Il Musical Anastasia è finalmente arrivato in Italia ospitato in diversi teatri, tra questi Torino – Teatro Alfieri, Bergamo – Choruslife Arena, Napoli – Palapartenope, Roma -Teatro Brancaccio, Bitritto (Bari) – Palatour e tanti altri.
Nel musical si narra la storia di Anastasia, giovanissima figlia dello Zar Nicola II di Russia che nel 1917, a seguito di un colpo di Stato da parte dei Bolscevichi, riesce miracolosamente a sfuggire alla cattura che portò alla morte di tutti i componenti della sua famiglia.
La piccola Anastasia smarrita da quel momento in poi non ricordò più nulla del suo passato mentre il suo futuro sembrava tracciato.
Dopo dieci anni la ragazza, con un nuovo nome, Anya, dato dall’infermiera che la curò, si ritroverà in una Russia totalmente cambiata.
Lei era afflitta da incubi notturni perché ricordava una voce che le diceva “ti aspetterò a Parigi”, questa era la risposta da cercare che le avrebbe ridato l’identità.
Anya realizzerà il suo piano recandosi a Parigi con la complicità di Vlad e Dimitri mettendosi in viaggio clandestinamente partendo da San Pietroburgo alla ricerca della sua famiglia d’origine anche se verrà ostacolata dal malvagio Gleb, capo delle guardie russe.
Il grande spettacolo del musical Anastasia è stato molto gradito dal pubblico con applausi sia durante che al termine dell’evento.
DIFFERENZA TRA CARTONE E MUSICAL
La storia non ricalca pedissequamente il cartone, come molti spettatori in sala pensavano, ma intreccia il classico film d’animazione del 1997 Anastasia, della Fox Animation Studios acquisito successivamente dalla Disney, con la leggenda della Zarina e alcuni fatti di cronaca.
Nel rispetto di tutte le vicende il musical ha messo in scena non solo la favola a lieto fine, come narra nel modo più romantico la Disney, ma anche una parte più riflessiva e reale che fotografa l’attualità del tempo.
La giovanissima Anastasia fa da sfondo a un tema molto importante, quello di un cambiamento repentino e tormentato della sua terra, la fine di un Regno e l’insorgere della Rivoluzione.
Un fil rouge ha legato magistralmente il musical al cartone animato arricchito da spaccati di vita reale seguendo un percorso univoco per il solo scopo di trasportare gli spettatori in quella Russia tra il 1917 e il 1927 con uno spettacolo coinvolgente, effervescente, all’avanguardia, ma soprattutto emozionante e gioioso accompagnato da flash umoristici che hanno spezzato l’andamento della storia creando momenti di empatia con i personaggi.
TEMI TRATTATI
Anya in questa storia è testimone di temi importanti come la povertà, la libertà, l’abbandono della propria Patria, l’avventura, la fiducia, la speranza, l’amicizia, il coraggio di “buttarsi nel vuoto” non sapendo se tutto ciò che metteva in gioco poteva essere vano.
Questo è il senso della sua vita, lottare contro un’amnesia che non ferma ma rafforza il desiderio di ritrovare sé stessi e la voglia di riscatto alla ricerca della famiglia perduta.
ANASTASIA
Concentrandosi sul personaggio Anastasia, la perdita della memoria e il fatto di non ricordare chi si è, può sembrare essere una condanna ma per lei invece diventa un’opportunità in quanto non può scegliere ma può solo cercare ripartendo da quel punto.

I sentimenti duplici che la inseguono sono la perdita del passato e l’angoscia per il futuro, entrambi ignoti che la fanno sentire smarrita e confusa ma allo stesso tempo forte e decisa.
Anastasia prima, Anya dopo, rappresenta un po’ la gioventù, che cerca di superarsi per andare oltre e lo fa con determinazione, alla ricerca di sé e del proprio posto nel mondo.
Anya, alla fine, risorge dal buio del suo passato ricordando chi era veramente ritrovando sé stessa, la zarina Anastasia.
ALCUNE DELLE SCENE PIÙ COMMOVENTI
La scena dell’addio all’amata Patria è stata struggente, gli attori su quel palco hanno fatto trapelare l’emozione della sofferenza di chi sapendo che saliti su quel treno non avrebbero mai più fatto ritorno.

È stato un momento cruciale per capire l’animo dei personaggi, la profonda tristezza di dover abbandonare la propria casa, i propri affetti in cerca di una terra sicura che accendesse la speranza, non concreta, di fronte ad un futuro ignoto.
Tutto accompagnato dalla canzone Pochi istanti, con un assolo di violoncello e l’introduzione a cappella da parte del Conte Ipolitov con il successivo inserimento del coro e dei nostri protagonisti che cantano con tono patriottico e malinconico.
Un’atmosfera che fa crescere nel pubblico un senso di appartenenza che lascia fino alla fine il fiato sospeso.
Nell’ultimo verso del brano, Anya rompe la pausa del silenzio per dare l’ultimo saluto.
La citazione più bella:
Gleb: “Chi sei?”
Anya: “Io sono la Gran Duchessa Anastasia Nikolaevna Romanov”
Alla fine del secondo atto ritroviamo Gleb, capo delle guardie russe, che vuole completare quello che suo padre aveva fatto anni prima cioè annullare e far dimenticare la famiglia Romanov, ma la giovane Anya incontrandolo a Parigi risponde con fierezza alla sua domanda perché ora sa chi è e vuole affrontare con coraggio il proprio destino, riconoscendosi come la Zarina che non vuole più scappare ma affrontare a testa alta la propria sorte.

