May
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Basket e neuroni

Oltre ai neuroni, cosiddetti canonici, cioè i neuroni motori in grado di entrare in funzione al variare delle caratteristiche fisiche dell’oggetto[1]che deve essere preso o toccato, siamo dotati anche dei neuroni specchio[2]. Infatti, il ruolo di questi ultimi è determinante nel meccanismo neurale del processo di apprendimento per imitazione ed in particolare nell’apprendimento di un’abilità motoria.

Lo rivela uno studio dell’Università di Milano-Bicocca e dell’Ibfm[3]-Cnr pubblicato su Scientific Reports. I ricercatori, con l’obiettivo di far individuare ai soggetti i comportamenti scorretti che vengono commessi durante una partita di basket, hanno scelto quindici giocatori professionisti di pallacanestro e li hanno messi insieme ad altrettanti spettatori non esperti davanti a uno schermo durante una partita.

Il risultato è che gli atleti professionisti, che avevano interiorizzate le regole del basket, potrebbero tranquillamente fare a meno di avere un arbitro durante le loro partite, poiché il loro cervello è in grado di riconoscere in maniera automatica regole e scorrettezze[4].

In altri termini con questa ricerca si è dimostrato il coinvolgimento anche nella rappresentazione a livello cerebrale delle norme che regolano le azioni complesse trasmesse culturalmente o apprese per imitazione e mediante l’esercizio fisico[5]. Pertanto, grazie all’esistenza dei neuroni specchio, il nostro cervello è in grado di rappresentare dentro di sé le azioni compiute da un altro.

La ricerca si è svolta presso il laboratorio di elettrofisiologia cognitiva dell’Università di Milano-Bicocca ed ha coinvolto sia giocatori di basket professionisti di serie C sia spettatori inesperti. La professoressa A. Mado Proverbio[6], spiega che «Mentre è nota da tempo l’esistenza di un sistema di neuroni che rappresentano e rispecchiano le azioni intenzionali istintuali[7], è tuttora poco noto come il cervello si rappresenti le norme che regolano le azioni complesse come gli sport o le abilità motorie che si apprendono dopo un lungo training, per imitazione, con lo studio e l’esercizio».

Durante il test, contestualmente alla vista del comportamento scorretto, è stata registrata un’attivazione cerebrale differente nel cervello dei giocatori professionisti, completamente autonoma e indipendente dall’attività in corso: le risposte cerebrali hanno rivelato come i giocatori riconoscessero automaticamente la presenza di una scorrettezza in campo in 4 decimi di secondo, mentre i telespettatori continuavano a rimanerne del tutto ignari.

Secondo Alberto Zani, altro ricercatore dell’Ibfm-Cnr «questi risultati rivelerebbero l’importanza dell’apprendimento visivo negli sport, infatti, l’osservazione diretta del “gesto motorio” appropriato rappresenta il modo più efficace di apprendimento per l’atleta, rispetto alla descrizione verbale indiretta di quale dovrebbero essere la postura, la tensione muscolare, la tempistica del movimento adeguate».

Vedere un giocatore di basket che gioca, un artigiano mentre lavora, un violinista mentre suona, avrebbe effetti immediati sulla plasticità cerebrale e sulla memoria, andando a plasmare direttamente le strutture neurali specchio coinvolte nella rappresentazione del movimento, anche in assenza di specifiche istruzioni verbali.

 


[1] Per esempio un bottone, un mandarino o un pallone.

[2] Tipologia di neuroni la cui esistenza è stata rilevata per la prima volta verso la metà degli anni ’90 da Giacomo Rizzolatti e colleghi presso il dipartimento di neuroscienze dell’Università di Parma.

[3] Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare.

[4] Lo studio (‘Who needs a referee? How incorrect basketball actions are automatically detected by basketball players’ brain’), è stato, di recente, pubblicato su “Scientific Reports”, un’autorevole rivista di Nature.com.

[5] Per esempio il balletto, la scherma, il calcio, o il suonare uno strumento musicale.

[6] Docente di Psicobiologia e Psicologia Fisiologica presso l’ateneo milanese Bicocca.

[7] Ad esempio raccogliere, afferrare o raggiungere un oggetto.



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