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Partnership di due Gallerie – Arsnova Gallery e Medina Roma Art Gallery

L’attuale pandemia ha modificato radicalmente le abitudini della popolazione mondiale. Tra i più evidenti cambiamenti troviamo la ricerca e l’acquisto sul web di prodotti di ogni genere, alimentari, informatici, di abbigliamento, rendendo questa nuova realtà più accessibile e acquistabile.
Il web ha saputo abbattere molte barriere, anche le più refrattarie come quelle certamente di nicchia del collezionismo d’arte, infatti, nell’imperante processo di diffusione che mette in atto la rete, anche questa forma di vendita è ormai entrata nella nostra realtà definitivamente.
Sono diverse le Gallerie online che commercializzano arte, d’altro canto è comodo e facile come acquistare qualsiasi altro prodotto. Un interessante progresso per coloro che desiderano portare nella loro abitazione o collezionare un giovane artista che in prospettiva potrebbe diventare famoso o un pittore già quotato.
Nel settore Arsnova Gallery è una realtà affermata che annovera opere d’arte

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contemporanee sia per arricchire la propria casa, sia per fare un regalo o un investimento, e questo è possibile con qualsiasi budget, perché dispone di opere realizzate sia da artisti affermati provenienti da tutto il mondo, particolarmente dall’Italia e da Roma, che di artisti emergenti e innovativi.
La Galleria fornisce opere originali con certificazione appropriata di Pittura, Scultura e Fotografia. Le tecniche pittoriche spaziano dagli olii agli acrilici, dagli acquerelli ai pastelli, alle tecniche miste, mentre i supporti annoverano, tele, carta, legno. Nella collezione di Sculture si trova una grande varietà di materiali come bronzo, ceramica, cristallo, acciaio. La collezione di Fotografia vede riproduzioni a tiratura limitata (5-10 copie) di paesaggi, ritratti, monumenti, natura morta.
La Partnership
Da tempo punto di riferimento internazionale dell’Arte contemporanea, Arsnova Gallery in questi giorni ha avviato un’importante partnership con Medina Roma Art Gallery. La sinergia consente di affiancare agli artisti già presenti in Arsnova, pittori e scultori significativi seguiti e proposti da Medina.
Tra gli artisti di Arsnova troviamo i pittori Agostino De Romanis, Fabrizio Evangelisti, Elisabetta Martinez, Romina Aymino, Herman Normoid, Giampiero Pierini, Enrico Piras; i pittori e scultori Salvo Maria Fortuna, Nicola Maria Spagnoli;
la scultrice DaSca (Daniela Scaccia); i fotografi Omar Kheiraoui, Mattia Morelli.
Tra gli artisti di Medina troviamo i pittori Fabio Cicuto, Antonio Finelli, Alessandro Trani, Willow; lo scultore Elvino Motti.
Gli Artisti di Arsnova
Il Maestro di Velletri Agostino De Romanis è tra i maggiori rappresentanti della corrente della “Pittura Colta”. La sua produzione recente annovera il periodo cosiddetto “Indonesiano”, il successivo dei “Numeri”, fino alla stagione contemporanea delle “Parole”. Tutta la sua pittura è una continua riflessione ed introspezione, dove c’è sempre qualcosa che non si vede ma che tuttavia ci consente di essere partecipi delle riflessioni dell’artista e di prendere parte a quella magia che fa levitare il cuore e assaporare con la forza di un desiderio tutta la fragranza che emana la tela.

