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21st
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Vulcano

Figlio di Zeus e di Era. Dio del fuoco vulcanico. Marito della bellissima Afrodite, è l’unica brutta divinità dell’Olimpo. Divino fabbro, ha lavorato oggetti meravigliosi per dei ed eroi (fra gli altri, lo scudo di Achille).

Si racconta… 

Non era certo la prima volta che la magnifica Era si scagliava contro l’infedele marito, Zeus, facendo echeggiare delle sue grida i palazzi d’oro dell’ Olimpo. Palazzi costruiti con arte perfetta da Vulcano, uno dei loro figli. E, in quel momento, Vulcano seguiva i genitori di stanza in stanza. Improvvisamente Zeus agguantò la moglie, urlando. L’avrebbe picchiata? Senza riflettere, Vulcano si gettò sul padre, lo staccò dalla madre… Zeus lo fissò con occhi terribili: «Tu, mio figlio, hai osato?». E strinse Vulcano alla caviglia, lo roteò in aria, lo scaraventò giù dall’ Olimpo: una caduta di un giorno e una notte, e poi l’urto tremendo sul suolo di Lemno, pinnacolo di roccia nell’argenteo Mare Egeo. I Sinzii, la gente dell’isola, accorsero. «È ferito alle gambe». «Dobbiamo medicarlo!». Vulcano taceva. Aveva un triste sorriso quando, finalmente riuscì a tornare sull’ Olimpo e avanzò zoppicando verso gli altri dèi che lo accolsero con beffe e risate: «Ehi, Vulcano! Già eri brutto, adesso sei pure zoppo!». Che importava? Aveva il suo lavoro; gli uomini lo amavano e avrebbero capito. Non si sbagliava: gli uomini dissero che quel suo camminare, ondeggiando, non era una vergognosa menomazione, ma il simbolo del fluttuare guizzante delle fiamme da lui protette.

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