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Insegnamento della Meccanica dal 1950 ai giorni nostri e perché va studiata!

Il periodo 1950-1970

L’insegnamento segue il progresso scientifico-tecnico della meccanica; essa continua la sua evoluzione, sviluppando teorie ed applicazioni ed integrandosi con le altre scienze-tecniche: elettrotecnica, idraulica, pneumatica, elettronica e, successivamente, informatica. Questo periodo vede anche le prime applicazioni del computer, prima episodiche ed isolate per poi, nei decenni successivi, arrivare ad una integrazione sempre più spinta.

In questo periodo nascono anche molte nuove università ed istituti tecnici con corsi “meccanici”. Nascono, ad esempio, le facoltà di Ingegneria a Pavia (anni ’60), a Brescia (1969, come “cellula figlia” del Politecnico di Milano), ad Ancona (1969).

Anche l’attività associativa è fiorente: nascono diverse associazioni con interesse meccanico che svolgono spesso una valida attività di affiancamento alle strutture universitarie, nell’ambito dell’aggiornamento dei tecnici. Eccone alcune:

a)            1948 ATA (Associazione Tecnica dell’Automobile);

b)           1959 AIMAN (Associazione Italiana Manutenzione);

c)            1966 AIMETA (Associazione Italiana di Meccanica Teorica ed Applicata).

I mezzi e gli ausili didattici non differiscono molto da quelli del periodo precedente: sono più perfezionati, aumenta il numero di libri e di manuali scientifico-tecnici e si assiste ai primi passi dell’applicazione degli audiovisivi: in particolare il proiettore di diapositive, ampiamente utilizzato, e, alla fine del periodo, alle prime applicazioni della lavagna luminosa.

Alla fine di questo periodo, il 1968, la contestazione studentesca e la conseguente liberalizzazione degli studi, portano grandi cambiamenti sia nella popolazione studentesca, sia nelle modalità di svolgimento della didattica, cambiamenti che si attueranno soprattutto nel periodo successivo.

Le figure mostrano due classici testi “meccanici”, il primo degli anni ’20 ed il secondo del 1961, mentre la utima mostra un’edizione del classico e già citato Manuale dell’Ingegnere del Colombo.

Classico testo di Costruzione di macchine (anni ’20).
Altro classico testo della stessa materia (1961).

Dal 1970 ad oggi

Gli sviluppi di questo periodo sono sotto gli occhi di tutti. Il progresso scientifico-tecnico, anche e soprattutto in relazione alle applicazioni sempre più ampie del computer è rapidissimo e gli sforzi della didattica per tenere dietro ad esso sono notevoli. Anche i metodi didattici sono fortemente influenzati dalle applicazioni del computer. In pochi anni, i docenti, nelle lezioni frontali, sono passati dalla lavagna con gesso e cancellino, ai lucidi per lavagna luminosa, fino alle slide per Power Point che oggi costituiscono l’arricchimento informatico per eccellenza della didattica tradizionale.

L’insegnamento tecnico incontra numerose difficoltà, legate anche al “dopo ’68”, quali, ad esempio:

–              grandi numeri di allievi;

–              allievi di preparazione spesso disomogenea;

–              motivazione degli allievi talora modesta;

–              grande e rapido sviluppo delle nozioni da insegnare;

–              tempi di formazione sempre più ristretti.

I tentativi di personalizzare l’istruzione sono, a questo proposito, particolarmente promettenti, perché consentono, da un lato, di “automatizzare” alcune parti puramente nozionistiche dell’insegnamento, dall’altro di far sì che gli allievi seguano il ritmo di apprendimento più consono alle loro capacità. Gli sforzi di individualizzare l’istruzione, che nei periodi precedenti avevano avuto applicazioni su carta, ad esempio, sotto forma di libri programmati, con le applicazioni della multimedialità e dell’e-learning, si generalizzano e si arricchiscono con la possibilità di svolgere la didattica a distanza.

La rapidità con cui evolvono le conoscenze scientifico-tecniche rende anche sempre più importante l’istruzione permanente, che consente ai tecnici di mantenersi aggiornati nei loro specifici campi di attività. Le università hanno spesso programmi di formazione permanente ed in questo sono validamente affiancate da numerose associazioni che nascono in questo periodo, quali, ad esempio:

a)            1971 AIAS (Associazione Italiana di Analisi delle Sollecitazioni);

b)           1971 ASMECCANICA (Associazione Nazionale di Meccanica);

c)            1973 AMME (Associazione Meridionale di Meccanica);

d)           1974 ADM (Associazione Nazionale Disegno di Macchine);

e)           1978 AIPI (Associazione Italiana Progettisti Industriali);

f)            1979 AIPnD (Associazione Italiana Prove non Distruttive Monitoraggio Diagnostica;

g)            1992 AITeM (Associazione Italiana di Tecnologia Meccanica);

h)           2009 ALP (Sezione Meccanica dell’Associazione Laureati del Politecnico di Milano).

Sono poi particolarmente importanti i contatti con la realtà produttiva: in questo periodo essi diventano più stretti, anche se non quanto sarebbe forse opportuno.

Dunque la Meccanica fondamento ramo dell’ingegneria che applica principi di fisica, di scienza dei materiali e di altre discipline inerenti la progettazione di componenti e sistemi meccanici continua ad essere “viva” ed il conforto dei dati sotto riportati ne è evidenza.

Il numero totale di ingegneri impiegati negli Stati Uniti nel 2015 è stato di circa 1,6 milioni. Di questi, 278 340 erano ingegneri meccanici (17,28%), la più grande disciplina per dimensioni.[ May 2015 National Occupational Employment and Wage Estimates, U.S. Department of Labor, Bureau of Labor Statistics] Nel 2012, il reddito medio annuo degli ingegneri meccanici nella forza lavoro statunitense era di 80 580 $. Il reddito medio era più alto per chi lavorava per il governo (92 030 $) e il più basso nell’istruzione (57 090 $).[Occupational Employment and Wages, 17-2141 Mechanical Engineers. U.S. Bureau of Labor, May 2012] Nel 2014, il numero totale di lavoratori in ingegneria meccanica dovrebbe aumentare del 5% nel prossimo decennio.[ Mechanical Engineers. U.S. Bureau of Labor Statistics, December 17, 2015.] A partire dal 2009, lo stipendio medio iniziale era di 58 800 $ con una laurea.[ “2010–11 Edition, Engineers”. Bureau of Labor Statistics, U.S. Department of Labor, Occupational Outlook Handbook]

Ref.: Estratto da: Storia della Meccanica – Pavia University Press



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