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16th
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Abbassa il colesterolo!

Il colesterolo è un grasso che svolge diverse funzioni importanti nel nostro organismo.

Per esempio, regola i processi digestivi, par­tecipa alla produzione della vitamina D, costru­isce e protegge la parete delle cellule, consente la produzione di ormoni come quelli sessuali ed è essenziale per lo sviluppo del bambino nella pancia della mamma.

La maggior parte del colesterolo presente nel nostro organismo viene prodotta dal fegato (endogeno) e il rimanente viene introdotto con il cibo (esogeno). Entrambe queste forme si ritrovano nell’intestino e da qui, grazie alle lipoproteine HDL e LDL, il colesterolo viene trasportato nel sangue, per poi tornare al fegato, dove forma i sali biliari, elementi in grado di facilitare l’assorbimento intestinale dei grassi e delle vitamine liposolubili (cioè solubili nei grassi) A, D, E, K e E.

Quando il colesterolo che produciamo e quello che viene introdotto con gli alimenti sono nella quantità necessaria all’organismo va tutto bene e la salute di cuore e cervello non è a rischio. Ma

se i suoi livelli si alzano allora, nel tempo, questo eccesso si deposita all’interno delle arterie, che si restringono e perdono elasticità. Il sangue scorre così con più difficoltà e ciò potrebbe portare a gravi problemi di cuore e all’arteriosclerosi. Se non si adottano le giuste strategie, una simile situazione fa aumentare i rischi di ictus e infarto. In pratica, basta riequi­librare la dieta e fare attività fisica regolare per fa regredire i rischi.

Cos’è l’indice di rischio cardiovascolare?

L’indice di rischio cardiovascolare viene calcolato dividendo i valori di colesterolo totale per quelli di colesterolo HDL, rilevati su un piccolo campione di sangue venoso prelevato a digiuno. L’indice di rischio è considerato accettabile quando risulta inferiore a 5 nell’uomo e a 4,5 nella donna. In termini di valutazione del rischio cardiovascolare, stabilire il rapporto tra Totale e HDL è preferibile alla stima del rapporto tra LDL e HDL. Infatti, i valori di colesterolo totale dipendono anche dalle concentrazioni plasmatiche di VLDL, ricche di trigliceridi e per questo direttamente correlate all’aumento del rischio cardiovascolare.

Colesterolo TOT = HDL + LDL + VLDL

Il punteggio individuale è uno strumento semplice per stimare la probabilità di andare incontro a un primo evento cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio o ictus) nei 10 anni successivi, conoscendo il valore di otto fattori di rischio: sesso, età, diabete, abitudine al fumo, pressione arteriosa sistolica, colesterolemia totale, colesterolemia HDL e trattamento anti-ipertensivo.

La valutazione del rischio offerta dal punteggio è più precisa rispetto a quella delle carte del rischio cardiovascolare. Il punteggio individuale infatti: considera due fattori di rischio in più rispetto alla carta, colesterolemia HDL e terapia anti-ipertensiva. Quest’ultima rappresenta un fattore aggiuntivo alla pressione arteriosa, in quanto il valore pressorio registrato in presenza di terapia specifica non è naturale ma dovuto anche al trattamento in corso, ed è un indicatore di ipertensione arteriosa di vecchia data.

Il punteggio individuale può essere applicato a persone nella fascia di età 35-69 anni.

Si consiglia di eseguire la valutazione del rischio cardiovascolare attraverso il punteggio almeno:

ogni sei mesi per persone a elevato rischio cardiovascolare (rischio superiore o uguale al 20%)

ogni anno per persone a rischio da tenere sotto controllo attraverso l’adozione di uno stile di vita sano (rischio superiore o uguale al 3% e inferiore al 20%)

ogni 5 anni per persone a basso rischio cardiovascolare (rischio inferiore al 3%).

La SIIA (Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa) mette a disposizione un interessante tool cosi come il Centro Studi Gised.



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