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I Persiani visti da Eschilo

Per esaltare la vittoria su Serse (e forse anche per difendere Temistocle, accusato di tradimento per non aver inseguito il re persiano in ritirata da Salamina) nel 472 a. C. Pericle finanziò la messa in scena dei Persiani, di Eschilo. Fra le 32 tragedie greche giunte fino a noi, è l’unica ispirata a un fatto storico.

Arroganza punita. Invece di rappresentare le gesta eroiche dei generali ellenici, Eschilo scelse il punto di vista persiano. I personaggi principali, infatti, sono Serse, la regina madre Atossa (vedova di Dario) e lo spettro dello stesso Dario che rievocano la sconfitta a guerra finita. Eschilo, esagerando, descrive l‘avanzata di “tutta l’Asia” ed esalta (senza citarlo) Temistocle e le sue astuzie. Ma la vittoria sulla Persia non è attribuita agli strateghi: è Zeus in persona ad avere annientato Serse, colpevole di hybris (“arroganza”) nei confronti degli dei e punito con “la morte dell’autorità regale” per aver profanato, incendiandola, l’acropoli di Atene.

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