BAR (italiano = mescita11[1]). L’etimologia del termine bar deriva dalla contrazione della parola
inglese barrier, che significa letteralmente sbarra (l’angolo riservato alla vendita degli alcolici
era separato dal resto del locale da una sbarra). Oppure si fa risalire all’aggettivo inglese
barred, che significa sbarrato, dal quale, sempre per contrazione, ha avuto origine l’odierno
bar, inteso come luogo il cui ingresso era “sbarrato” a causa delle leggi inglesi che vietavano il
consumo di bevande alcoliche. [www.etimoitaliano.it]
Ma “BAR” è anche un prefisso che, nel francese e, talvolta, anche in italiano, equivale a BIS
(p.e. bistrattattare) ed ha un senso peggiorativo, di non perfetto, essendo, per alcuni, imitato
dal suono della voce di chi tartaglia, come in BAR-bogio, BAR-bottare, BAR-baro, BAR-lume.
Può esprimere anche contrarietà, difficoltà, dubbiezza, in opposizione ad “eu” (bene). Invece
per voci che significano visione viene ad esprimere un vedere doppio, come di persona losca,
poi un veder torto, imperfetto. In questo secondo caso spesso, specialmente in francese, BIS
si modifica in BAR, BES, BER, BA (Bardosso, Barlocchio). [https://www.etimo.it/?pag=hom]
Infine “BAR” (fis.) è l’unità di misura della pressione, pari a 0,986 atmosfere. Etimologia: ←
deriv. del gr. barýs ‘pesante’. [www.garzantilinguistica.it/ricerca]
[1] Bottega dove si vende vino a bicchieri, da bersi nel luogo medesimo. E, non che di vino, anche di rosolii, brodi, zuppe, minestre e altre cose da potersi mescere, cioè versare, per esser bevute o mangiate nello stesso luogo. In questo senso Mèscita è diverso da Vendita, che si sostituisce nei cartelli, quando il vino si vende a fiaschi o barili, e le altre volte si danno in maggior quantità, e da portar via (Il vocabolario domestico, Carena, 1859, p. 178).