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10th
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Traditori!

In questi giorni nei media uno dei vocaboli più usato è il vocabolo Traditore/i. È la politica che lo sta usando in maniera massiccia. Ma, ipotizzando che esistano veri traditori il sommo Dante ove, ovviamente all’inferno, li avrebbe allocati? Facciamo un tour virtuale sulla “voragine di cono capovolto” che è l’inferno.

Inferno – Focus su Pozzo dei Giganti ove sono presenti per Dante i Traditori

Scendendo attraverso il Pozzo dei giganti, si passa nel nono cerchio, un’immensa landa ghiacciata. Il ghiaccio si origina dalle acque del fiume Cocito flaggellante dal vento gelido che producono le ali di Lucifero. In questo cerchio sono puniti i traditori. Esso è diviso in quattro zone, nelle quali sono distribuiti i peccatori. 

La distinzione di questi è fatta in considerazione dei rapporti che essi ebbero con le persone che tradirono. 

I zona: traditori dei parenti. 

Sono immersi nel ghiaccio fino alla testa ed hanno il viso rivolto verso il basso. Questa zona è chiamata da Dante Caina: Caino infatti tradì il fratello Abele. 

II zona: traditori della patria. 

Anche questi sono immersi nel ghiaccio fino alla testa, ma hanno il viso rivolto in alto. Questa zona è detta Antenòra, da Antenore, principe troiano ritenuto traditore della sua città perché aveva ricevuto Ulisse e Menelao ed aveva trattato con loro la restituzione di Elena. 

III zona: traditori degli amici. 

Questi sono immersi nel ghiaccio fino al capo ed hanno gli occhi coperti di lacrime gelate. Questa zona si chiama Tolomèa, da Tolomeo, principe del popolo ebreo, che uccise il suocero Simone. 

IV zona: traditori dei benefattori. 

Questi sono immersi completamente nel ghiaccio. Questa zona si chiama Giudecca, da Giuda Iscariota, che tradì Gesù. 

Nel punto più stretto e nella parte più bassa dell’imbuto infernale sta Lucifero, un mostro di mole enorme ed orrendo nell’aspetto. Ha tre teste e sotto ciascuna due ali simili a quelle di pipistrello, ma più grandi, anzi enormi. Da ciascuna delle tre bocche pende un dannato: dalla bocca della testa centrale pende Giuda, da quelle laterali pendono Bruto e Cassio: i traditori della maestà divina e della maestà imperiale; tutti e tre sono perennemente rosicchiati dagli enormi denti del mostro. Lucifero è conficcato col busto in corrispondenza della terra, ha la parte superiore del corpo rivolta verso l’inferno, cioè verso il polo boreale, la parte inferiore verso il polo australe; unico suo movimento è quello di agitare le ali: il vento, che esse producono, rende ghiacciate le acque di Cocito. 

La pena del contrappasso, applicata a Lucifero, è chiara: egli, ribellandosi, volle essere simile a Dio; da puro spirito è diventato un ammasso orribile di materia. 

Dante e Virgilio, aggrappandosi ai peli di Lucifero, scendono fino al centro della terra; poi, capovolgendosi, risalgono verso il polo australe fino all’isola su cui sorge la montagna del purgatorio, percorrendo uno stretto cunicolo formato da un ruscelletto. Si tratta delle acque del Letè che dal purgatorio scendono fino a Cocito. Quelle acque hanno lavato le colpe delle anime purganti e portano le scorie a Lucifero. 

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