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“Impressionisti segreti” a Palazzo Bonaparte[1]

Dal 1972 il palazzo è di proprietà privata, ma in questi giorni è stata allestita una mostra dal titolo “Impressionisti segreti”, con una cinquantina di opere d’arte dei maggiori rappresentanti dell’impressionismo[2].

Come noto, “il movimento impressionista, che ha decisamente bruciato i ponti col passato ed aperto la via alla ricerca artistica moderna, si è formato a Parigi tra il 1860 ed il 1870[3]” … Ma fu un fallimento, infatti, il commento con cui un critico d’arte, “osservando un dipinto di Monet dal titolo emblematico Impressione, sole nascente, concluse la propria spietata recensione estendendo ironicamente, a tutti gli artisti del gruppo, l’appellativo derisorio di Impressionisti”[4].

“La sostanziale diversità di questo movimento rispetto a ogni altra forma di pittura, risiede nel diverso modo che gli Impressionisti hanno di porsi in rapporto con la realtà esterna. Infatti, si rendono conto che tutto ciò che percepiamo attraverso gli occhi continua di fatto al di là del nostro campo visivo” …  Perciò “non è più ammesso imprigionare gli spazi della rappresentazione pittorica nella ristretta visione del reticolo prospettico: sarebbe come tentare di inscatolare qualcosa che per definizione deve essere libero e naturale e che, in ogni caso, si estende anche al di là dei limiti fisici di un dipinto”[5].

Queste considerazioni ebbero come conseguenza il delinearsi di alcuni criteri pittorici come la scelta di soggetti tratti dalla quotidianità, un’immagine chiara luminosa e variopinta, studi attenti degli effetti della luce sui soggetti e la frammentazione della pennellata in piccole virgole accostate per tradurre al meglio le vibrazioni atmosferiche. Pertanto questi Impressionisti sono, dunque, pittori paesaggisti che abbandonano le vedute grandiose e piazzano il cavalletto davanti a scene della vita vera, vicine alla loro realtà.

Ecco allora che, passeggiando per la mostra nel palazzo Bonaparte, ci si può dilettare osservando, per esempio:

“Un ritratto di Madame” dipinto da Renoir che aveva già ritratto Joseph, figlio di Paul Durand-Ruel, il suo primo mercante e marito della donna raffigurata, quando era ancora solo un ragazzo, nel 1882. Qui l’effigie della moglie di Joseph in un interno, risale invece al 1911, l’anno in cui lo storico mercante degli impressionisti lasciò ai figli la gestione della sua galleria. Oppure più in là si ammirano i “Meli in fiore in riva al fiume” di Claude Monet. È noto che Monet ama dipingere gli alberi, le querce centenarie della foresta di Fontainbleau[6], le palme della costa mediterranea, le piante da frutto sulle rive del Senna e i pioppi. Ma, per la prima volta, nel 1872 dipinge un tema che diventerà frequente nella sua opera: il melo in fiore. Poi, più avanti ancora, troviamo le Vele e Pini (1896) di Paul Signac: Esposta solamente nel 1934 opera estremamente personale. Il minuto punto di pigmento puro si dilata fino a trasformarsi in tessera di un mosaico di sfumature. (Neoimpressionismo[7]).

Ma ci sono, tra le altre, anche opere di Camille Pissarro, Paul Cezanne  Paul Gauguin. Un susseguirsi di opere che emoziona per le sensazioni che ciascuna di esse produce nello spettatore e nello stesso tempo l’armonia dell’organizzazione stessa della mostra elicita quel piacere che la cultura dà potendone coglierne la qualità ed il valore.

Dal 6 ottobre 2019 al 8 marzo 2020. Assolutamente da non perdere[8]!


[1] Il palazzo Bonaparte, già D’Aste Rinuccini, è un palazzo sito in piazza Venezia, a Roma, nel rione Pigna. La proprietà del palazzo fu rilevata nel 1818 da Maria Letizia Ramolino Bonaparte, madre di Napoleone, che vi dimorò fino alla morte (1836). Gli eredi nel 1905 lo cedettero ai marchesi Misciattelli, invece dal 1972 è proprietà dell’Assitalia. (Wikipedia, consultato 02/11/2019)

[2] Spazio Generali Valore Cultura ospita la mostra Impressionisti Segreti (Valore Cultura è il programma pluriennale di Generali Italia per sostenere le migliori iniziative artistiche e culturali italiane. Un progetto per proteggere e valorizzare l’arte e la cultura, sostenendo la crescita economica e sociale delle comunità, con iniziative diffuse in tutte le regioni italiane) https://www.generali.it/Dedicato-a-te/Generali-per-l-arte/

[consultato 02/11/2019]

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[3] G.C. Argan, L’arte moderna 1770/1970, Sansoni 1970 Firenze, V ristampa II edizione,.87.

[4] G. Cricco, F. P. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, dal Barocco al postimpressionismo, Zanichelli, Bologna, 2006, vol. 4, 1172.

[5] Ibidem, 1170

[6] Fontainebleau è un comune francese di circa 14 mila abitanti situato nel dipartimento di Senna e Marna nella regione dell’Île-de-France (Wikipedia)

[7] Con il Neoimpressionismo, “non si vuole fare una pittura scientifica, ma istituire una scienza della pittura, porre la pittura come scienza a sé. Così il puntinismo di Signac andrà via via diradandosi e trasformandosi in un tessuto di tocchi larghi e piatti veri e propri tasselli di colore, mediante i quali ogni nota cromatica trova il proprio timbro in rapporto a quello delle note vicine” G.C. Argan, L’arte moderna 1770/1970, Sansoni 1970 Firenze, V ristampa II edizione

[8] Dopo un restauro di oltre 12 mesi interno ed esterno, Generali Italia la rende il primo spazio del proprio progetto Valore Cultura, per valorizzarlo come nuovo polo d’arte e cultura per la comunità, in collaborazione con Arthemisia che vi apre la prima mostra a partire dal 6 ottobre: ‘Impressionisti segreti’ con oltre 50 opere provenienti da Collezioni private, di artisti come Monet, Renoir, Cezanne, Sisley, Caillebotte e Gauguin. (https://www.arthemisia.it/it/apre-palazzo-bonaparte/)

[consultato 02/11/2019]

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