La storia dei diritti femminili non procede lungo una linea retta. In epoche molto antiche alcune società riconobbero alle donne autonomie economiche, familiari e sociali che sarebbero state fortemente ridimensionate nei secoli successivi. Dall’Egitto dei faraoni alle lotte novecentesche per il voto e la parità, la condizione femminile è cambiata più volte, alternando aperture, arretramenti e nuove conquiste.
ANTICO EGITTO: AUTONOMIA SULLE RIVE DEL NILO
Nell’antico Egitto le donne godevano di una posizione sorprendentemente autonoma. Moglie e marito amministravano separatamente i propri beni e la donna conservava il proprio nome, poteva fare testamento e concludere transazioni economiche. Il matrimonio era soprattutto un accordo di convivenza e, in caso di separazione, erano previste forme di tutela patrimoniale. Anche l’istruzione non era necessariamente preclusa: alcune donne raggiungevano livelli elevati e potevano diventare sacerdotesse, funzionarie, proprietarie terriere, commercianti e scribi. Non mancarono inoltre donne che arrivarono al vertice del potere come faraone.
ETRUSCHI: PROTAGONISTE DELLA VITA SOCIALE
Anche nella società etrusca le donne disponevano di spazi di libertà notevoli. Partecipavano alle cerimonie religiose e politiche, assistevano a giochi, concerti, danze e competizioni e prendevano parte ai banchetti accanto ai mariti. Nella famiglia la mater familias occupava una posizione centrale e contribuiva alla gestione dei beni e all’educazione dei figli. Le donne mantenevano inoltre un nome personale. Questa presenza pubblica, tuttavia, non si traduceva in piena cittadinanza politica: non potevano votare né essere elette.
GRECIA: LA DONNA CONFINATA NELLA SFERA PRIVATA
Nel mondo greco il quadro cambiò radicalmente. Le ragazze si sposavano molto giovani, spesso con uomini più anziani, mentre gli accordi matrimoniali erano stabiliti dal padre e dallo sposo. Dopo le nozze la vita femminile si svolgeva prevalentemente negli spazi domestici: la funzione principale era garantire discendenza e amministrare la casa. Le donne erano escluse dalla vita politica e disponevano di un’autonomia giuridica molto limitata. Sparta rappresentava una significativa eccezione: le ragazze praticavano attività fisica, partecipavano a gare e potevano possedere beni personali. La cultura greca contribuì inoltre a consolidare una distinzione destinata a durare a lungo: la razionalità e la sfera pubblica associate all’uomo, il corpo e la dimensione privata alla donna.
ROMA: SOTTO TUTELA, POI I PRIMI MARGINI DI LIBERTÀ
La donna romana visse a lungo sotto l’autorità familiare, prima del padre e poi del marito. La sua capacità di agire autonomamente in campo giuridico ed economico era fortemente limitata e non disponeva di diritti politici. Nel corso dell’età imperiale, tuttavia, si aprirono alcuni spazi di emancipazione. Con il matrimonio sine manu alcune donne non passavano più sotto la tutela del marito; si ampliarono inoltre le possibilità di separazione e divorzio. Le matrone cominciarono così a frequentare con maggiore libertà negozi, terme e occasioni sociali.
MEDIOEVO: VINCOLI SEVERI, MA ANCHE POTERE E LAVORO
Il Medioevo presenta un quadro meno uniforme di quanto spesso si immagini. Alle donne venivano richieste castità, modestia, fedeltà e devozione; il matrimonio poteva avvenire in età molto giovane e la maternità occupava una parte rilevante dell’esistenza. Eppure esistevano importanti spazi di autonomia. In alcune realtà le donne partecipavano alle assemblee cittadine e rurali; le regine potevano esercitare il governo in assenza del sovrano e le badesse potevano assumere poteri paragonabili a quelli dei signori feudali. I conventi offrivano inoltre opportunità di studio superiore. I documenti attestano la presenza di maestre, farmaciste, ostetriche, artigiane e commercianti capaci di esercitare attività economiche in proprio.
