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Il Nazionalismo

Gli uomini che hanno in comune  lingua, tradizioni, storia e che appartengono ad uno stesso ceppo etnico costituiscono una nazione. All’inizio dell’ottocento, in Europa non tutte le nazioni erano libere ed indipendenti, ad esempio gli Italiani del Lombardo- Veneto erano sotto il domino Austriaco e la restante parte dell’Italia era divisa in tanti  stati, pur essendo indipendenti. Il Congresso di Vienna non tenne in alcun conto il principio di nazionalità e divise l’Europa secondo criteri di opportunità politica, calpestando il diritto delle nazioni alla libertà e all’indipendenza.

La borghesia fu la classe sociale che si dimostrò più sensibile al problema delle nazionalità, perché vedeva soffocati i propri traffici dagli angusti confini e non tollerava che il frutto del proprio lavoro fosse assorbito dalle tasse. I protagonisti principali dell’elaborazione teorica dell’idea di nazione, di patria e di popolo furono tutti quegli intellettuali che si richiamavano al Romanticismo. I romantici affermavano che avere coscienza di essere nazione significa conoscere le sue origini e la sua storia.

Il termine nazionalismo nella sua portata più generica designa quindi  l’ ambizione di una comunità, con lingua, costumi e cultura comuni, che vuole essere libera, autonoma, indipendente. L’ affermazione del principio nazionale è pertanto una tappa fondamentale nella storia di ogni Stato. Questo si è affermato con amor di patria nella Francia rivoluzionaria e, agli inizi dell’ Ottocento, presso i popoli, spagnolo e tedesco, che hanno subito l’ occupazione delle armate napoleoniche. In Italia il nazionalismo ha invece trovato la sua più alta espressione nel pensiero di Giuseppe Mazzini, secondo cui l’ unione tra gli Stati nazionali doveva essere il modo attraverso il quale realizzare la solidarietà e la fratellanza fra i popoli. Tra Ottocento e Novecento il nazionalismo, invece di essere un’ istanza di libertà, autonomia e coesione, è finito per esaltare la supremazia politica, la superiorità razziale, diventando un’ ideologia intollerabile e violenta. Dopo la prima guerra mondiale, in opposizione ai propositi della Società delle Nazioni, il nazionalismo diviene il fondamento dei regimi dittatoriali e totalitari, dal fascismo al nazismo e allo stalinismo, che utilizzano per soffocare ogni forma di dissenso politico. Sempre nel XX secolo, il nazionalismo ebbe invece un ruolo fondamentale nei Paesi africani e asiatici che si liberano dal dominio coloniale.



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