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Mammoy, un viaggio nella Terra incantata di Sardegna

«Sono una Cantastorie, una Scrittrice Scrivente ma anche una Scrittrice Parlante, eppure per anni sono stata impiegata in una importante Società di Servizi dove svolgevo un ruolo tecnico e di responsabilità». Ed è proprio lì, «tra le impenetrabili pareti di quella Fortezza buzzatiana» che Patrizia Boi ha imparato a osservare l’ambiente e la burocrazia. Tra quelle stanze, lontana dalla sua Terra profumata, respirando i miasmi dell’immobilità e dell’inconcludenza, ha cominciato a creare le sue opere. Sarà forse la nostalgia del mare, degli spazi silenziosi e immensi, dei colori e degli odori della macchia, dei suggestivi siti archeologici sparsi nella sua Isola che è nato il libro “Mammoy, di Catorchio Cletus e altre avventure” (dei Merangoli, 2019, Illustrazioni di Niccolò Pizzorno), un viaggio straordinario nella Terra incantata di Sardegna, tra il mondo magico delle Janas e l’energia misteriosa degli Archetipi di una Civiltà antichissima. Il Viandante è il vero protagonista della Fiaba, è colui che compie il Viaggio dell’Eroe, quel cammino necessario per conoscere il mondo e la profondità di se stessi. Il migrante, nel suo viaggio ulissico, parte per poi ritornare, guidato dalla struggente mancanza della sua terra. Mettendosi in viaggio, dunque, entra in contatto con culture altre, si “meticcia”, amplia i suoi orizzonti, si muove verso un altrove carico di novità, accolto da tutta quella comunità di soccorso che abita la Fiaba: uomini, animali, piante e tutti gli Esseri Elementali del Piccolo Popolo. Per Patrizia quel mondo invisibile è vero – come affermava Calvino – popola continuamente le sue Storie, affronta le avventure più strampalate, si nutre di curiosità e di fantasia. E lo spazio giusto per questi incontri è proprio l’Isola. «Ci vorrebbe un’isola, una bella isola assolata e piena di piante! Un luogo silenzioso e carico di mistero…», pensa infatti tra sé lo Scienziato-dio Lug dal quale ha origine tutta la vicenda.

Patrizia Boi durante la Presentazione di Mammoy alla Casa delle Culture di Acquedolci (ME)

Egli decide di salire sulla Terra e creare un Uomo Nuovo, il Robottino Catorchio. Sarà proprio Catorchio a percorrere il suo cammino evolutivo per trasformarsi dalla condizione di Robot a quella di bambino vero che viaggia nel mondo incantato della magia della storia e dei Miti. La Sardegna gli fa da cornice, favorisce incontri straordinari con altri personaggi che via via si uniscono alla sua avventura costituendo un’Allegra Brigata.

Niccolò Pizzorno – Mammoy con la sua Allegra Brigata: Catorchio, Cletus e il Bambinello, il Mugugnoso Gianguido

Catorchio è quel cittadino del mondo che desidera confrontarsi con altri esseri, che ama la Natura, che si immerge nella freschezza delle Piante Aromatiche disseminate ovunque dalla scrittrice. Già perché in questo Romanzo Fiabesco, in cui si intrecciano 12 Fiabe all’interno della Fiaba principale, ogni storia racconta la magia di una Pianta Aromatica di Sardegna e di un luogo carico di bellezza e di significato.

Per questo la Scrittrice ha fatto intervenire alla presentazione fatta nella Sala Consiliare di Ciampino – organizzata dalla Associazione Culturale Grazia Deledda APS – e farà intervenire il prossimo 14 dicembre a Roma – presso Immagine Club Benessere – Tuscolana  lo Storico degli Alberi Antimo Palumbo, Fondatore e Presidente di ADEA – Amici degli Alberi e Vicepresidente dell’Associazione Amici dei Pini. Palumbo, infatti, è la persona giusta per evidenziare gli aspetti arborei del romanzo fiabesco di Patrizia, l’amore per l’Ambiente e il Paesaggio e il rapporto privilegiato della Scrittrice con l’intelligenza del mondo vegetale.

Patrizia Boi e il Lentischio, Simone Pisano (FASI) e Antimo Palumbo

Oltre ad Antimo Palumbo negli incontri con l’Autrice è stata coinvolta anche la Musicoterapeuta Silvia Riccio di MusicaMente perché una delle Fiabe che si intrecciano nella narrazione è dedicata alla Musica, un’altra al Canto, un’altra ancora alla tessitura e al canto rituale dei ‘Brebus’ Sardi. La Riccio accompagna la lettura della Fiaba di Calliope ed è capace di coinvolgere il pubblico in un vero e proprio concerto e in un canto corale.

La Musicoterapeuta Silvia Riccio durante la Presentazione di Mammoy

Il connubio, poi, con l’illustratore Niccolò Pizzorno, ha reso il libro un oggetto prezioso per le magnifiche illustrazioni e per i colori di cui è vestito il testo, merito anche dell’assetto grafico che la Casa Editrice dei Merangoli ha voluto dare all’opera.

La Boi è stata particolarmente attiva nell’Isola di Sicilia – in una sorta di gemellaggio con l’Isola sarda -, alla ‘Casa delle Culture’ di Acquedolci (ME), al Convegno sulla Guarigione di ‘Sviluppo Armonico’ (PA), al Caffè Artistico-Letterario ‘Altrove’ di Trapani e al Festival ‘Illustramente’ di Rosanna Maranto sempre a Palermo.

