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A ROMA TRASTEVERE UNA STELLA NASCENTE: AURORA

A Roma al Teatro Trastevere[1] è in scena un lavoro di Martina Tiberti con regia di Raffaele Balzano, dal titolo “Le coup – il suolo ti farà vacillare”. Le coup è una ricerca teatrale e musicale ispirata alla figura del più grande funambolo viventePhilippe PetitÈ la storia di un uomo che ha scelto di vivere tra le nuvole ma anche del suo ritorno a terra. La storia è narrata da una donna che dopo essere nata si accorge di quante difficoltà bisogna superare per diventare adulti; ma si ammala, perché ha troppo vuoto intorno e la sua vita è simbolicamente appesa ad un filo.

Nel piccolo teatro in un unico atto di circa un’ora l’attrice in erba Aurora Piermarini Bilato (28 anni genovese) sfoggia passione, determinazione e precisione. Un setting scarno, ma essenziale, con una fune appesa trasversalmente sulla scena ed una nel mezzo della platea fanno da cornice a tutta l’azione dell’attrice. Vestita di nero con una maglietta e pantaloni attillati, la scena si apre con lei che dorme sotto la fune e si sveglia nel mattino, come una bambina appena nata. La vita ed il suo senso si sviluppa intorno a questa fune che fa da filo conduttore. Il dialogo interno dell’attrice ha non solo un alter ego con cui si relaziona e che si personifica prima come un’istitutrice che ne dirige lo sviluppo verso l’adultità e, poi, si personifica nel funambolo della storia vera, appunto Philippe Petit, ma, anche, nella personificazione di un uccello, picchio che perso l’aggancio con il suo stormo, è rimasto a guardare la donna, che imitando il funambolo, vuole passeggiare sulla fune tesa tra due grattacieli.

Aurora dimostra un grande talento nascente sia nei gesti che nella esposizione, un corpo che magistralmente pilotato nello spazio di tutto il teatro pervade la mente ed il cuore degli spettatori. Mai un cenno di stanchezza né di esitazione. Tutta armonia con lo spazio e con il tempo che sospinge la platea a trattenere il respiro per un’ora come se stesse per fare il primo passo sulla fune sospesa nel vuoto e  che sovrasta la metropoli. Appunto, attraversare il vuoto, e scoprire che la vita è piena di senso che rende possibile ritornare sui propri passi e ricominciare facendo tesoro dei propri errori con più consapevolezza dei propri limiti e con più fiducia nelle proprie possibilità. Tutto questo e molto altro, rimanda la nostra Aurora, stella nascente tra le nuove giovani artiste italiane.

Complimenti ed auguri per una brillante e già promettente carriera. Grazie Aurora!

http://www.romatoday.it/eventi/le-coup-il-suolo-ti-fara-vacillare-teatro-trastevere.html

 

[1] Roma, Teatro Trastevere: “Le coup – il suolo ti farà vacillare” dal 26 al 29 aprile 2018.

1 Comment

  1. Silvestro P.

    Sono d’accordo con il parere del giornalista Roberto. Anch’io ho assistito alla prima della rappresentazione teatrale di Aurora e, da alpinista, il rapporto che l’attrice ha avuto sul palco e nella platea con la corda è stato tale da rendere, a questo strumento, un’anima, agli occhi dello spettatore, perfino nel simpatico inedito nodo della corda “gassa d’amante giapponese”. Il corpo, anzi la corporeità di Aurora si muove nello spazio scenico con l’autorevolezza di chi cerca equilibrio tra finzione e realtà, tra il simbolo e l’esistente: un gioco di rimandi metaforici ed analogici che nella scarna scenografia esalta inevitabilmente le capacità rappresentative e fantasiose dello spettatore. Grazie alla bravura espressiva di Aurora, tutti trepidiamo sulla corda tesa tra un “grattacielo ed un altro”, rimando simbolico del rapporto tra un “Io e un Tu” e, come tale, il critico punto dubitativo “si procede o si torna indietro”: finzione simbolica di quella relazione tra umani così difficile, a volte critica, dubbiosa, ma mai banale, anzi, che rende il senso della vita piena. Ritengo condivisibili gli apprezzamenti e gli elogi che il giornalista Roberto ha recensito per questa “stella nascente” Aurora. Buon cammino Aurora e…..sursum corda!

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