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I “Telai” realizzati da Enrico Piras attingono dalla tradizione tessile della Sardegna, ma si fanno interpreti della vita moderna, portando simboli antichi e segni nuovi, altri concetti, forme e colori; sono una “finestra” aperta attraverso la quale scrutare i sentimenti e giudicare la realtà. Sono inoltre realizzati dall’artista nato a Gavoi in provincia di Nuoro, per alimentare i sogni, per suscitare desideri: sono quindi un anelito all’Infinito. E possono essere severi ma teneri, affascinanti o inquietanti, come la Terra di Sardegna portano storie e vanità, vizi e virtù.
Omar Kheiraoui è fotografo fondamentalmente paesaggistico e figurativo, sempre vicino alla realtà fisica con segno sicuro e con un cromatismo che sottolinea il trauma di una produzione che nasconde profonde riflessioni filosofiche, sottili elucubrazioni, continui turbamenti in una persona che non si limita ad una sterile rappresentazione ma che vuole trasmettere con le sue opere messaggi sottintesi o manifesti di una interiorità, a volte serena, più volte tormentata.
Pittore e scultore molto attivo, Salvo Maria Fortuna ha una produzione cinquantennale vasta ed eclettica, comprendente esperienze che spaziano dal linguaggio figurativo all’ astratto. Da qualche tempo tuttavia esce dal figurativo lasciandosi andare esclusivamente all’astratto, si tratta di linee seducenti che si inseguono sulla tela convergendo direttamente agli occhi e all’anima dell’osservatore. Compatte o esili, essenzialmente manifestate dai colori primari, sono linee capaci di evocare la luce quando si schiariscono e così intense da scurirsi quando si sovrappongono.


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I temi ricorrenti della poetica di Fabrizio Evangelisti vogliono affermare che per l’Artista gli uomini di oggi sono addestrati per raggiungere gli scopi di una società tecnica e specializzata, che i percorsi educativi e professionali tendono ad essere incanalati in strade sempre più strette, spesso in contesti dove si trova carrierismo e competizione. Il suo progetto artistico analizza e critica il problema che affligge la sua generazione: l’Inquadramento dell’anima.
Elisabetta Martinez si dedica a lavori incentrati su forme archetipe, misteriose figure primitive e simboliche che appaiono su fondi informali: tracce, impronte di divinità senza tempo, definite da estese e ricche campiture di colore. Ciò avviene attraverso una rappresentazione mai conclusa in sé stessa, che lascia allo sguardo e alla mente la possibilità di leggere immagini delineate da strutture aperte e dinamiche, attraverso le quali si può cogliere qualcosa di non visto, qualcosa che è in noi stessi e che solo il nostro sguardo interiore può decodificare.

