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Famiglia e matrimonio nella Costituzione

Al tema della famiglia la nostra Costituzione dedica tre articoli, all’interno del Titolo II della sezione Diritti e doveri dei cittadini: l’art.29, l’art.30 e l’art.31. Leggiamoli insieme.

  • Art. 29

“La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.”

La nostra Costituzione considera la famiglia il nucleo fondamentale della società, riconoscendole l’assoluta autonomia rispetto allo Stato per quel che riguarda le scelte di vita quotidiane (dal numero di figli, all’arredamento della casa, all’organizzazione del tempo libero ecc.). Specifici diritti e doveri sono attribuiti ai componenti della famiglia. Tra questi rientra l’obbligo dei coniugi di salvaguardare l’unità familiare, di fornirsi reciproca assistenza e di mantenere ed educare in comune i figli fino a quando abbiano raggiunto la maggiore età (18 anni). Si deve precisare che, nella parla di rapporti familiari solo in riferimento ai rapporti tra marito e moglie e tra genitori e figli; tutte le altre relazioni nonni, cugini, nipoti ecc.) si concepiscono infatti come rapporti di parentela, derivanti da vincolo di sangue. L’importante, per la Costituzione, è che la famiglia sia «fondata sul matrimonio», vale a dire che trovi il suo punto di partenza in un accordo destinato a creare una comunione di vita e di interessi, stipulato secondo una determinata forma prevista dalla legge. Se questa condizione sussiste, la fami avrà diritto a una particolare tutela; diversamente, non vietata dalla Costituzione, ma soltanto tollerata: è il caso delle unioni di fatto (coppie, con o senza figli, che decidono, di vivere insieme, senza formalizzare l’unione), che non sono previste dalla Costituzione, ma per le quali la legislazione ordinaria prevede comunque forme tutela. La Costituzione non impedisce infatti che vengano protette, tutelate e sostenute dallo Stato anche quelle famiglie che, pur non regolarmente sposate, sono pur sempre basate sull’amore il rispetto e il reciproco sostegno. La seconda parte dell’art. 29 ci appare, quasi ovvia, ma il riconoscimento della piena uguaglianza dei coniugi ha avuto luogo soltanto nel 1975, con la riforma del diritto di famiglia. Fino a quel momento, il Codice civile riconosceva al marito il ruolo di capo famiglia, accordandogli diritti molto più ampi rispetto a quelli della moglie. Con la riforma del 1975, il Codice civile è stato reso più conforme al testo della Costituzione.

  • Art. 30

“È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima. La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.”

L’art.30 riguarda l’educazione dei figli, presentata come un dovere e un diritto per i genitori. È interessante osservare che questo dovere e diritto si riferisce sia ai figli legittimi, nati all’interni del matrimonio, sia ai figli illegittimi, nati da altre unioni. Anche su questo punto, come per la parità tra i coniugi, fino alla riforma del diritto di famiglia del 1975, c’è stata una discrepanza tra la legislazione ordinaria (Codice civile) e la Costituzione: il Codice Civile affermava addirittura che figli legittimi e figli illegittimi non potevano vivere sotto lo stesso tetto.
Al figlio è in ogni caso riconosciuto un vero e proprio diritto ad avere genitori che gli permettano di crescere e di sviluppare la sua personalità. In caso di mancanze da parte dei genitori, lo Stato può intervenire: si può ad esempio decidere di integrare l’azione dei genitori con quella di altre figure educative (educatori professionali, assistenti sociali ecc.); nei casi più gravi, si può anche giungere, a seguito di una decisione del Tribunale dei Minori, ad allontanare i figli dalla famiglia.

  • Art. 31

“La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.”

L’art.31 indica in che cosa consiste acheter du cialis en ligne il compito di aiutare la famiglia da parte dello Stato: non si tratta soltanto di sorvegliare il rispetto di alcuni diritti, ma anche, nei casi di necessità, di intervenire con un concreto sostegno economico.

 

 

 

 

1 Comment

  1. tiberiade

    Grazie, grazie, grazie. Come e’ bello rileggere i momenti lenti e faticosi che hanno portato al riconoscimento legislativo di cio’ che in realta’ e’ inscritto nella costituzione della natura …

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