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Un sogno durato venti anni

«Egli andò in rovina perché, basandosi sulle vittorie militari, cominciò ad attaccare lite con tutti gli Stati invece di mantenere la pace. La fortuna in guerra lo rese prepotente e attaccabrighe». A parlare così di Napoleone Bonaparte fu uno che di politica se ne intendeva, il principe Bismarck. Difficile dargli torto, ma su una cosa Bismarck si sbagliava: alla base delle vittorie di Napoleone, più che la fortuna c’era il genio militare di uno dei più grandi condottieri della storia. Del resto, era quanto pensava di sé stesso Napoleone, quando disse: «Il comandante in capo è il condottiero: egli è tutto per l’esercito; non fu l’esercito romano a conquistare la Gallia, ma Cesare».

All’origine della folgorante carriera napoleonica c’è la prima vittoria militare, quella conseguita il 19 dicembre 1793 a Tolone, quando constrinse la flotta inglese a lasciare il porto della città. Tre giorni dopo Napoleone divenne generale. Aveva 24 anni e in quattro mesi aveva bruciato le tappe; da capitano a generale.

Da quel momento la sua fu una cavalcata nella storia: nel gennaio 1802 divenne presidente della Repubblica italiana; il 2 agosto dello stesso anno primo console di Francia; il 18 maggio 1804 fu proclamato imperatore di Francia; il 26 maggio 1805 venne incoronato re d’Italia.

Entrò da vincitore in tutte le grandi città europee: Vienna (1805), Lipsia e Roma (1806), Madrid (1808), Mosca (1812). Realizzò un grande sogno chiamato impero. Ma distrusse quel sogno quando, considerandosi imbattibile, lanciò una sfida a tutta l’Europa. E la perse, prima a Lipsia (ottobre 1813), poi a Waterloo (18 giugno 1815).

Il sogno di Napoleone tramontò definitivamente dopo la sconfitta di Waterloo, ma fu con la campagna di Russia che l’imperatore francese iniziò a scrivere la parola “fine”.

Per la verità, Napoleone aveva già dovuto incassare qualche sconfitta in precedenza, soprattutto in Spagna, dove il suo esercito aveva conosciuto l’umiliazione della ritirata.

Napoleone, dunque, nella primavera del 1812 decise di dare una lezione allo zar Alessandro e partì alla volta delle sconfinate steppe russe con un’armata imponente: 530 mila uomini, 150 mila cavalli, 30 mila carri per il trasporto di vettovaglie e armi, mille cannoni. I russi contavano su un esercito di 700 mila uomini, ma decisero di evitare il più possibile la battaglia in campo aperto. Il loro intento era quello di rallentare la marcia dei francesi, con una guerriglia in cui eccellevano i cosacchi del Don e con scontri limitati. L’obiettivo era quello di trattenere l’esercito di Napoleone in territorio russo, tagliandogli i ponti alle spalle fino alle prime nevicate. Allora Napoleone sarebbe caduto in trappola. Napoleone raggiunse Mosca il 14 settembre 1812, ma entrò in una città fantasma: dei 400 mila abitanti, 250 mila erano fuggiti; il giorno dopo un incendio devastò la capitale russa lasciando in piedi soltanto duemila edifici. Napoleone capì di essere nei guai, Ma ormai l’inverno era alle porte. E la sua armata fu costretta a una precipitosa ritirata. Soldati, cavalli e carri affondavano nel fango e nella neve. Il nemico gli inflisse il colpo di grazia nella battaglia della Beresina, il 28 novembre. Il 18 dicembre Napoleone tornò a Parigi. Per la prima volta non fu un ingresso trionfale, ma il ritorno di uno sconfitto. Del mezzo milione di soldati dell’armata di Russia, 400 mila mancavano all’appello…

L’IMPERO NAPOLEONICO

Napoleone costruì un impero che durò quanto un lampo, ma che lo ha consegnato alla storia come uno dei più grandi condottieri. Qui di seguito le tappe principali della sua carriera.

15 agosto 1769: Napoleone nasce ad Ajaccio, in Corsica. 1779: entra all’Accademia militare di Brienne. 19 dicembre 1793: costringe la flotta inglese a lasciare il porto di Tolone e viene nominato generale. 5 ottobre 1795: a Parigi reprime l’insurrezione dei sostenitori di un ritorno della Monarchia. Diventa un eroe della Rivoluzione. 1796: prima campagna d’Italia: si conclude con la vittoria contro l’Austria nella piana di Rivoli. 1798: campagna d’Egitto: sconfitta dei turchi. Dicembre 1799: rientrato dall’Egitto, Napoleone viene nominato primo console di Francia. 14 giugno 1800: a Marengo piega nuovamente gli austriaci, nella seconda campagna d’Italia. 25 gennaio 1802: viene eletto presidente della Repubblica italiana. Il 2 agosto viene nominato primo console di Francia a vita. 18 maggio 1804: diventa imperatore di Francia. Viene incoronato, il 2 dicembre, da Pio VII. 26 maggio 1805: nel Duomo di Milano è incoronato re d’Italia. Il 21 ottobre la flotta francese viene sconfitta dall’ammiraglio Nelson a Trafalgar. Ma il 2 dicembre Napoleone riporta una nuova vittoria, ad Austerlitz, contro gli eserciti di Austria e Russia. 4 ottobre 1806: sconfigge i prussiani a Jena. 2 febbraio 1808: le truppe francesi entrano a Roma, Pio VII viene fatto prigioniero. Contemporaneamente l’esercito di Napoleone invade la Spagna. 24 giugno 1812: inizia la campagna di Russia che si conclude disastrosamente. 18 ottobre 1813: a Lipsia Napoleone è battuto da un esercito che schiera soldati di dieci nazioni. 6 aprile 1814: Napoleone abdica e va in esilio all’Isola d’Elba. 26 febbraio 1815: fuggito dall’Elba, torna in Francia, riorganizza l’esercito. Affronta la battaglia decisiva, a Waterloo, dove viene definitivamente sconfido da inglesi e prussiani. 5 maggio 1821: muore in esilio nell’isola di Sant’Elena, nell’oceano Atlantico.



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