May
11th
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Il picchio e l’ippocastano

A Roma su via Nomentana, a Villa Torlonia, c’è un ippocastano, immenso, che svetta imponente su tutti gli altri alberi. Quando i miei figli erano piccolini andavamo spesso a giocare insieme all’ombra dei suoi rami.

Sono passati circa 20 anni, domenica scorsa, attraversando la villa alle 8 di mattina, mentre il sole primaverile iniziava a lambire le chiome più alte degli alberi, ho sentito improvvisamente una rapida sequenza di colpi, non so … come di un martello pneumatico che taglia l’asfalto; poi, era appena passato qualche minuto che un’altra scarica di uguale intensità si abbatté nell’aria facendomi sussultare di nuovo e più di prima.

Ma, con grande stupore, un sospetto improvviso mi assalì: vuoi vedere che questi colpi sono il suono prodotto da un picchio che si sta costruendo un nido? Possibile? In piena città una cosa simile?

Incuriosito, sull’onda di questo pensiero, tesi l’udito per capire da quale parte della villa arrivavano le beccate, che intanto si ripetevano quasi a ritmo regolare. Dopo pochi tentativi di orientamento riuscii ad individuare dove il picchio si era appostato a fare il nido.

Con grande sorpresa mi resi conto che era proprio l’ippocastano sotto il quale da giovane papà giocavo con i miei figli. Ma in verità, a guardar bene, qualcosa era successo … Infatti dell’ippocastano era rimasto solo il tronco ed i rami, come la guglia più alta di una cattedrale in rovina ancora svettava la cima che sebbene tronca era ancora comunque più alta degli alberi intorno.

E subito mi venne in mente quel verso di pascoliana memoria: “Dov’era l’ombra, or sè la quercia spande morta, né più coi turbini tenzona”. Ma, invece di sentire nell’aria, il pianto d’una capinera che cerca il nido che non troverà, ….. lottava con la corteccia, quasi sulla cima, un picchio, che ad intervalli di qualche minuto, picchiava alcuni rapidi colpi che risuonavano all’intorno e poi si riposava per riprendere poco dopo un’altra sequenza di beccate.

Che emozione!

Non avevo mai visto un picchio in azione dal vivo, ma solo nei documentari naturalistici televisivi! Poi, mi resi conto che nel mezzo di una villa della città eterna assistevo alla costruzione del nido da parte di un uccellino che aveva scelto proprio il “mio” ippocastano. Si, il mio ippocastano che mi aveva visto scorrazzare rincorrendo un pallone insiemi ai miei figli. Quanti ricordi! Quanta allegria e gioia di vivere!

Rispetto alla quercia, però, il fusto era ancora in piedi e forse il picchio lo aveva scelto come casa, senza curarsi della cima che, benché brulla, ancora troneggiava su tutte le altre chiome arbustive. Chissà poi se mai aveva lottato con i fulmini come aveva fatto la quercia …

Comunque, una volta superata la meraviglia di vedere un’insolita opera d’arte della natura nel mezzo di una metropoli, mi venne in mente di fare una foto. E poi con la telecamera del telefonino ho anche ripreso per alcuni secondi il picchio in azione. Soddisfatto e contento ho inviato il tutto su WhatsApp al gruppo famiglia per condividere la mia gioia di quel “qui ed ora” e, nello stesso tempo, rimembrare ai miei cari i bei ricordi di quando erano piccolini!



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