RINASCIMENTO: ISTRUZIONE, ARTE E POLITICA
Con il Rinascimento aumentò l’attenzione per l’educazione femminile, soprattutto tra aristocrazia e borghesia. Le ragazze delle famiglie più elevate potevano studiare nei conventi e si diffusero scuole nelle quali si insegnavano lettura, scrittura e gestione della casa. Le donne delle grandi dinastie entrarono nella vita politica come duchesse, marchese e principesse. Figure come Bianca Maria Visconti, Lucrezia Borgia e Caterina de’ Medici testimoniano questa presenza. Anche la cultura offrì nuovi spazi: Vittoria Colonna nella letteratura e Sofonisba Anguissola, Marietta Robusti, Fede Galizia e Artemisia Gentileschi nella pittura sono alcuni degli esempi più significativi.
SEICENTO E SETTECENTO: IL POTERE DELLA CONVERSAZIONE
Tra Seicento e Settecento, soprattutto a Parigi, i salotti aristocratici divennero luoghi fondamentali della vita culturale. Le nobildonne organizzavano incontri con intellettuali, aristocratici, filosofi e scienziati e potevano influenzare temi, gusti e opinioni. Nel clima illuminista aumentò anche la libertà sociale delle giovani. Alla fine del Settecento la Rivoluzione francese aprì un nuovo capitolo: nel 1791 Olympe de Gouges formulò una dichiarazione dei diritti specificamente rivolta alle donne. In quegli anni furono introdotte anche innovazioni in materia di divorzio, beni familiari e mantenimento.
OTTOCENTO: LAVORO, MATRIMONIO PER AMORE E SUFFRAGIO
L’Ottocento fu attraversato da spinte contraddittorie. Dopo le aperture dell’età rivoluzionaria e napoleonica, la Restaurazione ridusse alcune conquiste. L’industrializzazione, però, offrì a molte giovani nuove occasioni di lavoro e una temporanea indipendenza economica. Nelle città crebbero le opportunità di istruzione, socialità e tempo libero, soprattutto nella borghesia. Si diffuse inoltre l’ideale romantico del matrimonio scelto per amore. Dalla seconda metà del secolo presero forma movimenti organizzati per i diritti femminili e per il suffragio, destinati a diventare protagonisti delle grandi battaglie del Novecento.
NOVECENTO: DALLA SCHEDA ELETTORALE ALLA PARITÀ FAMILIARE
Il XX secolo segnò una forte accelerazione. Nel 1920 le donne ottennero il diritto di voto negli Stati Uniti e nel 1928 in Gran Bretagna. In Italia le donne votarono per la prima volta nel 1946. Nel 1960 Sirimavo Bandaranaike divenne la prima donna a guidare un governo nazionale come premier dello Sri Lanka e nel 1963 Valentina Tereshkova fu la prima donna nello spazio. In Italia altre tappe decisive arrivarono negli anni Settanta e Novanta: la conferma del divorzio nel 1974, la riforma del diritto di famiglia del 1975 con la parità tra coniugi, la legge sull’interruzione volontaria di gravidanza del 1978, l’abolizione nel 1981 del delitto d’onore e del matrimonio riparatore e, nel 1996, il riconoscimento della violenza sessuale come delitto contro la persona.
SOCIETÀ DIVERSE, RUOLI DIVERSI
La storia mostra infine che i rapporti tra uomini e donne non sono stati organizzati nello stesso modo in tutte le società. Tra gli Irochesi del Nord America, prima dell’arrivo degli europei, la discendenza seguiva la linea materna e all’interno dei clan un ruolo centrale spettava alla donna anziana, mentre gli uomini del consiglio svolgevano soprattutto funzioni di rappresentanza. È un esempio che rende evidente quanto i ruoli sociali dipendano dalle strutture culturali e politiche di una comunità.
CONCLUSIONE
Dall’autonomia delle egizie alle restrizioni del mondo classico, dagli inattesi spazi di potere medievali alla crescita dell’istruzione rinascimentale, fino al suffragio e alle riforme del Novecento, la condizione femminile è stata il risultato di un confronto continuo tra tradizione e cambiamento. Diritti che sembravano acquisiti sono stati talvolta perduti; possibilità un tempo impensabili sono diventate, dopo lunghe trasformazioni, parte della cittadinanza moderna. Più che una marcia lineare, è una storia fatta di avanzamenti, arretramenti e nuove partenze.
VIOLENZA SULLE DONNE E OMICIDI: IL QUADRO UFFICIALE 2025
Dati nazionali disponibili nelle fonti statistiche e istituzionali ufficiali
Nota metodologica. Le definizioni di femminicidio, omicidio di donna, violenza domestica, violenza sessuale e violenza di coppia non sono uniformi tra i Paesi. I numeri riportati mantengono quindi la definizione utilizzata dalla fonte ufficiale e non devono essere confrontati come se misurassero esattamente lo stesso fenomeno. Dove un dato nazionale specifico per il 2025 non risulta pubblicato, la tabella lo segnala esplicitamente.
