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Edmund Husserl – Il mondo della vita

“ ‹La contrapposizione: mondo scientifico›, mondo degli scienziati, di un mondo che è soltanto un universo finale di verità scientifiche, che ha scientificamente un vero essere – mondo-della-vita in cui questi fini e queste opere, come tutte le altre, rifluiscono. Ma gli scienziati sono a loro volta uomini nel mondo-della-vita – uomini tra gli altri uomini. Il mondo-della-vita è un mondo per tutti, e così le scienze, che sono innanzitutto i mondi degli scienziati, sono qui in quanto nostre e in quanto risultato ottenuto (proposizioni, teorie), sono qui per tutti – soggettivamente-relativamente, così come è qui per tutti il mondo-della-vita. La filosofia dev’essere la ‹scienza universale› dell’essere, deve abbracciare tutto l’essente, tutto nella sua verità; ciò significherebbe, tradizionalmente, creare per il complessivo mondo-della-vita, per il mondo-della-vita soggettivo-relativo, una teoria obiettiva, porgli alla base un’idea finale universale della verità definitiva e realizzarla in quanto idea finale; ma ‹si tratta di un’impresa provvista di senso›? Si può rispondere a questa domanda senza interrogare l’essere proprio del mondo-della-vita? Questa filosofia può afferrare anche l’essere del mondo-della-vita? Non esiste una tensione tra il mondo-della-vita e il mondo scientifico, ambedue come «essenti»? Non soltanto perché gli scienziati sono per se stessi uomini nel mondo-della-vita, uomini nell’umanità del mondo-della-vita; essendo per se stessi uomini del mondo-della-vita, non sono sempre interessati e occupati scientificamente, hanno ancora altri mondi-della-vita, e in modi diversi di datità, in quanto essenti, in quanto presuppongono interessi (e in quanto li hanno in sé).”
EDMUND HUSSERL (1859 – 1938), “La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale” (1936), avvertenza e prefazione di Enzo Paci, introduzione di Walter Biemel, traduzione di Enrico Filippini, il Saggiatore-Net (nuove edizioni tascabili), Miano 2002 (prima edizione, prima edizione il Saggiatore 1961), Testi integrativi ‘B. Appendici’, ‘Appendice XIX (al § 34e)’, pp. 490 – 491.
‟ «Die Kontrastierung: wissenschaftliche Welt», Welt der Wissenschaftler, die nur zweckvolles Universum wissenschaftlicher Wahrheit, <ist >, wissenschaftlich wahres Sein hat – «Lebenswelt», in die diese Zwecke und Werke, wie alle sonst einströmen. Aber die Wissenschaftler sind selbst Menschen in der Lebenswelt — unter den übrigen Menschen. Die Lebenswelt ist Welt für alle, und so sind die Wissenschaften, die zunächst die Welt der Wissenschaftler sind, für alle Menschen da als Unseres und gewonnenes Ergebnis (Sätze, Theorien), sind für alle da – so wie Lebenswelt für alle ist, subjektiv-relativ. Die Philosophie soll die «universale Wissenschaft» vom Sein sein, alles Seiende umfassen, alles in seiner Wahrheit, das hieß traditionell, für die gesamte Lebenswelt, die subjektiv- relative, eine objektive Theorie schaffen, ihr eine universale Zweckidee endgültiger Wahrheit unterlegen und als Zweckidee realisieren können; «ist das überhaupt ein sinnvolles Unternehmen»? Kann das entschieden werden ohne Frage nach dem eigenen Sein der Lebenswelt mitbefaßt? Ist in solcher eine Spannung zwischen Lebenswelt und wissenschaftlicher Welt, beide als ‹seiend›? Nicht nur, daß die Wissenschaftler für sich selbst lebensweltliche Menschen und Menschen in der lebensweltlichen Menschheit sind; sondern, für sich selbst doch lebensweltliche Menschen seiend, sind sie selbst nicht immer wissenschaftlich interessiert und betätigt, sondern haben noch andere Lebenswelt, und in verschiedener Vorgegebenheitsweise, als seiend, voraussetzend Interessen (und diese selbst in sich habend).”
EDMUND HUSSERL, ‟Die Krisis der europäischen Wissenschaften und die transzendentale Phänomenologie. Eine Einleitung in die phänomenologische Philosophie” (in «Philosophia», Societatis Philosophiae Belgradi, 1936, 1), herausgegeben von Walter Biemel, Nijhoff, Haag 1976 (photomechanischer Nachdruck, 2. Auflage, Erstausgabe 1959), «Husserliana. Edmund Husserl – Gesammelte Werke», Band VI, ʻErgänzende Texteʼ, B. ʻBeilagenʼ, ʻBeilage XIX, zu § 34 eʼ, S. 465.

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