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Marco, l’evangelista

Contemporaneo di Gesù (I sec.). È autore del secondo Vangelo. È stato discepolo di S. Pietro e missionario con S. Paolo. La tradizione cristiana lo rappresenta con le sembianze di un leone alato.

  • Un giovane coperto soltanto con un lenzuolo, è scritto nel tuo Vangelo, seguiva Gesù dopo l’arresto. Eri tu?

«Quel giovane che seguiva Gesù e che le guardie cercarono di prendere, voleva compiere un gesto di disperata solidarietà, per non lasciare solo il Maestro. Tutti gli altri erano fuggiti. Che tristezza quella notte!».

  • Dunque hai conosciuto Gesù?

«Alla fine della sua vita. Io ero giovane e a casa mia, a Gerusalemme, venivano spesso Pietro e Barnaba mio cugino, che mi parlavano di Gesù. Da loro e dagli altri discepoli ho raccolto notizie per scrivere il mio Vangelo».

  • Gli studiosi dicono che fra i quattro evangelisti tu sei il primo e il miglior “cronista” in senso moderno. Sei d’accordo?

«Mi sono sforzato di riferire il primo messaggio predicato da Gesù, contenuto in questa frase: “il tempo della salvezza è venuto. Dio inaugura il suo regno. Cambiate vita e credete in questo lieto messaggio”. Nella storia che raccontavo ho cercato di riportare molti particolari concreti, senza tanti commenti. Ho cercato di far trasparire delle cose, dai gesti, i sentimenti del Signore, che si è presentato a tutti come un uomo, pur essendo figlio di Dio. E poi, nel riferire i discorsi di Gesù ho preferito la forma dialogica, a botta e risposta con i suoi interlocutori. Non parla così la gente normale?».

  • A proposito del tuo Vangelo, che c’è il famoso “segreto” di Marco?

«Spesso Gesù ordinava ai suoi seguaci e miracolati di non rivelare chi egli fosse. Si tratta quindi di un segreto di Gesù e non di Marco. Questo segreto è meglio conosciuto come “segreto messianico”. Non è vero quello che alcuni hanno scritto dicendo che Marco ha inventato il segreto messianico, perché all’inizio Gesù non sapeva di essere Figlio di Dio. Sarebbe stata una copertura dei primi cristiani per giustificare la divinità di Cristo. Che sciocchezza! In realtà ciò spingeva il Signore ad agire “segretamente” era che gli ebrei si aspettavano un messia liberatore politico, e non avrebbero mai accettato il Messia liberatore dello spirito, se non dopo aver conosciuto le sue opere e ascoltato le sue parole d’amore. E c’è voluto del tempo».

  • A causa tua i grandi apostoli e amici Paolo e Barnaba ebbero un dissidio e si separarono. Cosa successe veramente?

«Durante il primo viaggio missionario di Paolo e Barnaba ero stato preso con loro, contro il parere di Paolo, che mi riteneva troppo giovane per un viaggio così difficoltoso. E infatti mi ritirai dalla missione nella città di Perge, dopo essere stati a Cipro. Non ce la facevo, era troppo per me. Paolo aveva visto giusto in quell’occasione, mio cugino invece si era intestardito. In seguito però tutto venne chiarito».

  • Vuoi citare una frase del tuo Vangelo?

«”Chi accoglie un bambino per amor mio, accoglie me. E chi accoglie me, accoglie il Padre che i ha mandato”».

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