Sicuramente non si può non citare il gesto più eclatante di Anastasia, presunta Zarina, che salva la vita al suo carnefice rivoluzionario Gleb il quale fallendo nella sua missione di distruzione della famiglia Romanov tenta il suicidio.
BRANI
Le canzoni hanno accompagnato l’opera in maniera dirompente, alcune delle quali riprese dal cartone come Cuor non dirmi no e Quando viene dicembre, con una rivisitazione del testo alle quali si sono aggiunte altre nuove canzoni molto significative, armoniose e adatte al contesto che hanno fatto vivere con trasporto questa avventura.

I nuovi brani:
Sogni miei – Nel brano iniziale Anya racconta la prima volta che l’hanno trovata sola dopo una nevicata e senza più ricordi ma sempre con la speranza che le voci che sentiva nella sua mente le avrebbero ricordato chi fosse davvero.
La mia San Pietroburgo – L’assolo di Dimitri che racconta il suo passato, senza genitori, e dei luoghi più belli della sua città.
Il fiume va – Il brano dell’antagonista Gleb, un canto patriottico e severo di conquista e l’ombra di suo padre che gli crea la grande sofferenza di dover essere uguale a lui, non potendo scegliere chi essere veramente.
Pochi istanti – Il tema della Patria, prima di far salire sul treno i suoi passeggeri descrive perfettamente lo stato d’animo della gente e la consapevolezza di non rivedere più il posto tanto amato, la propria terra.
Da lì si vedrà – Durante il viaggio i passeggeri nel treno cantano una canzone più allegra che dà il ritmo della speranza di una nuova vita.
Chiudi la porta – La nonna stanca di ricevere lettere di ragazze che fingevano di essere Anastasia si arrese all’idea di non ritrovare più sua nipote.
Alla nostalgia – Un energico numero d’insieme ambientato in un locale d’intrattenimento, il Neva Club, una folla di persone tra entusiasmo e nostalgia invocano la loro Patria.
La nobile con il plebeo – Vlad cerca di riconquistare la sua vecchia fiamma Lilly perché sa che lei è la dama di compagnia della Duchessa Maria e vuole farle conoscere la giovane Anya.
In una folla di persone – Duetto tra Anastasia e Dimitri il quale cerca di far riaffiorare dei ricordi ad Anya che avrebbe dovuto incontrare l’Imperatrice Maria quindi gli racconta la prima volta che vide Anastasia quando era ancora un fanciullo e la principessina gli sorrise. Anya continua il brano e nel trasporto ricorda che oltre al sorriso egli si era anche inchinato, tale rivelazione fece capire a Dimitri che lei era la vera Anastasia.

Quartetto al balletto – La scena si svolge al teatro con un balletto classico dove una ballerina danza con intermezzi di un magnifico quartetto di voci, la Nonna, Anya, Dimitri e Gleb che prima cantano singolarmente poi si uniscono per un gran intreccio. Anya e Dimitri sono lì per incontrare la presunta Nonna e nascosto tra la folla c’è anche Gleb pronto per catturare Anya.
GLI ATTORI
I protagonisti hanno reso onore ai propri personaggi esaltando anche nel canto e nel ballo le loro emozioni e caratteristiche specifiche:
Sofia Caselli, nel ruolo di Anya ha una vocalità da soprano con un timbro cristallino e con una grande estensione e padronanza nelle parti di agilità nel registro che varia da quello medio a quello acuto per la parte di Anastasia. Sofia è stata capace di sostenere egregiamente il suo compito soprattutto per alcuni brani che culminano con note alte, a volte lunghe, tenute con intensità e tanto appoggio.