EGITTO
| Indicatore | Dato ufficiale 2025 / stato del dato |
| Femminicidi / omicidi di donne | Non risulta pubblicato, nelle fonti statistiche governative nazionali consultate, un conteggio ufficiale 2025 classificato come femminicidio o omicidio di donne per motivi di genere. |
| Violenza sulle donne | Non risulta disponibile una nuova stima nazionale 2025 di prevalenza della violenza contro le donne nelle pubblicazioni statistiche ufficiali consultate. |
| Fonte ufficiale | CAPMAS (Central Agency for Public Mobilization and Statistics) e Ministero dell’Interno egiziano: consultazione delle pubblicazioni e comunicazioni ufficiali disponibili per il 2025. |
L’assenza di un dato 2025 pubblicato non indica assenza del fenomeno, ma soltanto indisponibilità di una misura nazionale ufficiale comparabile per l’anno.
GRECIA
| Indicatore | Dato ufficiale 2025 / stato del dato |
| Violenza domestica | Nel 2025 le autorità hanno indicato circa 19.500 denunce/segnalazioni di vittime di violenza domestica e circa 12.500 autori coinvolti. |
| Protezione e assistenza | Circa 1.300 vittime sono state trasportate in ospedale; per circa 1.600 vittime sono state adottate misure di sicurezza. Le autorità hanno inoltre riferito l’impiego di safe house e strumenti di protezione per donne vittime. |
| Femminicidi | Nelle fonti ufficiali consultate non è pubblicato un totale nazionale 2025 separato e standardizzato sotto la categoria statistica ‘femminicidio’. |
| Fonte ufficiale | Ministero greco per la Protezione del Cittadino / Polizia Ellenica, bilanci e comunicazioni istituzionali riferiti al 2025. |
ITALIA
| Indicatore | Dato ufficiale 2025 / stato del dato |
| Donne uccise | 97 donne uccise nel 2025; 85 vittime sono state uccise da una persona riconducibile all’ambito familiare-affettivo. |
| Andamento | Il Ministero dell’Interno segnala per il 2025 una diminuzione del 18% delle uccisioni di donne ricondotte nel proprio quadro informativo ai femminicidi rispetto al 2024. |
| Violenza fisica o sessuale | Nella rilevazione Istat 2025, il 31,9% delle donne italiane di 16-75 anni dichiara di aver subito almeno una violenza fisica o sessuale dall’età di 16 anni (circa 6,4 milioni). |
| Violenza nella coppia | Tra le donne che hanno o hanno avuto un partner, il 12,6% riferisce violenza fisica o sessuale nella coppia; il 17,9% violenza psicologica e il 6,6% violenza economica. |
| Fonte ufficiale | Ministero dell’Interno, report 2025 su omicidi volontari e violenza di genere; Istat, Indagine sulla sicurezza delle donne 2025. |
Le percentuali Istat sono stime di prevalenza rilevate nel 2025 e non equivalgono al numero di nuovi episodi avvenuti esclusivamente durante il 2025.
FRANCIA
| Indicatore | Dato ufficiale 2025 / stato del dato |
| Violenze fisiche registrate | 473.000 vittime registrate da polizia e gendarmeria nel 2025; il 54% degli episodi è avvenuto in ambito familiare. Nelle violenze fisiche familiari, il 73% delle vittime è di sesso femminile. |
| Violenze sessuali registrate | 132.300 vittime nel 2025, +8% rispetto al 2024; l’85% delle vittime di violenza sessuale è di sesso femminile. |
| Femminicidi / morti nella coppia | Alla data delle fonti consultate non risulta ancora pubblicato il rapporto nazionale definitivo sulle morti violente nella coppia riferito al 2025; l’ultima edizione ufficiale disponibile riguarda il 2024. |
| Fonte ufficiale | Ministère de l’Intérieur – SSMSI, dati 2025 sulle vittime di violenze fisiche e sessuali. |
REGNO UNITO – INGHILTERRA E GALLES
| Indicatore | Dato ufficiale 2025 / stato del dato |
| Violenza domestica sulle donne | Nell’anno terminato a marzo 2025, circa 2,2 milioni di donne dai 16 anni in su hanno subito violenza domestica nell’ultimo anno: 9,1% della popolazione femminile considerata. |
| Violenza sessuale sulle donne | Circa 739.000 donne (3,0%) hanno subito aggressione sessuale, inclusi i tentativi, nell’anno terminato a marzo 2025. |
| Omicidi di donne | 155 vittime di omicidio erano donne nell’anno terminato a marzo 2025. Tra i 111 omicidi domestici complessivi, 75 vittime erano donne. |
| Fonte ufficiale | Office for National Statistics (ONS), Crime Survey for England and Wales e Home Office Homicide Index, year ending March 2025. |
Il dato riguarda Inghilterra e Galles, non l’intero Regno Unito. L’ONS non usa una categoria statistica unica equivalente al termine italiano ‘femminicidio’.
