La Sapienza” di Roma, è fondatore dell’approccio multisetting ed autore insieme a sua moglie dott.ssa Antonella Tropea del libro “10 passi per la vetta + 1. Da sogno a progetto. Esperienze di psicoterapia oudoor setting”, Edizioni Messaggero Padova, 2023.

  1. Domanda: Qual è l’idea che ha suscitato la redazione del libro?

Risposta: Con mia moglie, autori del libro, rimaniamo ancora psicoterapeuti di nicchia, perché questa è stata la nostra scelta fino ad ora, ma sul piano terapeutico siamo gli unici al mondo che portiamo pazienti e gruppi di pazienti con diverse sintomatologie cliniche a lavorare terapeuticamente per la durata di una settimana in alta quota. Rendendoci conto del beneficio e degli effetti che riportano i nostri pazienti, abbiamo ritenuto che, forse, era giunto il momento per uscire dalla nicchia e rendere divulgativa la nostra modalità di lavoro ad un più vasto numero di lettori e di colleghi.

  1. Domanda: Ma cosa sono i passi e perché proprio 10?

Risposta: I 10 Passi per la Vetta + 1 non vogliono essere un vademecum per la vita, non abbiamo la pretesa di distribuire pillole di una nostra filosofia di vita, piuttosto un segnavia per raggiungere le proprie Vette esistenziali. Si tratta dell’elaborazione di un percorso di vita professionale e personale, in cui le vicende incontrate dai nostri pazienti e le vicende incontrate da noi nella vita, hanno permesso di costruire una ‘via d’uscita’ a certe strettoie mentali autoreferenziali; non solo, ma di poter tornare a sognare e a trasformare i propri Sogni in progetti. Il numero 10 è solo un numero legato ad un elenco di elementi che riteniamo significativi al fine di raggiungere la consapevolezza di un vivere in pienezza. Il +1 è l’inevitabile Passo del rientro nella propria Valle esistenziale, dopo la scoperta del proprio viaggio interiore e dell’autenticità incontrata con noi psicoterapeuti, i compagni di cordata e se stessi. 

  1. Domanda: Il percorso terapeutico prevede un inizio ed una fine? Al termine dei passi cosa succede?

Risposta: I 10 Passi per la Vetta + 1 sono una metafora di montagna del cammino verso la realizzazione di un proprio Progetto nella vita. Ognuno decide cosa fare nella propria vita e i 10 Passi sono una forma mentis di come poter approcciare a progetti di vita significativi. L’esperienza condotta con noi psicoterapeuti in alta montagna è normalmente un outdoor setting residenziale di 7 giorni. In quei giorni viviamo con i nostri pazienti la vita all’aria aperta, le dinamiche di gruppo, i laboratori esperienziali e il trekking sui sentieri di alta quota. Prima di giungere alla residenzialità estiva i nostri pazienti vengono seguiti tutto l’anno sia in colloqui individuali quindicinali sia in terapia di gruppo quindicinale. In estate, in sette giorni residenziali sulle Alpi, viviamo delle attività e dei moduli di lavoro da noi denominati Valle, Guado, Deserto, Crinale e Vetta, che coincidono non solo con metafore di montagna ma anche come i luoghi di attività escursionistiche di gruppo. Al penultimo giorno della residenzialità, in ascesa verso la Vetta, declamiamo i 10 Passi per la Vetta + 1 come un dono che vogliamo fare loro per aver condiviso con noi le fatiche del cammino di montagna, offrendo però anche un segnavia, sperimentato nel tempo della psicoterapia, come metafora del loro proseguo nella vita. Si tratta di un’esperienza condivisa con noi psicoterapeuti e con i loro ‘compagni di cordata’ che attesta simbolicamente la ‘conquista’ della Vetta che hanno ri-deciso di raggiungere nel loro rientro a casa. 

  1. Domanda: da quanti anni è cominciato la vostra attività clinica per arrivare a questi risultati?

Risposta: Ovviamente un lavoro terapeutico così complesso non si improvvisa! 25 anni di lavoro clinico nel nostro Istituto Paluzzi ci hanno permesso di affrontare situazioni di disagio anche di una certa gravità, ci riferiamo non solo a Disturbi d’Ansia o Disturbi dell’Umore, ma anche a Disturbi Psicotici. È stata una grande esperienza clinica che ci ha dato molte soddisfazioni e anche molta esperienza nel trattare diverse forme di psicopatologia. Nel 2006abbiamo iniziato con il portare con noi un piccolo gruppetto di 6 dei nostri pazienti sulle Dolomiti, offrendo loro l’opportunità di condividere con noi psicoterapeuti alcuni giorni di terapia/vacanza e dei percorsi di trekking che già affrontavamo con i nostri figli. Da allora, ogni anno, mettendo a punto quello che è diventato il nostro Metodo Multisetting, abbiamo seguito nei tre setting (individuale, in gruppo e outdoor residenziale) migliaia di pazienti. Il ‘paziente’ è sempre stato per noi prima di tutto ‘persona’ al centro delle nostre attenzioni e del nostro averne cura.

