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26th
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Avvicinarsi al Mare ed alla Vela

Il mare e la vela (a parere di molti l’espressione più pura dell’andar per mare) attraggono molte persone, anche in un periodo di crisi generale ed economica come quella che stiamo attraversando in questi ultimi anni.

 

 

Il periodo di massimo fulgore, a mio parere, è stato quello in cui Azzurra, e poi Luna Rossa e le altre barche ancora, ci hanno degnamente rappresentato nella Coppa America.

E’ stato in quei giorni (o nelle notti), che il pubblico ha imparato a “soffiare” e, magari per la prima volta, ha sentito termini astrusi quali “orzare”, poggiare”, “cazzare”, “virare” “strambare”. Insomma, in ufficio, se non sapevi cos’era l’“Africana”, eri un vero mentecatto, non degno delle attenzioni di alcuno e soprattutto della brunetta del secondo piano ….

Beh, se avrete la pazienza di leggermi, pian piano questi termini diverranno chiari anche a voi e magari qualche utile informazione sull’andar per mare potrà essere divulgata (perché questo vuole essere lo spirito degli articoli che troverete in questa sezione).

 

Le persone sono naturalmente attratte dal mare. Quando il sole splende sulle acque ed una barca solca le onde all’orizzonte, il nostro desiderio è quello di essere a bordo. Poco importa se sappiamo di soffrire il mal di mare, se addosso abbiamo i vestiti della festa. Baratteremmo ogni cosa per un timone, un remo ed una maglietta consunta.

Ed infatti, non è raro imbattersi in persone che, nel bel mezzo della passeggiata domenicale (in molti luoghi denominata “struscio”), sfoggia capi marinareschi, acquistati a caro prezzo in boutique.

Ahimé, è molto di moda. Peccato però che nessuno di loro abbia mai indossato un paio di stivali e fatto una gassa d’amante.

 

 

{denvideo https://www.youtube.com/watch?v=9xq4S7r__oE&feature=player_embedded}

 

Dunque, molti cercano il modo di avvicinarsi al mare. Per chi abita in una città non distante dalla costa, è ancora più facile.

Il punto è che non è una cosa così facile. E che spesso si va incontro a cocenti delusioni e magari a spese elevate.

 

Molti, per il primo approccio, scelgono di partecipare direttamente ad una crociera, più o meno lunga, in genere organizzata da un broker, oppure dietro l’invito di amici su una barca noleggiata.

In questo caso, il pericolo è che il più delle volte ci si va senza avere alcuna nozione marinaresca e senza sapere quanto si è portati a stare sopra una barca.

Di conseguenza, durante la navigazione non si riesce a partecipare molto alle attività di bordo, salvo che qualche volenteroso vi aiuti a distinguere una scotta da una drizza, o i vari comandi del motore, etc. Peggio ancora, può capitare di soffrire di un gran mal di mare (eppure sul traghetto non lo soffrivo), di altri malesseri metabolici di adattamento, o semplicemente mal sopportare i pochi spazi a disposizione, il vitto poco variato, la poca acqua a disposizione, la scomodità dei servizi igienici, etc. La maggior parte di queste persone non metterà mai più piede in barca, dopo questo primo”shock”. Avranno speso una bella cifra e magari si allontaneranno da qualcosa che li attira perché il loro avvicinamento al mare è stato troppo diretto.

 

Altri, si orientano verso una scuola nautica, magari iniziando direttamente un corso per la patente nautica (a motore o a vela). Attenzione!! La barca non è come l’automobile, per la cui guida è indispensabile la patente! Una patente è necessaria solo se i motori di bordo superano un certo numero di cavalli o se si intende navigare oltre le 12 miglia dalla costa. Per condurre un natante non condurre alcuna abilitazione, così come fino a poco fa era per i ciclomotori. Ovviamente bisogna conoscere il codice della navigazione (poche semplici regole), ma non vi sono altri obblighi.

In questo modo, spesso, si apprendono tutte le nozioni che servono per superare l’esame (ad esempio carteggiare – cioè saper tracciare una rotta -) ma non si sa navigare. Un classico, per chi supera l’esame per la patente a vela, è quello di non conoscere le andature e la corretta regolazione delle vele in ciascuna di esse, non aver imparato a cavarsela in condizioni di mare agitato o vento forte, etc.

 

A mio parere, il miglio modo per avvicinarsi al mare (se non si ha la fortuna di avere degli amici che possiedono una barca e sono anche lieti di avervi come equipaggio tirocinante) è quello di orientarvi verso una scuola nautica, per un corso di navigazione a vela o a motore (perlopiù le scuole si occupano di corsi di vela, visto che condurre una barca a motore è relativamente semplice).

In questo modo, fruirete di lezioni sia teoriche sia pratiche, vi insegneranno alcune indispensabili nozioni marinaresche (ad esempio i principali nodi!!), guidati da un istruttore.

Le scuole nautiche sono moltissime. Io vi consiglio di sceglierne una all’interno di un circolo o a questo associata. Questo perché il circolo ha interesse a “fidelizzarvi”, quindi ha a cuore che il corso sia ben svolto. Farà in modo che i pezzi siano calmierati e controllerà la qualità delle lezioni ed il numero delle uscite pratiche effettivamente eseguite.

 

Fra i tipi di corsi, se siete orientati verso la vela, per gli inizi, vi consiglio di indirizzarvi verso corsi svolti a bordi di derive (ad esempio il 555 della FIV), quindi verso barche piccole e relativamente instabili, che vi addestreranno alla sensibilità nei confronti dell’imbarcazione, piuttosto che a corsi su maxi yacht, molto decorativi ma all’interno dei quali imparerete poco, sarete meno direttamente coinvolti, etc.

Su una deriva sarete spesso al timone (l’equipaggio è minore, quindi le rotazioni più frequenti), e in ogni caso manovrerete le scotte, regolerete il fiocco in continuazione  – è una necessità, su queste barche -… Su una barca grande starete al timone al massimo per una mezz’oretta ad uscita e per il resto del tempo sarete ad una manovra più o meno fissa ..

 

Se chi mi ha letto fa parte delle persone che intendono avvicinarsi al mondo del mare, nei miei prossimi articoli affronterò temi legati al mare ed alla vela.

Mi scuso se in questo articolo avete trovato molti termini o riferimenti che non conoscete. In questa fase non ho voluto appesantirlo con la specifica spiegazione di ciascuno di essi.

Nei prossimi articoli, a seconda dei vari temi affrontati, sarò un po’ più discarico.

 

Buon Vento,

Giorgio Bolens

Addetto Stampa G.S.VelaCom



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1 Comment

  1. christian

    Sarei molto interessato ad iscrivermi ad un scuola nautica per la vela …potrebbe annoverare qualche scuola ….sono della privincia di Como. Grazie per una risposta

    Reply

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