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24th
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I disturbi del linguaggio nel bambino: i test

Il primo passo necessario per valutare la presenza o meno di eventuali disturbi del linguaggio nel bambino è quello di eseguire dei test. Con questi esami, infatti, si determinano gli indici dello sviluppo fin da pochi mesi di età.

Pertanto, si analizza l’evoluzione della lallazione[1] e dei fenomeni prelinguistici;  e si continua per tutta l’età dello sviluppo con test diversi che considerano i vari aspetti del linguaggio in relazione a differenti età cronologiche ed età mentali. Il test d’intelligenza in età infantile ha la stessa struttura dei test d’intelligenza dell’adulto e comprende due grandi sottocategorie:

  • Verbale (si valutano una serie di attività con diverse prove[2]).
  • Di prestazione (basate su test nei quali il carico linguistico è ridotto[3]).

Alla fine la media di questi valori fornisce un indice della capacità verbali e non verbali (di prestazione).

Comunque il test standard viene somministtrato se c’è un sospetto di problema linguistico, in quanto i primi indizi vengono forniti da uno scarto tra il Quoziente d’Intelligenza (QI) verbale rispetto al QI di prestazione. In generale anche quando l’intelligenza è preservata può esserci questo scarto.

Sono stati elaborati dei test appositamente per i bambini. Uno dei primi che si usa è il MacArthur, già a partire dagli 8 mesi, fino a 30 mesi. In realtà il test si basa sui genitori, che devono rispondere a un questionario riguardo a ciò che il bambino capisce e produce in diversi periodi dello sviluppo, in relazione al sospetto diagnostico. Per tanti motivi i genitori possono essere insospettiti che qualcosa non vada, ad esempio in caso di sordità, per cui il sospetto di un disturbo linguistico può nascere anche molto presto.

Il test del primo linguaggio (TPL) valuta eventuali variazioni rispetto allo sviluppo regolare tra i 12 e i 36 mesi. Poi c’è una serie di test riguardanti la comprensione linguistica. Man mano che l’età cresce diventano i test diventano ovviamente più complessi: Si testa la grammatica (De Vescovi-Caselli dai 2 ai 4 anni), la comprensione linguistica (test Rustioni dai 3 agli 8 anni), si fa una valutazione fonologica (test Bortolini dai 2 ai 5 anni), e si controlla l’eloquio spontaneo mediante la descrizione che il bambino deve fare di una storia (test Frog Story  da 6 fino a 12 anni). Quest’ultima è una classica storia (un bambino ha una rana in una scatola, poi non la trova più) che si chiede di raccontare a bambini con determinati problemi, non necessariamente linguistici.

Poi ci sono le PPVT[4], prove di vocabolario (dai 2 fino ai 17 anni; test Chilosi-Cipriani), si tratta di una valutazione dello sviluppo morfoselettivo e della comprensione grammaticale: si studiano lo sviluppo della morfologia e della sintassi, tenendo conto che in italiano la morfologia flessiva è molto importante (p.e dalla parola lampada deriva lampadario ecc.).

Il test PCR[5] analizza la comunicazione referenziale: si fa vedere un disegno con un papero e un coniglio con due alternative e si chiede al bambino: in quale figura il papero tocca il coniglio? In questo modo si risale alla comprensione grammaticale: chi tocca chi.

Il PCR viene effettuato anche con prove più complesse: per esempio si chiede al bambino di indicare un ragazzo che spinge un elefante tra quattro alternative descritte a fumetto bisogna indicare quella giusta.

I test servono per verificare la presenza di problemi riguardanti il normale sviluppo del linguaggio.

Tuttavia se si riscontra un ritardo o una franca patologia nello sviluppo del linguaggio la successiva diagnosi deve essere eseguita su base quantitativa e qualitativa, In altri termini si deve fare riferimento a misure statistiche; per esempio se si hanno deviazioni standard uno o due volte sotto la media dei bambini normali si potrebbe sospettare un indizio di alterazione di una determinata funzione.

La prossima puntata parleremo di quali disturbi il bambino può essere affetto, per adesso diamo un semplice elenco: I disturbi acquisiti e congeniti, disturbi specifici, bambini con ritardo mentale ed autismo.

 


 

[1] Si intende la produzione pre-linguistica dei neonati a partire dal settimo mese caratterizzata da coppie di vocali e consonanti ben definite

[2] Prove su: informazioni, somiglianze, aritmetica, vocabolario, comprensione, memria di cifre.

[3] Prove su: completamento di figure, cifrario, storie figurate, disegno con cubi, ricostruzione di oggetti, ricerca di simboli, labirinti.

[4] Peabody Picture Vocabulary.

[5] Prova di Comunicazione Referenziale: destinato a soggetti in età evolutiva, misura, in una medesima prova, la capacità del bambino di produrre messaggi completamente informativi quando parla e la sua capacità di comprendere i messaggi che ascolta, siano essi adeguati o inadeguati.



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