Cristian Catto, interpreta Dimitri, la sua estensione è quella di un tenore leggero con una bella timbrica, chiara, adatto a interpretare il ruolo di Dimitri che richiede un registro vocale ampio con un timbro vivace e giovanile, capace di affrontare dalle parti sia dinamiche dello spettacolo che quelle più poetiche. Talentuoso ballerino ha eseguito anche numerose prese.
Nico Di Crescenzo, possiede una vocalità da baritono che si contraddistingue per un timbro rotondo e versatile. Si adatta perfettamente al ruolo del carismatico Vlad Popov che nella parte richiede una vocalità agile e con un’estensione nel registro centrale interpretata con capacità, brillantezza e rotondità.
Brian Boccuni, ha interpretato Gleb con voce nitida baritonale con volume intenso e versatile, adatta a ruoli drammatici e personaggi autorevoli. È riuscito a far correre il suono con estensione che spazia da quella grave a quella centrale dando enfasi a tutte le sue canzoni.
Stefania Fratepietro, ha interpretato Lilly con grande carisma ed energia, un’ottima attrice, cantante e ballerina, artista a tutto tondo che ha reso onore allo spettacolo creando un momento di puro intrattenimento. Per quanto riguarda la resistenza del fiato per la scena ballata la performance è stata veramente sublime con voce sonora capace di far correre la sua vocalità riempendo tutta l’aula teatrale.
Carla Schneck, ha una vocalità nel registro di mezzosoprano, con un timbro autoritario, regale e di carattere come quello dell’Imperatrice Maria Feodorovna, un personaggio che necessita di una voce profonda, drammatica e matura capace di trasmettere il dolore di una donna che ricerca disperatamente la sua amata nipote con la regalità di un’imperatrice.
Ensemble: Davide Dal Seno, Matteo Germinario, Mattia Capuano, Marco Carnevali, Lorenzo Giambattista, Elena Idini, Giulia Mattarucco, Matilde Pellegri, Ilenia De Rosa, Alessandra Regosini
Impeccabilmente amplificano l’accompagnamento alle voci dei diversi brani eseguiti dai protagonisti, i dieci interpreti, ragazzi e ragazze, pronti a cambiarsi di ruolo per portare all’apice dell’energia scenica il loro intervento dando volume e potenza alle note che grazie alle armonie restituiscono le vibrazioni più alte a tutto lo spettacolo.
BALLO
I balli complessi scenicamente hanno reso lo spettacolo vivo e tecnico pieno di entusiasmo, cambiando i vari stili, dal balletto classico, al valzer, al ballo russo, al can-can francese, che hanno riempito il palcoscenico di eleganza ed energia.
LA SCENOGRAFIA E GLI EFFETTI SPECIALI
La scenografia ha reso onore all’ambientazione del Palazzo d’Inverno e della città di San Pietroburgo contribuendo a trasportare il pubblico in un contesto storico veritiero.
La suggestiva atmosfera di Parigi con la sua svettante Torre Eiffel, simbolo della città, avvolta da locali tipici come il Neva Club.
Coinvolgente la scena del treno e la neve sul finale dell’opera con luci ed ombre che hanno messo il giusto pathos per rendere intenso il momento.

I VESTITI
L’abbigliamento è stato coerente con il cartone animato Anastasia mantenendo stesso stile con la scelta del blu, del marrone con l’iconico abito giallo imperiale.
I costumi indossati dagli attori nel primo atto sono molto veritieri e trasmettono sofferenza e povertà nella scena di San Pietroburgo per poi vedere una Parigi con abiti più appariscenti, eccentrici e sfarzosi.
CONCLUSIONI
Lo spettacolo ha una durata di due ore e trenta minuti con una sola pausa tra il primo e secondo atto.
Un musical prodotto da Broadway Italia, ben fatto, una compagnia di ottimi professionisti che hanno mantenuto sempre alta l’attenzione dello spettatore con momenti emozionanti e coinvolgenti registrando scrosci di applausi che hanno espresso l’apprezzamento per lo spettacolo con la regia e la scenografia di Federico Bellone, la regia associata e le coreografie di Chiara Vecchi con una lettura innovativa della storia di Anastasia ma sempre nella tradizione.
Commovente, divertente e appassionante un musical da vedere per tornare a sognare.

Tutte le foto sono di Giulia Marangoni, le riprese sono state effettuate nello spettacolo al Teatro Brancaccio di Roma. L’articolo è a cura di Anastasia Maria Luciani e Angelica Maria Luciani
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L’articolo che narra questa storia fatta di realtà è fantasia ci ricorda che è importante la memoria del passato e le radici, un musical emozionante che porta in alto la bellezza dello spettacolo. Complimenti!
Complimenti per l’articolo di Angelica Maria Luciani e Angelica Maria Luciani per la bellissima narrazione del mistero che avvolge la principessa Anastasia e per la descrizione dettagliata della performance di tutto il cast, tanto da restituire una grande suggestione.
Ho trovato questa descrizione molto accurata e suggestiva. A parte l’apprezzamento per il tono maturo e tecnicamente competente, si sente forte la generosità del commento da parte di artiste sensibili e attente quali sono le due autrici dell’articolo. Ogni personaggio, ogni soluzione scenica e ogni realizzazione canora vengono commentati dal campo di vista dello spettatore ma tenendo in costante cura l’impegno e la tensione espressiva dei protagonisti e degli autori. E’ una presentazione ricca e sincera che coinvolge e fa desiderare di esserci stati anche noi. Grazie, Anastasia e Angelica
Una descrizione accurata e suggestiva: oltre il tono tecnicamente competente, si sente la generosità del commento da parte di artiste sensibili e attente, quali le due autrici dell’articolo. Ogni personaggio, ogni soluzione scenica e ogni realizzazione canora vengono commentati dal uno spettatore che tiene in costante cura l’impegno e la tensione espressiva dei protagonisti e degli autori. Una presentazione coinvolgente che fa desiderare di esserci stati anche noi. Grazie, Anastasia e Angelica
Non ho ancora visto il musical, ma dopo aver letto questa descrizione così puntuale ed entusiasta, spero proprio di riuscire a vederlo!