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Studenti plusdotati. I gifted. (II Parte)

Come anticipato nella prima parte[1], parleremo in questa sintesi, delle caratteristiche dei superdotati, nonché delle teorie formulate che, dopo attente osservazioni e specifiche ricerche, hanno permesso di delineare alcuni tratti comuni delle persone, definite con la parola “gifted”.

Per quanto riguarda le caratteristiche dei superdotati, Dabrowski[2] che ha esaminato la componente emotiva della plusdotazione[3], sostiene, nella sua Teoria dell’ipereccitabilità, che gli studenti plusdotati sono caratterizzati da una particolarmente intensa sensibilità sensoriale, psicomotoria, emotiva immaginativa e intellettiva che li rende estremamente recettivi e vulnerabili agli stimoli esterni e, come riportato nella Tab., inclini a comportamenti connotati positivamente o negativamente.

Tab. Teoria dell’ipereccitabilità di Dabrowski

Tipi di ipereccitabilità Aspetti positivi negli alunni Aspetti negativi negli alunni
Ipereccitabilità psicomotoria Capacità di svolgere molte attività Irrequietezza (caratteristica condivisa con il disturbo di iperattività)
Ipereccitabilità sensoriale Capacità di percepire suoni, odori e colori in maniera intensa e raffinata Eccessiva sensibilità e recettività a stimolazioni (caratteristica condivisa con l’autismo)
Ipereccitabilità intellettiva Necessità di analizzare, valutare, comprendere, aumentare la propria conoscenza Comportamento di disturbo e incline a fare critiche (caratteristica condivisa con il disturbo oppositivo-provocatorio)
Ipereccitabilità immaginativa Predisposizione a immergersi nel proprio mondo Tendenza a distrarsi (caratteristica condivisa con i disturbi dell’attenzione e con le difficoltà della relazione)
Ipereccitabilità emotiva Tendenza a vivere le emozioni sia positive che negative Forti sbalzi dell’umore (caratteristica condivisa con i disturbi dell’umore).

Invece Silverman (2002) teorizza la cosiddetta “asincronia evolutiva”, secondo la quale risulta che il loro sviluppo sia disarmonico a causa della notevole eterogeneità tra l’area cognitiva, emotiva e psicomotoria.

Infatti. se nel caso dello sviluppo standard le varie caratteristiche maturano nel corso della crescita in modo pressoché equivalente, al contrario in uno sviluppo asincrono possono essere presenti una o più aree di crescita in termini di performance (p.e. capacità accademiche nella matematica o specifici talenti), che maturano molto precocemente. In altri termini è possibile che in un’area cognitiva una persona sia sviluppata come un adulto mentre nell’area emotiva si ancora un bambino.

Una situazione tipica di questi casi è descritta da Guilford (1950), che parla di Pensiero divergente (o arborescente), che è la capacità di produrre una gamma di possibili soluzioni per un dato problema, in particolare per un problema che non prevede un’unica risposta. I plusdotati utilizzano maggiormente l’emisfero destro del cervello che elabora le informazioni in maniera globale e simultanea e non in modo convergente o sequenziale.

Altra caratteristica è la doppia eccezionalità, studiata da Webb (2005), che consiste nella coesistenza di un alto quoziente intellettivo associato ad un altro disturbo che ostacola lo sviluppo di specifici talenti perché questi aspetti coesistono. Altre volte si hanno delle misdiagnosi, ovvero diagnosi errate, poiché alcuni comportamenti estremi o stravaganti dei plusdotati vengono erroneamente diagnosticati come ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività) o DOP (Disturbo Oppositivo Provocatorio).

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Le teorie di riferimento

I modelli a base psicometrica considerano l’abilità generale misurabile in base al punteggio del Q.I. (Quoziente d’Intelligenza), ma non considerano importanti aspetti dell’iperdotazione, come la creatività o l’abilità di leadership.

Tuttavia, molti sono i Modelli che cercano di inquadrare la giftedness a livello teorico e forniscono informazioni utili ai genitori, agli insegnanti e agli specialisti rispetto alle loro aree di competenza, nel rispetto comunque dell’unicità di ogni singola persona. Tra le teorie di riferimento della plusdotazione citiamo il Modello dei tre anelli di Renzulli, il Modello tripartito della plusdotazione Pfeiffer e il Modello differenziato della plusdotazione e del talento di Gagnè.

