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Energia dal mare

Quando pensiamo alle energie rinnovabili subito la nostra mente va all’energia del sole e alla sua utilizzazione tramite impianti fotovoltaici o impianti eolici. Poche volte soffermiamo la nostra attenzione all’enorme quantità di energia racchiusa dal mare. Pensiamo per esempio alle onde provocate dal vento che solleva impressionanti quantità di acqua come se fosse paglia.

Già Victor Hugo citava: “Pensate al movimento delle onde, al flusso e riflusso, all’andirivieni delle maree. Che cos’è l’oceano? una enorme forza perduta. Come è stupida la terra, a non valersi dell’oceano!”

Proprio per questo oggi 7 giugno 2012 sono stato incuriosito da un seminario tenutosi a Roma nell’Auditorium di Via Rieti dal titolo: Energia dal mare.

La giornata di studio è stata organizzata da Aghape (1) e da STES (2) con la collaborazione del FLAEI (CISL) ed il patrocinio tra gli altri del Ministero dell’Ambiente, del Ministero dello Sviluppo Economico,  di CONFITARMA, di ASSOCOSTIERI, del  RINA, dell’ ENEA, e dell’Ordine degli Architetti della Provincia di ROMA.

Considerando l’enorme potenzialità del territorio italiano in termini di energia ricavata dal mare, il seminario ha teso a rispondere alle seguenti domande:

Il disegno di sviluppo per la risorsa  mare è realmente rispettoso e sostenibile per un mondo così delicato e pregno di vita, fortemente legato all’uomo ed al pianeta?

La produzione di energia rinnovabile dal mare potrebbe aprire la strada ad un nuovo sviluppo delle economie del mare?

Si potrà sostenere adeguatamente, anche a livello politico-normativo, questo enorme potenziale inespresso?

Il primo relatore del GSE (3) (ing. G. Montanino) ci ha edotti sullo stato dell’arte nel mondo relativo ai modi di sviluppare il potenziale dell’energia del mare e sfruttare le opportunità che offrono le diverse configurazioni geografiche.

E’ stato citata una organizzazione che ormai opera dal 2001, la OEA (Ocean Energy Association) ed a cui hanno aderito ben 19 paesi. Queste nazioni si sono alleate per cercare le soluzioni più idonee all’utilizzazione della risorsa oceanica, infatti l’energia può essere estratta dal mare attraverso tecnologie che utilizzano l’acqua di mare come forza motrice o che sfruttano il suo potenziale chimico o termico.

In particolare possono essere individuate sei fonti distinte:

• Onde: energia cinetica trasferita dal vento alla superficie degli oceani.

• Maree: energia potenziale derivata dall’attrazione gravitazionale luni-solare degli

oceani.

• Correnti di marea: energia cinetica delle correnti marine derivate dall’innalzamento e abbassamento della colonna d’acqua a causa delle maree.

  • Correnti marine: energia cinetica delle correnti dovute alla differenza di densità tra masse d’acqua e/o al vento superficiale.

• Gradienti di temperatura: energia termica derivata dalla differenza di temperatura

tra gli strati superficiali degli oceani riscaldati direttamente dal sole e gli strati profondi più freddi.

• Gradiente di salinità: energia osmotica derivata dalla differenza di salinità tra gli oceani e l’acqua dolce presente alla foce dei fiumi.

Ma la tecnologia in uso più consistente e che commercializza l’energia prodotta, è quella relativa agli sbarramenti di marea, il cui esempio più significativo è rappresentato da una installazione da 240 MW presente dal 1966 a La Rance, nella zona nord-ovest della Francia. Recentemente, invece, è stato inaugurato un altro impianto a sbarramento a Shihwa, in Corea del Sud (254 MW).

Poi, per l’Italia bagnata per oltre 7500 km dal Mediterraneo, è intervenuto il relatore dell’ENEA (dott. G. Sennino) che sta valutando l‘impatto della sfida tecnologica che il nostro paese deve affrontare per rispondere alla sempre più impellente necessità di disporre di energie pulite e rinnovabili.

Sebbene l’idea di estrarre energia dal mare risalga alla fine del XVIII secolo, quando i primi brevetti furono depositati, solo recentemente, a causa del riscaldamento globale e dell’esaurimento delle riserve fossili, si è riacceso l’interesse nei confronti dell’energia dal mare.

In Italia gli studi si sono concentrati sulle onde e sulle correnti, e si è visto (modellizzazione CRESPO) che zone marine tra la Sardegna e le isole Baleari oppure nello stretto di Messina o nel canale di Sicilia si convogliano potenze sufficienti per una vera e propria sperimentazione (2,5 kWm).

Il seminario si è protratto per tutto il giorno, ma prima di una serie di interventi tecnici tra cui alcuni relatori appartenenti a varie università italiane (Bologna, Torino e Napoli) è intervenuto ing. Dell’Olio che lavora presso il Ministero dello Sviluppo Economico ed ha illustrato il D. Lgs.vo 11 marzo 2011 n.28, che prevede il riassetto di tutto il sistema incentivante per la realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Tutti sono adesso in attesa dei decreti attuativi, attraverso i quali sarà possibile attingere a risorse economiche e chissà forse saranno richieste dagli operatori proprio per costruire qualche impianto in Italia che utilizzerà l’energia del mare!!!

 

1 Aghape è una realtà fortemente orientata all’etica e alla diffusione di buone pratiche a favore della sostenibilità nelle sue tre dimensioni: ambientale, sociale ed economico. Una “marketing & educational company”, che stimola e incoraggia il potenziale di sviluppo responsabile, compatibile e sostenibile della Persona, dell’Impresa, della Società. (www.aghape.it)

2 Organizzazione di volontariato composta da Scienziati e Tecnologici per l’Etica dello sviluppo (www.stesecoetica.it)

3 Gestione Servizi Elettrici – Promuove lo sviluppo sostenibile attraverso incentivi alla produzione energetica da fonti rinnovabili – www.gse.it

4 ENEA- Agenzia Nazionale per Le nuove tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile – Unità Tecnica Modellistica Energetica Ambientale

 

 

 



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