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Intervista a Collodi

Carlo Collodi, all’anagrafe Carlo Lorenzini (Firenze, 24 novembre 1826 – Firenze, 26 ottobre 1890), fu uno scrittore e giornalista italiano. È divenuto celebre come autore del romanzo Le avventure di Pinocchio: Storia di un burattino, più noto come Pinocchio.

2la: Pinocchio ha più di 100 anni ed è un libro ancora attuale: un libro tradotto in più di 60 lingue che continua a piacere. Perché?

Lorenzini: Forse ho trovato la giusta fusione tra il reale ed il fantastico: siamo un po’ tutti burattini avventurosi che si ravvedono dopo i guai. Può essere questa la chiave del successo.

2la: Pensavi che Le avventure di Pinocchio: Storia di un burattino sarebbe divenuto immortale?

Lorenzini: No, se pensi che le avventure le cominciai a scrivere a puntate sul “Giornale per bambini”

2la: Cosa possiamo dire di te?

Lorenzini: Nasco da famiglia umile, mio padre Domenico era cuoco e la madre, Angiolina Orzali, domestica. Studiai grazie all’aiuto della famiglia Ginori, fui infatti ospitato nel palazzo Ginori di via de’ Rondinelli. Dal 1837 fino al 1842 entrai in seminario a Colle di Val d’Elsa, per diventare prete e contemporaneamente ricevere un’istruzione. Fra il 1842 e il 1844, studiai lezioni di retorica e filosofia a Firenze, presso un’altra scuola religiosa degli Scolopi. Nel 1843, sempre studiando, iniziai a lavorare come commesso nella libreria Piatti a Firenze. Entrai così nel mondo dei libri e in seguito diventai redattore ed iniziai a scrivere. Nel 1845 ottenni una dispensa ecclesiastica che mi permise di leggere l’Indice dei libri proibiti. Nel 1847 iniziai a scrivere recensioni ed articoli per la Rivista di Firenze. Fui volontario a Curtatone ed a Montanara nella prima guerra di indipendenza (1848) e fondai due giornali (uno dei due “Il Lampione” me lo censurarono). Prima di Pinocchio avevo scritto per i ragazzi: Un romanzo in vapore, Minuzzolo, Giannettino. Sconosciuti ai più.

2la: Perché ti sei firmato Carlo Collodi?

Lorenzini: Mia madre era originaria della omonima frazione di Pescia, (vicino Pistoia, cuore della Toscana) che ispirò lo pseudonimo che mi rese famoso in tutto il mondo. Ho passato la mia adolescenza lì, un paese da fiaba, dove era facile trovare la fantasia.

2la: Ti ritieni un educatore?

Lorenzini: Gianni Rodari (Omegna, 23 ottobre 1920 – Roma, 14 aprile 1980) diceva: “La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo”.



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