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Le sette meraviglie dell’antichità

Tempo di vacanze e magari, pandemia permettendo, vale la pena di visitare luoghi pieni di meraviglie!

Gli antichi ritenevano che i monumenti elencati qui sotto, sono sette, fossero quelli che meglio rappresentavano l’arte del loro tempo; fra queste figurano le piramidi, che da quasi cinquemila anni difendono il segreto di una civiltà scomparsa. Sono più di ottanta le costruzioni che con la loro punta aguzza popolano il deserto egiziano. L’area di diffusione delle piramidi, però, è vastissima. Si possono trovare, infatti, monumenti in forma di piramide in America (Messico. Guatemala. Bolivia. Perù), in Asia (Mesopotamia. India. Cambogia, Giava), in Europa (Germania) e soprattutto in certe aree del bacino del Mediterraneo (Egitto. Palestina. Cipro, Etruria, Lazio).

Le piramidi più famose sono quelle dell’antico Egitto, e tra queste spicca quella di Cheope. Ed è lei che figura nell’elenco delle sette meraviglie. La sua costruzione avrebbe impegnato più di centomila uomini per vent’anni. Sorge presso El Giza, nei pressi del Cairo, a circa 8 chilometri dalla riva sinistra del Nilo: è alta 146.59 metri e larga 230: sono stati impiegati 2.300.000 enormi blocchi di pietra con i quali si potrebbe costruire un muro alto più di un metro e cingere con questo tutti i confini della Francia, per 2.384 chilometri.

La prima piramide è nata quasi per caso perché gli enormi tesori sotterrati con i morti avevano scatenato la cupidigia di molte persone che si trasformavano in ladri sacrileghi. Gli Egizi credevano che la vita terrestre fosse una stazione di transito, e l’uomo doveva preoccuparsi di quello che sarebbe accaduto “dopo”, nell’eternità. per cui si “portava dietro” tutte le ricchezze che possedeva. Si pensava che enormi costruzioni che racchiudevano le tombe dei potenti avrebbero scoraggiato i ladri. Ma non è stato così. Le piramidi non hanno garantito il riposo dei faraoni che le avevano costruite. I ladri sono riusciti quasi sempre a superare tutti gli ostacoli.

La piramide di Cheope e, dietro, quelle di Chefren e Micerino, nella piana di El Giza, di fronte al Cairo

Quali erano e dove

1. Piramide di Cheope. chiamata anche la Grande Piramide d’Egitto.

2. Faro di Alessandria, di fronte alla città di Alessandria, in Egitto.

3. Mausoleo di Alicarnasso.in Asia Minore.

4. Tempio di Diana, a Efeso, in Asia Minore.

5. Statua di Giove, a Olimpia, in Grecia.

6. Giardini pensili di Babilonia, naif attuale Irak.

7. Colosso di Rodi, in Grecia, nel Mar Egeo.

I più ricordati:

Mausoleo di Alicarnasso.in Asia Minore.

Era un imponente monumento funerario di marmo alto 50 metri, sormontato dalle statue di Artemisia e Mausolo. A farlo costruire fu la regina Artemisia alla morte del marito (nel 353 a.C.). Dopo 18 secoli il Mausoleo fu poco per volta demolito per ricavare materiale per altre costruzioni. Alcuni frammenti si trovano al British Museum di Londra.

Statua di Giove, a Olimpia, in Grecia.

Era opera del più grande scultore dell’antica Grecia, l’ateniese Fidia, il quale la modellò per il tempio di Olimpia dedicato a Zeus. Di questa statua ci resta soltanto la descrizione fatta dallo storico Pausania, vissuto nel secondo secolo dopo Cristo: raffigurava il re dell’Olimpo seduto su un trono ed era in oro e avorio.

Colosso di Rodi

Era un’enorme statua di bronzo (alta 32 metri) dedicata al dio Sole. che sembra sorgesse all’ingresso del porto con le gambe divaricate, in modo che le navi vi potessero passare sotto. Ebbe una vita breve. Nel 224 a.c. una sessantina di anni dopo la sua inaugurazione, in seguito a un terremoto si spezzò all’altezza delle ginocchia e si abbattè al suolo finendo a pezzi.



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