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Materia Colore Luce

Nel pomeriggio di ieri lunedì 29 novembre 2010 ha avuto luogo nella Casa dell’Architettura a Roma un convegno dal titolo “Materia Colore Luce“, organizzato dall’Ordine degli architetti e da quello degli ingegneri della provincia di Roma.

Il convegno è stato coordinato da Marcello Balzani, direttore di Paesaggio Urbano. Come relatori sono intervenuti alcuni professionisti della progettazione italiana, invece l’ultimo intervento è stato del prof. Franco Purini dell’Università della Sapienza di Roma.

Tutti gli interventi hanno ruotato intorno al ruolo che i tre componenti materia, colore e luce giocano nel definire lo spazio architettonico.

Il primo intervento è di Giovanni Multari. Il tema specifico riguardava il “Comfort indoor e la qualità degli spazi – Colore e materia nella costruzione dell’architettura”. Secondo il relatore per centrare l’obiettivo bisogna pensare l’architettura non solo come progetto, ma come un atto di crescita sociale, civile e culturale che afferma l’identità di un popolo, di un luogo, di una città. Il progetto è conoscenza delle storie, dei contesti, dei luoghi. In questo modo i luoghi sono l’anima del progetto, un’anima che emoziona, che suscita curiosità, che fa riflettere, che scatena discussioni fino al momento in cui senti che sta nascendo qualcosa, che la soluzione si fa sintesi dell’intero processo creativo.

Poi si è parlato di “Forme del colore e della materia – Il progetto della materia”. L’intervento è stato di Massimo Carmassi, che ci ha deliziato con delle immagini di progetti di ristrutturazione di edifici industriali riadattati ad ambienti civili. Le opere presentate illustrano un metodo compositivo fondato nella combinazione di muri e volumi elementari disposti tra loro per ottenere spazi complessi. L’uso appropriato di pochi materiali resistenti, selezionati attraverso una lunga esperienza consente di produrre opere destinate a durare nel tempo. Così facendo, nel settore del restauro tecniche tradizionali e materiali contemporanei prolungano la vita degli edifici antichi senza vistose discontinuità.

E’ stata quindi la volta di Mario Nanni con “Luce, colore e materia negli spazi complessi – La luce genera colore”. Il progettista ci ha impressionato con le sue regole della luce di cui la settima “La luce genera il colore” ha fatto da protagonista nell’intervento. Mostrando alcune sue realizzazioni il progettista ha spiegato come la luce, attraverso i corpi che illumina, modifica i colori. Di giorno caldi, di notte freddi i colori sono in balia della fonte che li illumina. Tutte le cose, a prescindere dal loro colore diurno, in assenza di luce diventano nere. L’oscurità fa scomparire i colori; al buio i colori cessano di esistere perché il colore è luce. E’ la luce che dà ad ogni oggetto il suo colore. Pertanto il bravo progettista di luce riesce a individuare la lampada migliore, con l’indice di resa cromatica più adatto e lo spettro più vicino agli oggetti (siano essi volumi architettonici di materiali diversi o capi d’abbigliamento) che deve andare a illuminare.

Infine c’è stata la relazione del prof, Purini con tema “La materia del paesaggio – Materia e materiali nell’architettura”. Ha affrontato sia questioni di linguaggio architettonico sia complesse problematiche urbane, seguendo una linea sperimentale che a una componente fortemente razionale associa suggestioni figurative tratte dalla tradizione classica.

Tutti gli interventi in definitiva hanno messo in risalto che la nostra capacità di selezione è indotta da scelte che privilegiano certi percorsi nella memoria, nel ricordo delle esperienze, nel consolidato culturale e attraverso questi filtri semplificatori precostituiamo una realtà, modelliamo uno spazio, immaginiamo le situazioni. Insomma si tratta di una straordinaria “architettura” d’interrelazione che opera sul piano psicofisico e dinamico.



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