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I temi e soggetti ricorrenti nei quadri più recenti di Romina Aymino manifestano una approfondita ricerca verso la condizione dell’uomo contemporaneo con la realizzazione nella produzione recente di “Cavatappi”. Il cavatappi è la nostra parte oscura, la versione machiavellica che tutti noi portiamo dentro, siamo noi quando perdiamo l’ anima per omologarci ad un comune ideale che in realtà ci annienta.
Il critico d’arte Mimmo di Marzio scrive che Herman Normoid “rappresenta l’esempio di quanto l’arte non abbia ancora terminato il suo percorso attraverso l’universo del colore, del segno e della materia, quali strumenti maestri per la rappresentazione di spazi fisici e mentali che fanno dell’artista una figura demiurgica anche di questi tempi”.
L’acquarellista Giampiero Pierini è artista fortemente legato al disegno dal vero e alla pittura di viaggio, a quella tradizione cominciata con gli artisti europei che, in passato, completavano la propria formazione culturale con un viaggio in Italia per studiare le antiche vestigia e conoscere i grandi maestri del passato.
Nel ciclo Superfetazioni l’artista Nicola Maria Spagnoli prende spunto dalla grande arte del passato per contaminarla. Nell’altro ciclo denominato Caementa riaffiorano le radici pugliesi di Spagnoli, che presenta tele, materiche e cementate, capaci di rievocare e raccontare i miti della sua terra. Il riesame del senso della memoria è presente anche in quello denominato Dauni e nei Bitumi, misteriosi e neri.
Le sculture tra composizione classica e astrattismo di DaSca (Daniela Scaccia) nascono dalla volontà di creare un equilibrio tra parti contrastanti; lavorando con diversi materiali, soprattutto bronzo e ceramica, crea figure surreali che si avviluppano nello spazio. La sua è un’indagine sulle varie possibilità di materia e forma; talvolta le sue opere scaturiscono dal bisogno di dare voce al proprio vissuto e ai propri pensieri, mentre in altre riflettono su problematiche universali.
L’osservatore delle opere fotografiche di Mattia Morelli si sente parte integrante del tutto, il microcosmo quotidiano si proietta in un macrocosmo fuori dal tempo: piccole rivelazioni portano grandi miglioramenti. L’obiettivo più che inquietare è quello di rasserenare attraverso l’attrazione e la fascinazione di chi guarda. Per Morelli nelle cose apparentemente piccole c’è la presenza dell’infinito e del cosmo, le sue opere fotografiche sono capaci di emanare poesia ed eternità.
Gli Artisti di Medina
Per Fabio Cicuto passato e futuro sono le uniche concettualità a cui possiamo dare un valore misurabile: il presente è fisicamente e filosoficamente un concetto concepibile solo al limite, il limite di un intervallo di tempo che tende a zero. E su tale background che rimanda ad un’ancestralità seppure resa opaca dal tempo, irrompe l’inevitabile persistenza del ricordo con l’utilizzo del catrame.
L’opera di Antonio Finelli esprime un totale e profondo legame a doppio filo con il suo territorio: spazi idealizzati in cui ritroviamo forme, tracce, orientamenti. Visioni emblematiche figlie della “Scuola Romana”: utopie che sembrano essere ormai liberate da ogni negatività. L’idealità presenta soltanto alcuni cortocircuiti con la realtà, come ad esempio segnali stradali e “scritte” sui muri. La mancanza totale di esseri umani rende quasi paradigmatica l’idealità.
L’attività artistica di Alessandro Trani è una totale astrazione smaterializzata del paesaggio. Le fasce lineari di colore, come dei paralleli, tradiscono la suggestione dell’orizzonte. Ponendolo di fronte ad un infinito, Trani genera nell’osservatore una sensazione di oscuramento simile alla sensazione che generano gli scavi nella memoria. Tuttavia non vi è paura, ma la serenità della catarsi come in un post naufragio di ricordi. E ciò che rimane vivido non è la definizione delle forme, ma la vitalità legata a quell’emozione.
Le tele di Willow irradiano originalità anche verso l’osservatore più distratto. Siamo in pieno rigore Neo Pop, con dinamiche di innumerevoli singolari esseri viventi che si muovono tra ingranaggi, bolle, note, stelle, con l’utilizzo di colori netti. Tutti questi ingredienti si polarizzano sopra al caos che a volte è perfetto in geometrie e proporzioni, a volte onirico, altre volte inestricabile.

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Partendo da una conoscenza della materia profonda, lo scultore Elvino Motti si spinge alla ricerca di astrazioni che evocano intensa ricerca introspettiva. Il processo creativo aspira asintoticamente ad un’ ideale perfezione, elegante e seducente, con l’invito ad un’esperienza visiva e tattile. Realizzate con tecnica raffinatissima e tridimensionalità mai fine a sé stessa, le opere di Motti creano simbologie e idealizzazioni emozionali.
Conclusioni
Tutti gli artisti citati operano nell’ambito di una severa ispezione volta a trasmettere immaginazione, memoria, profonda spiritualità. Riunire insieme molti talentuosi Artisti è una occasione per ripercorrere la miscellanea di emozioni, dove al buio si avvicenda la luce, che consente una comparazione ravvicinata fra interpreti del grande tema del contemporaneo pur nelle letture diverse e complementari, con la creazione di un linguaggio universale ma nel rispetto delle singole individualità degli Artisti che esprimono un tempo dove la bellezza, il sentimento, la fantasia, devono convivere con l’amore per la realtà, pur negli aspetti che la presente pandemia impone, congiuntamente infausto e di speranza.



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