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Impressioni post elettorali

Oggi 27 febbraio, terminati anche gli scrutini delle elezioni regionali 2013, vorrei esprimere qualche semplice osservazione di “pancia”. 1) circa 12 milioni di persone corrispondenti ad altrettanti voti (Lista civica di Monti e M5s) hanno optato per delle formazioni politiche precedentemente inesistenti;

2) nella storia della Repubblica bisogna risalire alla tornata elettorale del 1948, in cui la Democrazia Cristiana ottenne un massiccio consenso alla prima uscita elettorale, per constatare un evento simile ai consensi presi dal Movimento 5 stelle nelle politiche 2013, con il suo 25% dei consensi. 3) hanno votato circa 34 milioni di cittadini pari al 75% degli aventi diritto, cioè circa 11 milioni di cittadini non hanno votato.

Mi accontento di questi 3 punti per esprimere la mia sorpresa; ho registrato, infatti, un’insperata vitalità del popolo italiano. Quindi voglio commentare brevemente questi 3 punti senza entrare in merito al problema della governabilità.

Punto 1): in questi 12 milioni di cittadini ci sono le giovani generazioni che non hanno vissuto tangentopoli e che stanchi del continuo tam tam di scandali succedutisi negli ultimi mesi hanno reclamato, con un voto a nuove facce, i principi morali mini di sopravvivenza civile. Non solo ma tanti italiani delusi dalle promesse fatte all’inizio della II Repubblica hanno avuto il coraggio di non abbattersi e di rilanciare le proprie aspettative verso nuovi orizzonti.

Il punto 2 dà conto che veramente siamo un popolo di naviganti, poeti, sognatori, inventori …ecc…e mi dice che tanta oppressione multimediale non ci ha offuscato completamente le idee ma che possiamo ricominciare. Questa è vera modernità, quella che oggi chiamano modernità liquida. Le certezze di una volta ci hanno deluso. Non ci facciamo più abbindolare dalla promessa di avere delle sicurezze che sono illusorie in un mondo globalizzato che si evolve con velocità pazzesche su più fronti.

Circa 8 milioni di persone hanno deciso: Chi non mantiene le promesse (equità, lavoro, sanità, ecc.), che poi non sono altro che garantire i diritti costituzionali, i diritti inalienabili dell’uomo, diritti che uno stato moderno, uno stato sociale dovrebbe assicurare ai suoi cittadini, verrà defenestrato.

Una volta i consoli romani non duravano più di 4 anni. Allora fu un sistema che permise poi di fondare un impero!!!!

Ma veniamo al punto 3. Purtroppo qui le note sono dolenti. Chi è assente, ha sempre torto. Ma in questo caso gran parte di chi ha disertato le urne potrebbe aver perduto la speranza di poter dare al corso della storia politica italiana una sterzata a favore dei più deboli. In effetti il sistema immunitario ha una quantità di risorse che una volta esaurite provoca depressione, anoressia, bulimia ecc… ed il corpo stesso si ribella e spesso ci si ammala.

Allora a questi ultimi sfiduciati dico di riprendere coraggio; i risultati elettorali 2013 dicono che l’unica cosa permanente è il cambiamento e che pertanto c’è “spazio di libertà” per riprendere il cammino verso il progresso verso una maggiore libertà; verso una maggiore umanizzazione; sì, perché la libertà, non solo va difesa ma va incrementata e uomini non si diventa una volta per tutte ma si continua a crescere anche quando siamo vecchi.

La storia, la nostra storia non è ciclica (è falso l’eterno ritorno nicciano), ma è lineare, ha un orientamento, una direzione; possiamo riprendere fiducia, riprendere il cammino verso una maggiore solidarietà, verso una più effettiva sussidiarietà.

Vorrei chiudere con un pensiero di Roberto Benigni che suona più o meno così: “Spesso ci spaventa iniziare un nuovo cammino, ma, dopo qualche passo, ci si accorge del pericolo che avremmo corso se non ci fossimo mai incamminati”!



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