Perché “dormire” è una funzione vitale e cosa ci insegna il cervello addormentato
Dormire è una necessità biologica tanto fondamentale quanto mangiare o respirare. Nelle ultime decadi, le neuroscienze1 hanno contribuito ad approfondire molti aspetti che riguardano il nostro modo di intendere il sonno. Infatti si è potuto dimostrare come il sonno non sia affatto uno stato di inattività, ma un momento in cui il cervello lavora attivamente per garantire equilibrio, salute e memoria.
L’intensa attività durante il sonno
Come è noto il sonno è composto da cicli di circa 90 minuti che alternano fasi NREM (non-rapid eye movement) e REM (rapid eye movement).
Durante la fase NREM, e in particolare nello stadio di sonno profondo (così detto a onde lente), il cervello riduce la sua attività elettrica e il corpo si rigenera: diminuisce la frequenza cardiaca e si abbassa la pressione, viene prodotto l’ormone della crescita, e si rafforza il sistema immunitario.
Nella fase REM, invece, il cervello è quasi più attivo che da sveglio.
Ed è qui che si concentrano i sogni più vividi e che avvengono processi fondamentali per l’elaborazione delle emozioni e la creatività.
La corteccia prefrontale del nostro cervello (implicata nel pensiero logico) si “spegne”, mentre strutture come l’amigdala (zona coinvolta nelle emozioni) e l’ippocampo (che gestisce i ricordi) sono in piena attività.
Mentre dormiamo cosa fa il cervello?
In base alle ultime ricerche scientifiche “dormire”, oltre a recuperare energia, serve a:
- Regolare le emozioni: La qualità del sonno incide direttamente sul nostro equilibrio emotivo. Infatti si accentua l’ansia e si riduce la capacità di gestire lo stress quando si è dormito male.
- Consolidare i ricordi: Le informazioni acquisite durante il giorno vengono rielaborate e stabilizzate nel cervello; per esempio la memoria a breve termine “si cristallizza” in memoria a lungo termine.
- Ripulire il cervello: molto importante è il sistema glinfatico2, un “sistema spazzino” scoperto di recente, agisce soprattutto durante il sonno profondo per eliminare tossine e scarti metabolici (il cui accumulo è causa di malattie degenerative).
- Favorire la neuroplasticità3: infine dormire aiuta a mantenere l’equilibrio tra le connessioni sinaptiche rafforzate durante la veglia e quelle da ridimensionare, ottimizzando così l’apprendimento.
Che cosa succede se non dormiamo?
Non riposare per un giorno di seguito può compromettere le capacità attentive, la memoria, la capacità decisionale ed anche il controllo emotivo.
Numerosi studi longitudinali4 hanno dimostrato che il sonno insufficiente cronico (inferiore a 6 ore per notte) è associato a un aumento del rischio di sviluppare diverse condizioni patologiche.
A livello cerebrale, la mancanza di sonno altera il dialogo tra le aree emotive (amigdala) e razionali (corteccia prefrontale), rendendoci più impulsivi e meno lucidi. Inoltre, viene compromessa la capacità del cervello di “fare ordine” tra le informazioni, aumentando il rischio di confusione e affaticamento mentale.
Pertanto la deprivazione5 di sonno ha effetti devastanti.
Dormire è una scelta di salute
Nonostante l’evidenza scientifica, ancora oggi, la società moderna probabilmente non dà la giusta importanza al sonno, perchè al contrario, tende a privilegiare la produttività e la reperibilità continua. Ma le neuroscienze sono chiare: dormire è essenziale per vivere bene, apprendere, ricordare, e mantenere la salute mentale e fisica.
Il sonno non è una perdita di tempo, ma un’attività che conserva e migliora le nostre capacità cognitive, emotive e biologiche.
Pertanto è una responsabilità personale e collettiva riscoprire il valore del sonno.
Riferimenti utili per approfondimento
Tononi, G., & Cirelli, C. (2003). Sleep and synaptic homeostasis: a hypothesis. Brain Research Bulletin.
Walker, M. P. (2017). Why We Sleep. Penguin Books.
Xie, L., et al. (2013). Sleep drives metabolite clearance from the adult brain. Science.
Bear, M. F., Connors, B. W., & Paradiso, M. A. (2021). *Neuroscienze. Esplorando il cervello* (4ª ed.). Edra.
Berry, R. B. (2012). *Fundamentals of Sleep Medicine*. Elsevier.
Chandler-Laney, P. (2016). *Biological Rhythms and Sleep: A Reference Handbook*. ABC-CLIO.
Kryger, M. H., Roth, T., & Dement, W. C. (2017). *Principles and Practice of Sleep Medicine* (6th ed.). Elsevier.
Lockley, S. W., & Foster, R. G. (2009). *Sleep: A Very Short Introduction*. Oxford University Press.
Tononi, G., & Cirelli, C. (2003). Sleep and synaptic homeostasis: a hypothesis. *Brain Research Bulletin*, 62(2), 143–150.
Walker, M. P., & Stickgold, R. (2006). Sleep, memory, and plasticity. *Annual Review of Psychology*, 57, 139–166.
Xie, L., et al. (2013). Sleep drives metabolite clearance from the adult brain. *Science*, 342(6156), 373–377.
Nota: Alcune parti di questo articolo sono state realizzate con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale, sotto la supervisione e revisione del giornalista autore
1. Il sistema glinfatico è un sistema di “pulizia” del cervello scoperto relativamente di recente (intorno al 2012) da un gruppo di ricercatori guidati da Maiden Nedergaard presso l’Università di Rochester. Il nome “glinfatico” deriva dalla combinazione di “glia” (le cellule gliali del sistema nervoso) e “linfatico”, perché svolge una funzione simile a quella del sistema linfatico nel resto del corpo, ma è specifico per il cervello. ↩︎
2. Anche detta plasticità neurale, è la capacità del sistema nervoso centrale di modificare la propria struttura e funzione in risposta a stimoli interni o esterni, esperienze, lesioni, apprendimento o variazioni ambientali ↩︎
3. a. Sonno e Obesità – Studio: Nurses’ Health Study (NHS), Autori: Patel, S. R., et al. Rivista: American Journal of Epidemiology, 2006
b. Sonno e Diabete di Tipo 2, Studio: Sleep Heart Health Study, Autori: Resnick, H. E., et al. Rivista: Diabetes Care, 2003 – Studio: Nurses’ Health Study II, Autori: Ayas, N. T., et al., Rivista: Archives of Internal Medicine, 2003
c. Sonno e Depressione, Studio: Whitehall II Study, Autori: Ferrie, J. E., et al., Rivista: Sleep, 2011
d. Sonno e Ipertensione, Studio: CARDIA Study, Autori: Gangwisch, J. E., et al., Rivista: Hypertension, 2006
e. Sonno e Rischio Cardiovascolare, Studio: Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis (MESA), Autori: Javaheri, S., et al., Rivista: Journal of the American College of Cardiology, 2017 ↩︎- 4. Sintomi comuni includono sonnolenza diurna, difficoltà di concentrazione, irritabilità e compromissione delle funzioni cognitive ↩︎
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