STATI UNITI
| Indicatore | Dato ufficiale 2025 / stato del dato |
| Criminalità violenta | I dati preliminari FBI 2025 stimano una diminuzione del 9,3% della criminalità violenta rispetto al 2024. |
| Omicidi | Gli omicidi volontari e non colposi risultano in calo del 18,1% nel 2025 secondo la prima stima nazionale FBI. |
| Stupro | La stima preliminare FBI indica un calo del 7,6% dei reati di stupro nel 2025. |
| Femminicidi / violenza contro le donne | La prima pubblicazione nazionale FBI sul 2025 non fornisce un conteggio finale specifico di femminicidi né una stima nazionale 2025 delle sole vittime donne per tutte le forme di violenza. Negli Stati Uniti, inoltre, ‘femicide’ non costituisce una categoria UCR nazionale univoca. |
| Fonte ufficiale | Federal Bureau of Investigation (FBI), First Look: 2025 Crime Data, Uniform Crime Reporting Program. |
CANADA
| Indicatore | Dato ufficiale 2025 / stato del dato |
| Omicidi di donne e ragazze | Nel 2025 sono state registrate 175 vittime di omicidio di sesso femminile. |
| Omicidi da partner | Tra le donne vittime di omicidio nel 2025, il 41% è stato ucciso dal coniuge o da un partner intimo; tra gli uomini la quota era del 5%. |
| Violenza di coppia | Nel 2025 il 3,7% delle donne di 15 anni e più ha riferito un’aggressione fisica o sessuale da parte di un partner attuale o precedente nei 12 mesi precedenti. |
| Violenza sessuale da partner | Il 2,0% delle donne ha riferito un’aggressione sessuale da parte di un partner intimo nei 12 mesi precedenti. |
| Fonte ufficiale | Statistics Canada, Uniform Crime Reporting Survey 2025 e Survey of Safety in Public and Private Spaces 2025. |
SRI LANKA
| Indicatore | Dato ufficiale 2025 / stato del dato |
| Violenza sulle donne | Il Dipartimento di Censimento e Statistica mantiene indicatori ufficiali sulla violenza contro le donne, ma nelle serie nazionali consultate non risulta una nuova stima di prevalenza riferita specificamente al 2025. |
| Femminicidi / omicidi di donne | Non risulta pubblicato nelle pagine ufficiali consultate un totale nazionale 2025 classificato specificamente come femminicidio. |
| Disponibilità statistica | Le pagine ufficiali di Gender Statistics indicano, per varie serie sulla violenza e i reati con vittime donne, anni di riferimento precedenti al 2025; gli indicatori SDG sulla violenza di genere non risultano aggiornati con un valore nazionale 2025. |
| Fonte ufficiale | Department of Census and Statistics Sri Lanka, Gender Statistics e Sustainable Development Goals database. |
Anche in questo caso la tabella segnala il limite della disponibilità statistica ufficiale, senza sostituire il dato mancante con stime non governative.
LETTURA DEI DATI
Il confronto internazionale mostra soprattutto una differenza nei sistemi di misurazione. Alcuni Paesi dispongono di indagini campionarie che stimano anche la violenza mai denunciata; altri pubblicano prevalentemente denunce e reati registrati dalle forze dell’ordine. Anche per gli omicidi di donne, la categoria giuridica o statistica di femminicidio non è definita nello stesso modo ovunque. Per questo, i dati vanno letti Paese per Paese, mantenendo distinti prevalenza, denunce, vittime registrate e omicidi.
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