E proprio al Convegno nell’ambito di quest’ultimo Festival – svoltosi lo scorso 20 Novembre nella Sala delle Capriate di Palazzo Steri nella suggestiva Piazza Marina tra i centenari Ficus Macrophylla – che la Scrittrice ha spiegato il suo impegno a radicare la fiaba nella contemporaneità.

«Come Scrittrice di Fiabe Letterarie, per quanto sempre basate sullo studio delle tradizioni popolari, delle simbologie e degli archetipi, ho provato a chiedermi come potessi renderle fruibili nella società contemporanea, tra gli adolescenti incessantemente connessi, tra gli adulti che passano il tempo a correre da una parte all’altra, tra i bambini che ormai sono stati resi dei piccoli manager impegnati in attività extrascolastiche ancora più dei loro genitori».

Per questo motivo ha deciso «di ambientarle in un luogo fisico, contrariamente al dettato di Bettelheim, che non fosse solo uno spazio della fantasia, perché ieri il viandante della Fiaba era un viaggiatore raro, oggi il viaggio fisico è alla portata di tutti e ci sono luoghi pieni di energia capaci di traghettare il viaggiatore immediatamente nel ‘senza tempo’. Del resto moltissimi di questi luoghi sono già avvolti nella leggenda e creando dei cammini che vi passino attraverso è come se si trasferisse al viaggiatore la sacralità di quei luoghi».

In secondo luogo, anche se l’immaginazione stimolata dalla lettura  di un libro senza disegni sviluppa la fantasia del lettore sempre secondo Bettelheim, la Boi, ha ritenuto comunque indispensabile – in un mondo in cui l’immagine scorre velocemente e si accavalla con un’altra immagine -, «accattivare il lettore con qualche disegno straniante che fosse molto immaginifico e posto tra la realtà e il sogno, perché nell’uomo moderno l’immagine arriva prima delle parole dette o scritte. Da sempre in realtà l’immagine – e lo dico qui al Festival Illustramente – ha un potere maggiore delle parole non fosse altro perché le parole sono recenti – avendo circa 7.000 anni – mentre il mondo delle immagini è vecchio di 70.000 anni: tutta l’Umanità, quindi, ne viene travolta più facilmente per una antica memoria del passato». La scelta, poi, di Niccolò Pizzorno per la realizzazione delle illustrazioni è stata davvero felice.

Il terzo fattore che Patrizia ha preso in considerazione è stato il galoppante sviluppo tecnologico. «Nella Fiaba popolare il mondo della magia è padrone, oggi, invece, noi siamo schiavi della tecnocrazia che ha uno sviluppo esponenziale, allora ho cercato un modo – questa è una mia convinzione personale – di integrare questi due mondi, quello della Scienza, con quello della magia, l’emisfero sinistro del cervello e quello destro, attraverso il personaggio del dio scienziato che ha le caratteristiche per conoscere entrambe questi emisferi».

E infatti è nato così il dio demiurgo Lug, capace di manovrare tutte le arti e le tecniche e soprattutto la magia di sette sferette infuocate e il potere della narrazione.

ILLUSTRAMENTE, Patrizia Boi con la Psicologa Maria Burgarella

Un quarto fattore essenziale per la Società contemporanea di cui la Scrittrice ha imbevuto la sua Fiaba è quello ambientale attraverso le piante di cui ha disseminato le sue pagine convinta   che quell’intelligenza sia in grado di risvegliare il bambino ecologico che giace inascoltato dentro di noi.

Un quinto elemento determinante, come già evidenziato,  per rendere la Fiaba uno strumento politico utile nella nostra società della paura, è quello del migrante. «Sono convinta, infatti, che la contaminazione culturale sia la vera ricchezza che ci dona la Fiaba… dare voce a ogni viandante credo sia educativo per il nostro mondo contemporaneo».

Un ultimo fattore messo in rilievo in Mammot è il ruolo della genitorialità, mutato nel mondo contemporaneo rispetto al passato. Oggi i ruoli di madre e padre sono spesso cumulati in un’unica  persona: «ci sono i padri-madri e le madri-padri, una infinità di individui ‘I separati’ che  spesso si accollano contemporaneamente i due ruoli. Ho creato quindi un protagonista che è sempre Lug, ma è anche Mammoy, ossia un padre-madre per il robottino Catorchio partorito dalla sua fantasia, ma in realtà questo potrebbe anche contemplare il fatto che un bambino può nascere persino da un individuo maschile e quindi si include anche il caso delle famiglie arcobaleno costituite da due padri o da due madri».

Patrizia Boi a Trapani, Caffè Artistico –Letterario ‘Altrove’

Questi elementi possono essere strumenti utili anche nella scuola e nella famiglia per educare attraverso la Fiaba a riscoprire nuovi valori. Insomma, questo libro ancorato al mondo moderno forse è uno strumento didattico per i più giovani, ma anche un luogo magico per la scoperta di Sé, per la riconnessione alla Natura, per la solidarietà nei confronti dell’altro, per il risveglio degli archetipi nell’inconscio collettivo e dell’antica sapienza delle Fiabe.

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