Il Modello dei tre anelli

Renzulli (1978) afferma che la giftedness è costituita da tre elementi principali: abilità cognitiva al di sopra della media, creatività e impegno. Pertanto, l’autore sostiene che uno studente per essere identificato come gifted, come illustrato nella Tab.4, deve mostrare il suo potenziale in modo concreto, attraverso performance di eccellenza in ambito scolastico e/o ai test attitudinali (“schoolhouse giftedness”), oppure attraverso una tangibile produttività e/o creatività in uno specifico ambito, riconosciuto nella cultura di appartenenza (“creative-productive giftedness”) (Renati, Pfeiffer, p. 22).

In questa prospettiva il fattore della produttività creativa gioca un ruolo importante nella connotazione dei gifted tanto da essere considerati dei “produttori” di conoscenza, mentre coloro che mostrano una “schoolhouse giftedness” sono definiti “consumatori” di conoscenza (Renzulli in Sorrentino, 2017).

Il Modello tripartito della plusdotazione

Questo modello, teorizzato da Pfeiffer (2013) considera tre “lenti” attraverso le quali osservare gli studenti ad alto potenziale fornendo in tal modo linee guida per l’identificazione e l’intervento a scuola a favore degli stessi.

Le tre lenti proposte sono:

  1. la lente dell’elevata abilità intellettiva;

secondo questa prospettiva la plusdotazione è considerata una caratteristica innata che viene individuata mediante il riscontro di un quoziente intellettivo molto alto rispetto allo standard della popolazione e poca importanza viene attribuita agli apprendimenti e allo sviluppo delle competenze affinché questo potenziale possa esprimersi appieno in una specifica area.

  1. la lente dei risultati eccezionali;

da questo punto di vista lo studente plusdotato viene identificato mediante i risultati eccezionali in ambito scolastico, facilmente individuabili perché precoci, veloci negli apprendimenti e dotati di elementi predittivi del successo scolastico come la motivazione, l’impegno, la persistenza e la passione.

  1. la lente del potenziale per eccellere;

attraverso questa lente vengono osservati gli studenti che provengono da situazioni familiari, socio-culturali ed economiche svantaggiate che non permettono loro di esprimere le loro potenzialità, che però gli insegnanti possono cogliere poiché tali alunni mostrano curiosità, immaginazione, desiderio di apprendere e rapidità di nell’apprendimento. Ci sia augura che possano essere individuati per tempo e debitamente valorizzati (Renati, Pfeiffer, pp. 8-11).

E’ importante considerare che queste tre lenti, individuate dal modello, evidenziano anche la scelta degli strumenti per l’identificazione della plusdotazione, infatti:

  1. la lente dell’elevata abilità intellettiva sottolinea l’importanza dell’uso delle batterie (test psicometrici) volte a valutare il livello del quoziente intellettivo;
  2. la lente dei risultati eccezionali suggerisce di approfondire la valutazione del quoziente intellettivo con prove di livello sulle specifiche aree di talento per individuare le abilità strumentali;
  3. la lente del potenziale per eccellere propone di integrare le batterie con questionari e la raccolta di osservazioni dei genitori e degli insegnanti.

Il Modellodifferenziato della plusdotazione e del talento

Infine nel suo Modello, Gagnè (2003) ha sottolineato l’importanza di osservare le trasformazioni che avvengono durante l’arco della vita rispetto alle aree di talento e il contesto in cui queste si esprimono. Perciò l’autore individua delle attitudini o doni (intellettuali, creativi, socio-affettivi, senso-motori) su base genetica che, mediante dei catalizzatori intrapersonali e l’ambiente, hanno un impatto positivo sui processi di sviluppo e si possono trasformare in talenti, se coltivati con impegno, pazienza e duro lavoro. 

Bibliografia

Cornoldi, C. (2019), Bambini eccezionali. Superdotati, talentosi, creativi o geni, Bologna, Il Mulino

Renati R., Pfeiffer S. (2018), Bambini ad alto potenziale. Il progetto «Sostenere i talenti per prevenire il disagio scolastico e sociale», Roma: Alpes Italia

Guilford J. P. (1950), Creativity, American Psychologist 5(9), pp. 444-454


[1] http://www.2la.it/in-evidenza/4712-gifted-studenti-plusdotati-parte-i/

[2] Kazimierz Dąbrowski era uno psicologo, psichiatra e medico polacco. È noto soprattutto per la sua teoria della “disintegrazione positiva”, come fase dello sviluppo della personalità

[3] Cornoldi (2007, 2019)

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