  1. Domanda: Quante persone sono state interessate da questo approccio?

Risposta: Dal 2006 ad oggi sono state trattate con il Metodo Multisetting, incluso l’outdoor residenziale, circa 2000 pazienti. Ossia, circa 2000 pazienti hanno vissuto con noi sulle Alpi l’esperienza di trekking sperimentando il coinvolgimento corporeo, emotivo, cognitivo dal partire dalla Valle fino al raggiungimento della Vetta e il rientro a Valle.

  1. Domanda: I passi costituiscono una traiettoria sequenziale, come seguire un sentiero, oppure non è obbligatorio, non c’è un ordine prestabilito? 

Risposta: Il Primo Passo: “Scegli la tua Vetta”, il decimo Passo: “Tu sei un prodigio anche se non raggiungi la tua Vetta e ricorda che hai sempre una ‘seconda opportunità’” e il passo + 1: “Torna a casa, nella tua Valle, difendi l’autenticità che hai scoperto in te nell’ascesa in Vetta e condividila” hanno una loro sequenzialità, perché legati alla logica di successione temporale dell’esperienza montana in outdoor setting residenziale, e alla logica del pensare prima di agire. Gli altri Passi hanno semplicemente un ordine nominativo. In outdoor residenziale, comunque, declamiamo i 10 Passi verso la Vetta + 1 sempre nello stesso ordine.

  1. Domanda: I passi sono insieme ad altre persone oppure il percorso è individuale?

Risposta: I 10 Passi per la Vetta + 1 sono stati pensati per essere vissuti in gruppo. L’outdoor setting in alta montagna è una residenzialità che si vive in gruppo, un’unica ‘cordata’ tra noi psicoterapeuti e i nostri pazienti. Abbiamo fatto esperienza anche di accompagnamento di un singolo paziente, ma lo strumento del gruppo è veramente una marcia in più per i processi trasformativi personali.

  1. Domanda: 10 passi sono un metodo? Lo si può applicare al di fuori di un percorso terapeutico?

Risposta: I 10 Passi per la Vetta + 1 sono uno strumento, più che un metodo. Il metodo è il nostro Metodo Multisetting ed è all’interno di questa metodologia che ritroviamo la possibilità di operare i 10 Passi per la Vetta + 1, in alta montagna e in residenzialità di gruppo. La potenza evocativa di declamare i 10 Passi per la Vetta + 1 (dopo 6 giorni di trekking continuo, in cui abbiamo sperimentato l’attraversamento di altopiani, di versanti rocciosi, di guadi di ruscelli e torrenti, di escursioni su crinali di alta quota, di ferrate su pareti dolomitiche, e praticato laboratori esperienziali, dinamiche di gruppo altamente emotive, eccetera) rende profondo il significato simbolico che i 10 Passi riecheggiano nel cuore e nella mente dei partecipanti, una specie di ‘sigillo di benevolenza’ degli psicoterapeuti ai propri pazienti. Questa priorità di intervento in campo psicoterapeutico, non ostacola l’applicazione del Metodo Multisetting e la declamazione dei 10 Passi per la Vetta + 1 in aree applicative diverse come il counselling socio-educativo, aziendale, sportivo o scolastico.

  1. Domanda: Qual è il ruolo della dott.ssa Tropea, coautrice del libro? E di altri collaboratori? E il team di lavoro?

Risposta: Nella letteratura psicoterapeutica ritroviamo altri esempi di coppie coniugate di psicoterapeuti che lavorano in co-terapia, diverse negli Stati Uniti, molte di meno in Italia. È certamente un nostro punto di forza proporci  come coppia ai nostri pazienti che approcciano il Metodo Multisetting, sia come modeling di lavoro in coppia sia come evocazione simbolica transferale di dimensione paterna e materna, su cui, poi, elaboriamo con loro il superamento transferale dei pazienti in prospettiva di autonomia e di esame di realtà. Lavorare come coniugi comporta affiatamento e sintonia, specialmente in outdoor residenziale, dove dobbiamo mantenere un impegno emotivo molto intenso e continuativo, senza permetterci degli errori. In outdoor residenziale, negli ultimi anni coinvolgiamo in equipe i nostri collaboratori più stretti e fidati e certamente puntiamo ad avere una cordata sempre più numerosa di collaboratori, costituendo dei team di lavoro diversificati a secondo del settore di intervento. 

  1. Domanda: In futuro cosa prevede il progetto 10 passi?

Risposta: la nostra premura professionale ed etica è quella di poter permettere ai nostri pazienti di usufruire dell’opportunità del Metodo Multisetting, ossia di potersi avvalere di un accompagnamento psicoterapeutico che, partendo dalla richiesta di remissione di un sintomo clinico, li porti a prendere consapevolezza del sommerso e operare quei cambiamenti di consapevolezza che li guidino a raggiungere gli obiettivi terapeutici, non solo di benessere psicologico, ma anche di raggiungimento di propri progetti materiali. In futuro, attraverso gli allievi della nostra Scuola di counselling Outdoor Setting e i Counsellor professionisti del Metodo Multisetting, auspichiamo che si intensifichino i progetti di accompagnamento psicoterapeutico e di counselling ad altre persone, giovani, adulti, coppie in crisi. In tal modo, avremo la possibilità che più persone possano usufruire degli outdoor residenziali e della declamazione dei 10 Passi per la Vetta come direzione progettuale.



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