Sep
24th
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L’ispettore Arcangelo

In tutta la smisurata produzione letteraria di Antonio Venditti assume un particolare rilievo il tema del rapporto tra l’uomo e la giustizia: in base ai suoi valori  le persone “illuminate” hanno il dovere di tutelare e proteggere i più deboli per alleviare le loro sventure, tuttavia mentre per Alessandro Manzoni la vera giustizia a cui gli uomini possono aspirare non si realizza in Terra ma in Cielo, per lo scrittore veliterno opere meritevoli possono anche ottenere il plauso della società contemporanea.

E’ stato appena pubblicato dalla casa editrice Aracne l’ultimo romanzo giallo di Antonio Venditti, L’ispettore Arcangelo, già avvincente nel titolo della parte prima: Che fine ha fatto la famiglia Aloe?  E’ una vicenda originale, semplice rispetto alla complessità di quella del romanzo precedente dello stesso genere, pubblicato ultimamente sempre da Aracne (Le indagini del capitano Diamante, 2020).

L’opera si caratterizza innanzitutto per l’eccezionalità del fatto: una famiglia numerosa, scomparsa improvvisamente nottetempo, dal quartiere di una città di provincia.

Gli urli,1988- olio su tela,cm.65×55

Altra peculiarità è la reazione, almeno iniziale di assoluta indifferenza della popolazione, nonostante la notorietà dell’importante esercizio commerciale, gestito da tutti i membri della famiglia.                                                     

Nella narrazione chiara, scorrevole e con tratti anche lirici, c’è la rappresentazione che l’autore fa di circa due decenni del secolo passato, nell’ambientazione del caso, che inizia la sera dello storico allunaggio della navicella spaziale americana, con la strabiliante passeggiata dei due astronauti sul fantastico Satellite.

Il protagonista della contrastata e difficile indagine è un poliziotto, che per primo reagisce all’indifferenza della popolazione e del comandante delle guardie di pubblica sicurezza.  Egli non si scoraggia, nonostante i rischi; con le dovute cautele, inizia la ricerca, potendo contare sull’aiuto determinante di un giornalista e di un investigatore privato.  

Parallelamente procede la carriera del “poliziotto di valore”, fino a diventare “l’ ispettore Arcangelo” , all’entrata in vigore della riforma  da cui è nata la Polizia di Stato. L’ispettore, finalmente valorizzato dai suoi superiori, viene posto a capo dell’efficiente squadra che porterà all’intelligente e abbastanza celere risoluzione del caso.

Incubo,1987 olio su tavola cm. 60×40

Come al solito, l’interessante narrazione non è limitata allo svolgimento delle sequenze tipiche del romanzo giallo, ma è chiaramente ancorata alla realtà del tempo.   Così emergono personaggi di intensa umanità, nelle variegate esperienze di vita, con i tanti difetti e le scarse virtù dell’usuale esistenza. 

In particolare vengono analizzate alcune forme di perversità, stigmatizzate severamente, ad eccezione di almeno due vittime, nemmeno incolpevoli, ma comunque meritevoli di pietà per la loro sfortunata sorte; per contrasto sono evidenziate   manifestazioni di bontà e di dedizione al prossimo, non tralasciando però di far emergere ingenuità e debolezze.

Accanto alla ricorrente esaltazione dell’amicizia, c’è anche posto per amori di vario genere, da quelli adolescenziali, belli e puri come fiori di campo, ma di facile appassimento, ad altri in diverse età e mutate situazioni, già previsti ineluttabilmente a termine.

All’ispettore Arcangelo rimane intatta la saggezza, quando ormai anziano e in pensione ma non inattivo, a distanza di anni rievoca il corso della sua vita, in cui la triste vicenda della famiglia Aloe ha lasciato un segno indelebile. Saggezza che gli deriva dal culto della verità, della giustizia, della libertà. Quest’ultima fondata sulla legge, come sintetizza il motto della Polizia Sub lege libertas.

Egli riflette sulla precarietà e fragilità della condizione umana e sulla stessa trasformazione dei legami, che purtroppo nel tempo si allentano ed anche svaniscono. 

Malinconia,1995-tec. mista su cartone-cm. 22,5×17

Tuttavia costituisce una sublime eccezione la coppia dei coniugi Aloe, che sono invecchiati anche loro e gravemente colpiti, oltreché dalle vicissitudini della angosciosa vicenda, dalla povertà e dalla dissoluzione della tanto agognata unità e armonia familiare, ma rimangono saldamente legati dal loro indissolubile vincolo.

Il valore del romanzo è accresciuto all’interno e nella copertina da dipinti di Agostino De Romanis.

Francesco Petrarca nella lettera sulla salita al Monte Ventoso (Familiari, IV, 1, aprile 1336), indirizzata da Borgo San Sepolcro all’amico Dionigi, collega il suo percorso di rinnovamento interiore con l’ascesa verso la cima della montagna.  Anche Antonio Venditti nel percorso dell’ispettore Arcangelo analizza la coscienza della società ma soprattutto la propria, in cui riconosce contraddizioni e dubbi, il tema centrale del romanzo è infatti l’io dello scrittore, con le sue delusioni e i suoi slanci, i suoi turbamenti e le sue incertezze. E’ l’esempio dell’interiore dissidio, cioè del fluttuamento di sentimenti proprio del suo animo.

pagine: 124
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-255-3561-7
data pubblicazione: Agosto 2020
editore: Aracne
collana: NarrativAracne

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