Oct
26th
left
right

Terme di Diocleziano & Henry Moore

Il 24 settembre a Roma, nelle suggestive Grandi Aule del Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano, è stata inaugurata la mostra dedicata a Henry Spencer Moore (1898-1986), uno dei più grandi scultori contemporanei.

La rassegna è stata promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area archeologica di Roma, in collaborazione con la Tate Gallery di Londra e con Electa.

Si tratta di una selezione di 75 opere tra sculture, disegni, acquerelli e stampe che resteranno in esposizione fino al 10 gennaio 2016.

I curatori della mostra, Chris Stephens e Davide Colombo, hanno individuato 5 aree tematiche che sintetizzano l’intero percorso creativo dell’artista.

Alcune monumentali opere sono state scenograficamente collocate in punti strategici della mostra per accompagnare il visitatore attraverso le varie sezioni.

Nell’area «Guerra e Pace», è rappresentato il periodo della Seconda Guerra Mondiale in cui Moore ha saputo ritrarre la sofferenza dei suoi concittadini londinesi che vedeva rifugiarsi nelle stazioni della metropolitana.

Le sue rappresentazioni delle oscure gallerie dei treni dove giacciono accatastati centinaia di individui, sono l’emblema della spersonalizzazione della figura umana per effetto dei bombardamenti. La paura, il terrore, il dolore non hanno sesso né età e l’uomo non ha più un volto, forse conserva solo uno sguardo perso nel fragore delle bombe, barlume di un’umanità ormai dimenticata.

Bisogna risalire alle origini, all’arte primitiva e tribale per ritrovare una forma, una figura viva, una rinascita interiore.

Per questo è importante il Linguaggio della Dea direbbe Marija Gimbutas. La guerra così cara alla cultura patriarcale portata dagli indoeuropei nell’età del bronzo, secondo l’archeologa di Vilnius, contrasta con la cultura di pace della società matriarcale e ginocentrica della “vecchia Europa”.

La donna, la maternità, la famiglia, la nascita e la rinascita sono, infatti, l’ossessione della scultura di Moore, una speranza di pace per un mondo annientato dalla distruzione della Guerra, rappresentata simbolicamente dal fungo atomico dopo l’esplosione in fusione con un cranio umano.

Le sculture di Moore rammentano le statuine della Grande Madre: esse riflettono spiritualità e bellezza di questa ipotetica divinità femminile primordiale come si osserva nelle tematiche «Figure distese» e «Madre e figlio».

La figura femminile di Moore è però resa quasi astratta e tesa al dialogo incessante con la natura, l’ambiente e il paesaggio.

La vita femminile, la vita in generale, è però piena di vuoti. Lo spazio pieno non è mai rassicurante, c’è sempre un vuoto da colmare. La luce e l’ombra sono una dicotomia spesso presente nella scultura di Moore, la femminilità distesa non è solo rasserenante, ma è colma di discontinuità, come se una guerra incombesse anche nei momenti di pace.

La maternità è anch’essa ambigua, carica di amore e protezione per il bimbo e nel contempo permeata di un odio latente, laddove il viso della madre è volto dal lato opposto a quello del bambino.

Moore rompe con i canoni classici tradizionali della Madonna con bambino e si dedica a «L’esplorazione del moderno», area tematica che mostra i suoi intensi legami con l’arte primitiva e tribale.

Un’ultima area tematica presente nella mostra è la «Scultura negli spazi pubblici», nella quale sono comprese opere che lo resero celebre a livello internazionale e che attuano un dialogo con lo spazio ambientale tendendo alla monumentalità.

Da notare che ben sessantaquattro delle opere esposte in mostra alle Terme di Diocleziano provengono dalla Tate, museo che possiede una delle collezioni più importanti al mondo dell’arte di Moore, selezionate e donate dall’artista stesso.

Moore era assente dall’Italia da vent’anni, forse per questo l’inaugurazione è stata accolta da una grande folla nonostante il traffico e la pioggia.

Il pubblico apprezza le sue statue ispirate al corpo umano, rappresentato con forme primitive e deformate, ma dinamiche e tese verso un movimento. E gradisce di certo la sua arte, permeata da un fondo di speranza e di fede nell’umanità, che sembra trasmettere «La certezza che in un futuro non lontano, al centro della vita ci sia ancora l’Uomo».

 


Info:

Data Inizio: 24 settembre 2015
Data Fine: 10 gennaio 2016
Prenotazione:Facoltativa
Luogo: Roma, Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano
Orario: dalle 09.00 alle 19.30 con ultimo ingresso alle 18.30
Telefono: 06 56358003
E-mail: sandra.terranova@beniculturali.it
Sito web: https://archeoroma.beniculturali.it



© 2la.it - Riproduzione riservata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *