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L’arte Enoica di Giampiero Pierini

Il noto acquerellista Giampiero Pierini, sempre alla ricerca di nuovi stimoli espressivi e dalla forte propensione a sperimentare, da qualche anno interpreta la sua realtà artistica fatta di paesaggi, fiori, scorci di antichi centri storici, dipingendo con il vino, escogitando quindi un’altra sorprendente tecnica pittorica, quella chiamata comunemente del “vinarello”.

Il primo tentativo del maestro romano nell’uso del vino come pigmento per i suoi dipinti risale ad alcuni anni fa. Se ne è subito appassionato al punto che presto dal Cesanese rosso del Piglio è passato a sperimentare la preparazione di colori fatti con il vino rosso dei Castelli Romani, poi con il Cerveteri rosso e altri vini del Lazio.

Il tocco delicato e appassionato dell’artista fornisce vita ad un percorso tra acquerelli e vinarelli in cui le vigne e le terre laziali sono rappresentate con i colori del loro vino.

Contrariamente ai pigmenti del colore per l’acquerello, nel vino gli unici pigmenti sono vegetali e si chiamano antociani, dal greco Antos=fiore e Kyaneos=blu. Questi pigmenti combinati con i tannini formano dei polimeri che nei vini rossi giovani, più corposi, virano il colore dal rosso al blu, mentre nei vini più invecchiati dall’arancio al mattone.

Gli antociani e il tannino condizionano il vino rosso, mentre i flavoni quello bianco, entrambi, penetrando nel cartoncino, dopo l’evaporazione della frazione acquosa e alcolica, forniscono il definitivo colore, che asciugando si ossida fissandosi nella cellulosa. Il vino di partenza condiziona naturalmente la gamma cromatica.

La difficoltà pittorica nasce nel poter trattenere sulla carta la volatilità del pigmento, oltre alla sua consistenza nel colore. E’ opera di grande alchimia e bravura saper mescolare la giusta quantità d’acqua, cogliendo l’attimo nella velocità di ossidazione, distillare il colore necessario a dipingere il soggetto desiderato, esprimerlo in una forma d’arte.

Il nostro autore ha fatto del vino un prodotto d’arte, annoverando una produzione notevole di dipinti realizzati con questo prodotto. Le molteplici sfumature, le velature, l’intensità e la profondità rendono virtuoso il lavoro di Pierini che per creare questi effetti non utilizza colori sovrapponibili, ma soltanto la pigmentazione naturale del vino.

Giampiero è un esoterico della pittura, consapevole dei simbolismi insiti in questa bevanda, dalla quale ricava soggetti variegati, dai paesaggi ai fiori, da scorci e particolari di paesi laziali alle nature morte, naturalmente intrisi del fascino del suo estro creativo. Il maestro ha dimostrato di possedere questa particolare tecnica che, al primo impatto, pare avvicinarsi all’acquarello ma che si differenzia da esso proprio per la caduca inconsistenza della materia prima: il vino.

Molte di queste opere sono state esposte in personali e collettive, tra queste:  Rose e Rosati (Castelgandolfo, 2007 e 2008, primo classificato); I colori del vino (Barile,  2010); Vino Intorno (Olevano Romano, 2014 e 2015), I vinarelli di Giampiero Pierini (Marino 2016, Subiaco 2016, Norma, 2017). Anche diverse case di produzione vinicola sono estimatrici di queste opere, alcune delle quali sono state esposte nelle loro aziende, richiedendo anche la produzione di etichette artistiche.

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Giampiero Pierini nasce a Roma nel 1963. Il padre, pittore anche lui, lo inizia al gusto per l’arte, in particolare alla pittura naturalista e impressionista, portandolo con sé a frequentare gli ambienti artistici de momento. Nel 1981 consegue il Diploma di Maturità Artistica e frequenta il Corso di Pittura presso la Scuola di Arti Ornamentali “San Giacomo”. Autodidatta nella tecnica dell’acquerello, assimila gli studi dei maestri J.M.W. Turner, Roesler Franz e degli “Aquerellisti della Campagna Romana”. Fa parte di diversi gruppi artistici con cui espone periodicamente e da anni si dedica all’insegnamento a vari livelli con corsi sulla tecnica dell’acquerello. Ha esposto in personali e collettive anche all’estero, ottenendo segnalazioni e riconoscimenti nonché premi in Estemporanee e Concorsi di pittura.

L’emozione dei vinarelli di Giampiero Pierini resta un’esperienza indelebile per ogni fruitore attento ai dettagli. La magica espressione, la fantasia e la sua arte sanno creare con il vino atmosfere liete e gioiose. Il vino, inimitabile e generoso prodotto della terra, diventa nelle sue opere il protagonista principale perché è con questo che diluisce i colori degli smaglianti quadri frutto della sua intensa genialità.

2 Comments

  1. Pamela

    Conosco l’arte del maestro Pierini ormai da parecchi anni e sempre mi ha catturato la magia della luce delle sue opere. Bello l’articolo che con grande chiarezza e competenza individua i tratti salienti della sua arte e la maestria dell’artista.

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  2. Mario

    Davvero geniale la tecnica del maestro pierini. Le sue opere sono fatte di tenui sfumature, dove la luce filtra e diviene parte importante .La difficolta’ della tecnica evidenzia il difficile raggiungimento di equilibri cromatici e la necessita’ di cogliere l’attimo favorevole. Metafora della vita………

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