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05th
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Vitamina B3- uso attuale come farmaco

L’organismo umano può produrre la maggior parte dei composti organici di cui ha bisogno partendo dai carboidrati o da altri composti organici presenti in quantità abbondante in qualsiasi tipo di dieta.                            Ci sono, però, alcune sostanze che l organismo umano non è in grado di sintetizzare o che non può produrre in quantità sufficiente, tra queste sostanze troviamo le Vitamine.

Il termine vitamina cioè “amina della vita” fu coniato da un farmacista polacco, Casimiro Frank nel 1912, egli scoprì la prima  vitamina (B1 o Tiamina), in grado di prevenire il beriberi, una malattia molto temuta all’epoca.

Poiché la Tiamina nella sua struttura possiede un gruppo aminico, Funk

“impropriamente” chiamò vitamine queste nuove sostanze, impropriamente perché non tutte possiedono un gruppo aminico nella struttura. Le vitamine sono sostanze organiche indispensabili per il mantenimento dei normali processi metabolici e quindi necessarie per la vita. Per la crescita ed uno stato di salute ottimale, queste sostanze,  per gran parte di origine vegetale, rafforzando e rendendo più efficiente il sistema immunitario, che difende l organismo dai microrganismi invasori, quali i batteri, i virus ed i cancerogeni. Le vitamine svolgono anche un azione di rallentamento del processo di invecchiamento e del  decadimento senile, queste sostanze possono inoltre avere un positivo effetto preventivo sul danno nel sistema nervoso centrale nell’ embrione e nel bambino. In base alla loro capacità di sciogliersi in acqua o nei grassi, le vitamine vengono classificate suddivise in liposolubili idrosolubili:

VITAMINE LIPOSOLUBILI:

Vit. A (axoferolo)

Vit. K (fitonadione)

Vit.E(tocoferolo)

Vit. D( colecalciferolo)

VITAMINE IDROSOLUBILI:

Vit.B1 (tiamina)

Vit.B2 (riboflavina)

Vit.B3 (PP o niacina)

Vit.B5 (piridossina)

Vit.B6 (piridossina)

Vit.B8 (H o biotina)

Vit.B9 (acido folico)

Vit.B12 (cianocobalamina)

Vit.C (acido ascorbico)

La differente solubilità condiziona numerose caratteristiche delle vitamine stesse come ad esempio la loro presenza nei cibi, la loro digeribilità, l’ assorbimento, la distribuzione nell’ organismo, la sensibilità agli agenti ambientali. In linea generale possiamo affermare che le vitamine liposolubili si accumulano nel fegato e nel tessuto adiposo, mentre quelle idrosolubili, quando in eccesso, vengono eliminate attraverso le urine per cui è necessario rifornire una certa quantità ogni giorno.

Tutte le vitamine idrosolubili sono precursori di coenzimi, gruppi prostetici di vari enzimi deputati, in quantità di catalizzatori, allo svolgimento delle reazioni che interessano il metabolismo degli zuccheri, dei grassi e delle proteine, quindi del metabolismo energetico                 dell’ organismo con un ruolo biochimico e fisiologico ben preciso. Molte vitamine cooperano tra di loro ed anche con diversi minerali ed acidi grassi, hanno un effetto sinergico, cioè si potenziano a vicenda.

In sintesi le vitamine svolgono le seguenti funzioni:

  • Favoriscono l’ utilizzazione dei cibi e la produzione dell’energia;
  • Svolgono attività antiossidante mediante la quale neutralizzano i radicali liberi(i radicali liberi sono scorie tossiche che originano dal metabolismo dell’ ossigeno in grado di distruggere le cellule. L’organismo si difende da queste sostanze con una serie di composti detti “antiossidanti” tra cui alcune vitamine (A,C,E) e alcuni minerali (Zn, Mn, Se, Cu).
  • Intervengono nel corretto sviluppo del feto.
  • Presiedono al corretto accrescimento corporeo e al corretto sviluppo di ossa e denti.
  • Modulano la concentrazione muscolare e la trasmissione degli impulsi nervosi.
  • Intervengono nella sintesi del DNA.
  • Sono coinvolte nella sintesi degli ormoni e della funzionalità del sistema immunitario.

Sono fondamentali per la salute della pelle e degli occhi. Accanto a fattori vitaminici di scarso interesse dal punto di vista terapeutico si ritrovano  alcune vitamine di grande significato biologico quali la niacina conosciuta anche come acido nicotinico o fattore PP (vit. B3).

