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Il Caffè

Ne beviamo in grande quantità e l’osservatorio di Nomisma e Datalytics rivela novità interessanti sul rapporto tra gli italiani e la tazzina di caffè. L’espresso è ancora il preferito, indipendentemente da luoghi e motivazioni. La survey, condotta su un campione di oltre 1.000 consumatori, fornisce numerose suggestioni sulle modalità di scelta e di consumo caffè. In primis, emerge un consumo abituale della bevanda (95% del target di riferimento), con l’espresso scelto dal 93% dei consumatori. Residuale la percentuale di chi predilige il caffè americano, orzo o altre tipologie di caffè (7%). Chi consuma caffè espresso beve principalmente 1 o 2 tazzine al giorno (58%) e preferisce la mattina come momento di consumo. Ma che cosa sappiamo di questa bevanda? Di seguito un aiuto.

Il caffè è la pianta originaria dell’Etiopia dove fa parte della flora spontanea; l’ Arabia però può vantarsi di aver iniziato per prima la coltivazione di questo importante vegetale. Sul finire del 1700 venne introdotto in Indonesia e quindi nei paesi dell’ America Centrale e Meridionale, destinati a divenire i principali produttori. Con il nome di caffè sono posti in commercio i semi di certe piante appartenenti al genere Coffea ( Coffea arabica, Coffea robusta, Coffea camphora, Coffea liberica), delle quali la prima è la più diffusa. La pianta del caffè può anche raggiungere i 10 metri di altezza; il frutto è una drupa che, maturo, ha colore rosso-bruno, assumendo l’ aspetto di una ciliegia. Per attuare una valida difesa contro l’ eccessivo sole ed il vento, si usa ombreggiare le piantagioni di caffè con piante arboree di diversa specie. La pianta del caffè fiorisce solo dopo tre anni dalla messa a dimora e solo dopo il quarto inizia a fruttificare, continuando a produrre un buon raccolto per 20 o 30 anni. I semi del caffè contengono un alcaloide, la caffeina, che ha azione eccitante sul sistema nervoso e che trova impiego in medicina. Molti sono i composti chimici che concorrono alla formazione del tipico aroma del caffè, che si forma solo con la torrefazione dei chicchi. Con la tostatura i semi cambiano colore, che da verde diventa bruno, e perdono una sottile pellicola argentea, che ad essi aderiva. Questa operazione conferisce una certa fragilità ai chicchi, rendendo possibile la loro riduzione in polvere, con la quale si prepara la nota bevanda aromatica. In Italia si fa largo uso di caffè e Napoli può essere considerato il luogo dove si prepara per tradizione il miglior caffè. Il caffè viene esportato imballato in sacchi di iuta e ne esistono parecchie varietà che si distinguono dal nome della località di provenienza.

Quindi, dopo un pò di storia; le motivazioni del successo dell’espresso? E’ presto detto: il 58% di chi lo beve lo fa per trovare la ‘carica’ necessaria ad affrontare la giornata. C’è poi chi lo fa per il gusto (51%) e chi per abitudine (30%). Inoltre, la tazzina evoca nell’immaginario dei consumatori momenti di relax (53%), un piacere (47%), ma al contempo una tradizione (37%).

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