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Intervista a Maometto

Fondatore della religione musulmana. Nato alla Mecca nel 571 e morto a Medina nel 632.

 

-Maometto, chi sei?
«Il mio nome, Muhammad, significa “Il lodato”. Sono colui sul quale è scesa la rivelazione di Allah, sono il profeta dell’Islam»

-Vuoi raccontami della tua infanzia?
«Appartengo alla nobile ma decaduta famiglia di Hashim, una frazione della Mecca. Quando sono nato, mio padre era già morto. Nascendo, due angeli mi aprirono il petto, estraendomi il cuore per purificarlo e per impormi il sigillo della profezia. A sei anni ho perso la madre. Mi ha allevato uno zio. Ho fatto il pastore e il cammelliere per una ricca vedova che poi ho sposato».

-Hai avuto altre 14 mogli. Non sono troppe?

«È meglio prendere una sola moglie soltanto se si teme di non essere giusti con tutte alla pari».

-Che cosa impone la morale contenuta nel “Corano”, il tuo libro sacro?
«È la morale del giusto mezzo. Dice il precetto “Bevete e mangiate (cioè godete delle cose del mondo) ma non eccedete”»

-Sei stato anche un energico uomo volitivo, esperto nella guerra. Il “Corano” non è un libro pacifista?
«Non lo è. Meglio la guerra che lo scandalo, che l’apostasia. La guerra è un mezzo (per resistere all’ oppressione, e una volta accettata va condotta con decisione. Comunque è anche scritto che il male deve essere combattuto e respinto con il bene».

-Sbaglio o l’idea di una separazione fra politica e religione, fra sacro e profano, è del tutto estranea al tuo pensiero?
«Non sbagli. Dio è il capo dello Stato. Quindi tutti i membri della comunità di Dio, i musulmani (muslim vuol dire chi si dà a Dio, Islam è darsi a Dio) sono fratelli e uguali. Il tesoro pubblico è il tesoro di Allah, l’esercito della comunità è l’esercito di Allah, il diritto pubblico è il diritto di Allah».

-E Cristo, chi era?
«Un uomo come Adamo, che nacque ancora più miracolosamente di lui, senza padre né madre. È soprattutto un grande profeta».

-Dante ti ha posto all’Inferno. Perché?
«La mia azione religiosa e politica, che per i musulmani costituisce un altissimo modello di vita, in Occidente è stata interpretata male. Per un giudizio più sereno guarda la durata della mia opera, tuttora viva presso centinaia di milioni di fedeli in tutto il mondo».



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