NIACINA (Vit. B 3)

L’ acido nicotinico, chiamato vit.PP (Pellagra Preventive Factor), è anche conosciuto come Niacina, questa fa parte del complesso B ed è idrosolubile, è molto resistente al calore alla luce, all’ aria, agli acidi e agli alcali risulta più stabile della tiamina o della riboflavina. Chimicamente l‘acido nicotinico e la sua amide sono derivati dalla Piridina, entrambe le molecole hanno attività vitaminica e sono diversamente distribuite negli organismi viventi, l’ acido nicotinico è presente nei vegetali, la nicotinamide è tipica dei tessuti animali.

Data la somiglianza tra i termini nicotina e ac. Nicotinico, si è voluto evitare che il tabacco fosse considerato nutriente pertanto

l’ ac. Nicotinico è chiamato niacina e la sua amide nicotinamide. Negli organismi umani la biogenesi della niacina può realizzarsi a partire dalle proteine ( dall’ aminoacido Triptofano), e per tanto al suo fabbisogno concorre non solo il contenuto vitaminico della dieta ma anche quello del Triptofano. Dal punto di vista biochimico, l’ ac. Nicotinico è il componente essenziale di due cofattori, il NAD (Nicotinamide adenindinucleotide) e il NADP (Nicotin amide adenindinucleotide fosfato). Questi composti costituiscono importanti coenzimi nei processi interessati alla respirazione dei tessuti, in particolare entrano a far parte dei sistemi ossidoriduttivi del metabolismo intermedio mediante la loro capacità di accettare atomi di idrogeno da substrati diversi, e di trasferirli ad accettori quali coenzimi flavinici.

La niacina è efficace per la circolazione e la riduzione del tasso di colesterolo nel sangue, è vitale per una corretta attività del sistema nervoso per il mantenimento della salute della pelle e della lingua e per la formazione dei tessuti del sistema digestivo, è anche necessaria per la sintesi degli ormoni sessuali. I sintomi da carenza di niacina sono molti: nella prima fase si manifestano debolezza muscolare, stanchezza generale, perdita dell’ appetito, cattiva digestione, e svariate eruzioni cutanee. La carenza di niacina può causare anche alito cattivo, piccole ulcere, mal di testa ricorrenti, tensione e profonda depressione. Una grave carenza di questa vitamina produce una malattia  che prende il nome di Pellagra; questa patologia colpiva in passato strati di popolazione povera, abituati ad alimentarsi quasi esclusivamente con farina di mais o con farina di semi di miglio. I sintomi della Pellagra sono: lesioni a carico della cute( dermatiti), dell’ apparato digerente (diarrea) e del sistema nervoso (demenza), per cui la pellagra è anche conosciuta come malattia “delle tre D”. La niacina viene assorbita nell’ intestino ed immagazzinata soprattutto nel fegato, qualsiasi dose eccedente viene eliminata con le urine sotto forma di derivati metilici, la metilazione avviene nel fegato. Un eccessivo consumo di zuccheri e amidi impoverisce la quantità di niacina nell’ organismo, così come accade con certi antibiotici. L acido nicotinico e la nicotinamide vengono impiegati nel trattamento della Pellagra e come vasodilatatore periferico, a dosi elevate trovano impiego come ipocolesterolemizzante. La niacina è stato il primo farmaco ipolipemizzante, introdotto nel 1955 la sua azione è ancora sconosciuta sembra che agisca inibendo la lipolisi nel tessuto adiposo, con conseguente riduzione della sintesi epatica di VLDL.

Gli effetti collaterali sono frequenti e caratterizzati da vasodilatazione associata a prurito al viso e alle parti superiori del tronco, il fenomeno va incontro a diminuzione spontanea. E’ un fenomeno che sembra mediato da prostaglandine, in quanto la somministrazione di acido acetilsalicilico allevia la sintomatologia, altri effetti collaterali importanti sono a carico del fegato, con aumento delle transaminasi e possibilità di ittero. Questi effetti possono scomparire aggiustando la dose di farmaco che è di 18 mg per gli uomini e 13 per le donne e da 9 a 16 mg per i bambini. Il fabbisogno  di niacina aumenta durante la gravidanza, allattamento, le malattie, i traumi, il periodo della crescita e dopo l attività fisica. Questa vitamina può dare interazione con farmaci quali antidiabetici, bloccanti beta-adrenergici isoniazie. Può interagire anche con altre sostanze quale l’ alcool dove causa ipotensione e il fumo, questo diminuisce

l’ assorbimento di niacina. I fumatori possono trarre beneficio dalla niacina in quanto agisce da vasodilatatore e rimuove i lipidi dalle pareti delle arterie, azioni opposte a quelle della nicotina. Questa vitamina si trova in commercio in preparati somministrabili per via orale e per via parenterale.

Dott.ssa Angelina Di Paolo

Dott.ssa Stefania De Nicola



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