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Credo che gli uomini siano foglie che non rispettano i tronchi. (A.Einstein)

Per la loro nutrizione le piante necessitano di sottrarre anidride carbonica dall’aria per il processo della fotosintesi clorofilliana, che porta a rendere organiche le sostanze minerali assorbite dal terreno; esiste perciò nelle piante un organo preposto a tale funzione: la foglia. In essa anche il più piccolo particolare pare sia stato studiato per svolgere nel modo migliore il lavoro che le è stato affidato. La foglia è generalmente costituita da una parte espansa, il lembo, dal picciuolo e dalle nervature.

Il picciuolo è destinato a sostenere la foglia tenendola unita al ramo; esso pertanto deve essere elastico e resistente per poterne sopportare il peso e le sollecitazioni del vento. Attraverso il picciuolo passano i condotti (vasi) destinati al trasporto dell’acqua con i sali minerali (linfa grezza) proveniente dalle radici e destinata alla foglia, e quelli che in senso inverso permettono il deflusso delle sostanze nutritive elaborate dalla foglia (linfa elaborata) verso le altre parti della pianta.

La forma del picciuolo è generalmente cilindrica e la sua lunghezza può variare non solo in piante di diversa specie ma anche in differenti foglie di una stessa pianta. Possiamo osservare, ad esempio, nello spinacio, nel cavolo, ed anche in molte altre piante erbacee, come la natura abbia dotato le foglie, poste più in basso, di picciuoli assai più lunghi di quelli soprastanti e ciò allo scopo di permettere a tutte di usufruire in egual modo della luce. Talvolta il picciuolo può anche mancare; in un caso la foglia si dice sessile, mentre la denominazione picciuolata è usata nel caso che il picciuolo sia presente.

Osservando attentamente piante diverse, è facile notare come la Natura si sia veramente sbizzarrita nel foggiare i vari tipi di foglie. In esse non solo le dimensioni possono essere dissimili, ma soprattutto la forma può variare da esemplare a esemplare e talvolta anche in una stessa pianta si trovano foglie di tipo differente. Troppo lungo sarebbe il volerle enumerare ad una ad una. Basti pensare che i criteri da seguire nella classificazione sono molti: l’esistenza o no del picciolo, il modo di inserirsi della lamina sul picciolo o sul ramo, la forma del contorno della lamina stessa, la forma accartocciata, ondulata o liscia della lamina, l’aspetto della parte terminale e di quella basale della foglia, ecc.

Ancora una volta si può affermare che la Natura nulla lascia al caso, ma tutto è creato in relazione ad un preciso scopo: infatti, una così grande Varietà di aspetto risponde alle particolari esigenze di ogni pianta, anche in relazione con l’ambiente in cui vive. In definitiva la conformazione della foglia può fornire al botanico utili indicazioni sul modo di vivere della pianta stessa e può costituire un utile elemento per la classificazione dei vari vegetali.

Le foglie guardano il sole, si rivolgono sicuramente a lui; esse non hanno pensieri che le fuorviino; ecco perché la natura è così bella…..

Le nervature esplicano due funzioni contemporaneamente: sostengono la lamina fogliare, che, così sottile e poco consistente, non potrebbe rimanere tesa, e trasportano, come le vene e le arterie negli animali superiori, i liquidi indispensabili (linfa grezza e linfa elaborata) per lo svolgimento delle funzioni vitali.

Osservando le nervature di parecchie foglie di tipo diverso (ad esempio salice, geranio, giglio, grano, pino) noteremo che sono essenzialmente di due tipi. Ciò ha molta importanza per il botanico: egli infatti sa che tra i vari caratteri distintivi dei tre grandi gruppi di vegetali Vi è anche quello della diversa configurazione delle nervature delle foglie. Questi tre grandi gruppi sono le piante dicotiledoni, monocotiledoni e gimnosperme; nelle prime, da. una nervatura principale si dipartono nervature secondarie che a loro volta si ramificano in altre sempre più sottili e corte in modo da costituire un fitto intreccio che occupa l’intera lamina fogliare. Nelle monocotiledoni le nervature, partendo dalla base della foglia, decorrono quasi parallele raggiungendo l’estremità opposta della lamina fogliare e sono fra loro collegate da una rete di nervature secondarie saldate fra loro. Nelle gimnosperme, invece, le nervature decorrono parallele, spesso senza rapporti le une con le altre.

Tra un uomo e una donna ciò che chiamano amore è una stagione. E se al suo sbocciare questa stagione è una festa di verde, al suo appassire è solo un mucchio di foglie marce. (O. Fallaci)

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