| In ricordo di Francesco..... |
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| Lunedì 03 Ottobre 2011 16:43 |
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Perché a te, perché a te, perchè a te?. Ebbene sì: perché “Dico, perché a tutto il mondo viene dirieto, ogni persona pare desideri di vederti e d’udirti, e d’ubbidirti? Tu non se bello uomo del corpo, tu non sé di grande scienza, tu non sé nobile: onde dunque a te che tutto il mondo venga dietro? - Frate Masseo da Marignano
Era il tramonto del 3 Ottobe 1226, un Sabato. L’Ordine dei Francescani era già sparso su tutta l’Europa e l’Oltremare, con migliaia di Frati raggruppati in provincie guidate ciascuna da un ministro e ognuna delle quali suddivisa in custodie. Nel 1224 i Minori erano arrivati anche in Inghilterra. Nel 1225 Isabella, sorella di Luigi IX di Francia, aveva fatto fondare il convento francescano di Longchamps ove religiose di nobile stirpe facevano nel nome di Francesco voto di clausura. Ma non era perfetta letizia. Dicono che nell’istante in cui chiuse gli occhi siano accaduti prodigi e che la sua anima sia stata vista volare in cielo. Ma nemmeno in ciò era perfetta letizia. Era il 3, Sabato, al tramonto. Secondo le ore liturgiche cominciava la Domenica, il giorno del Signore. Le allodole, che amano la luce, si alzarono allora in volo. A stormo presero a volare a bassa quota sopra il tetto dell’edificio nel quale egli giaceva: e, girando in cerchi, cantavano. E Francesco, chiudendo gli occhi a questa vita, li riapriva all’alba di quella celeste. Morte di San Francesco (Legenda maior XIV,6) 1243 Quando, infine, si furono compiuti in lui tutti i misteri, quell'anima santissima, sciolta dal corpo, fu sommersa nell'abisso della chiarità divina e l'uomo beato s'addormentò nel Signore. 1244 Il vescovo d'Assisi, in quella circostanza, si trovava in pellegrinaggio al santuario di San Michele sul Monte Gargano. Il beato Francesco gli apparve la notte stessa del suo transito e gli disse: “Ecco, io lascio il mondo e vado in cielo”. 1245 Le allodole, che sono amiche della luce e han paura del buio della sera, al momento del transito del Santo, pur essendo già imminente la notte, vennero a grandi stormi sopra il tetto della casa e roteando a lungo con non so qual insolito giubilo, rendevano testimonianza gioiosa e palese alla gloria del Santo, che tante volte le aveva invitate a lodare Dio. © 2la RIPRODUZIONE RISERVATA |
La misura dell'Amore è Amare senza misura - S. Agostino |
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