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Beato Angelico: MAESTRO DI LUCE

In tutte le opere dell’Angelico (1395 circa ‐ 1455) c’è un dettaglio immutabile: la luce. Spesso si materializza in raggi dorati, altre volte è una luce diffusa poiché la sua fonte è occultata, come nella cosiddetta Madonna delle ombre dove le paraste e i capitelli corinzi dell’architettura proiettano ombre sulle pareti facendoci solo intuire la sua provenienza.

Questa luce altro non è che la visione di un frate che nelle sue opere artistiche, compiendo un estremo tentativo, cerca di trascrivere la visione di Dio e di rendere visibile il suo concetto di bellezza che San Tommaso aveva espresso nella Summa Theologica come l’unione tra proporzione, perfezione e splendore, cioè luce.

Beato Angelico, Trittico di Cortona, particolare, 1435-1436, tempera su tavola (218×240 cm), Museo Diocesano, Cortona.

Già dalla metà del Novecento, questo particolare fu messo in risalto da critici come Giulio Carlo Argan e John Pope Hennessy che evidenziarono i caratteri innovatori delle sue opere: l’uso della prospettiva e quello della luce, nonché la ricerca del fare “moderno”, cioè dalla verosimiglianza. In altre parole, essi misero in rilievo lo spessore culturale di Giovanni da Fiesole – al secolo Guidolino di Pietro, nativo di San Michele a Ripecanina, località Moriano presso Vicchio del Mugello (FI) – nome con il quale l’aspirante frate entrò nel convento di San Domenico.

Maestro della luce, dunque. Questa la peculiarità del frate‐pittore, un autentico protagonista del Primo Rinascimento nella Firenze di Ghiberti, Brunelleschi, Masaccio e Donatello. Non un mistico fuori del mondo, un nostalgico del Tardogotico, ma un uomo del suo tempo di cui coglie la riscoperta dello spazio, del corpo e della storia. Perciò la sua è un’arte fortemente originale, che suggestionerà molti artisti, da Piero della Francesca a Michelangelo.

Angelico è un pittore dell’unità, cioè dell’armonia che lega insieme uomini e natura, passato, presente e futuro, un’armonia contemplata e trasmessa nell’ottica della rivelazione cristiana. La luce, di carattere non solo fisico ma anche simbolico e spirituale, è il legante fra la dimensione umana e quella divina. Colorista di invenzioni straordinarie, pittore di tenerezze affettive, di emotività intense, offre una religiosità pura e immediata, in cui le storie evangeliche si dipanano con una freschezza affascinante. Tanto nelle numerose pale d’altare quanto nel ciclo fiorentino a San Marco e nella Cappella Niccolina in Vaticano, Angelico offre

una panoramica “sacra” piena di lirismo, di sentimento, di leggerezza narrativa. I soggetti che rappresenta comunicano un’atmosfera di pace profonda, specchio di un’esistenza serena vissuta nella sua comunità e testimoniata dall’appellativo di “beato”, datogli già al suo tempo per la coerenza che caratterizzava le sue scelte di vita oltre che per lo splendore della sua arte. “Patrono degli artisti” e ufficialmente   dichiarato “beato” da parte di Giovanni Paolo II nel 1984, Angelico affascina per il messaggio silenzioso e profondo che è un inno alla bellezza della vita umana da parte di un “mistico umanista”.

Fra Giovanni da Fiesole detto Beato Angelico (1395-1455),San Lorenzo distribuisce le elemosine, registro inferiore delle Storie di Santo Stefano e San Lorenzo, affresco, 1448-1449, Palazzi Apostolici Vaticani, Cappella Niccolina (Niccolò V 1447-1455), dopo il restauro

Un maestro della luce. Questa la peculiarità del frate-pittore, un protagonista del Primo Rinascimento, nella Firenze di Ghiberti, Brunelleschi, Masaccio e Donatello. Non un mistico fuori del mondo, nostalgico del Tardogotico, ma un uomo del suo tempo, di cui coglie la riscoperta dello spazio, del corpo, della storia. Ne deriva un’arte fortemente originale, che suggestionerà molti, da Piero della Francesca a Michelangelo ed oltre. Angelico (1395 circa- 1455) è un pittore dell’unità cioè dell’armonia che lega insieme uomini e natura, passato presente e futuro, contemplata e trasmessa nell’ottica della rivelazione cristiana. La luce, di carattere non solo fisico, ma simbolico e spirituale, è il legante fra la dimensione umana e quella divina. Colorista di invenzioni straordinarie, pittore di tenerezze affettive, di emotività intense, offre una religiosità pura e immediata, in cui le storie evangeliche si dipanano con una freschezza affascinante. Nelle numerose pale d’altare come nel ciclo fiorentino a San Marco e nella Cappella Niccolina in Vaticano, Angelico offre una panoramica “sacra” piena di lirismo, di sentimento, di scioltezza narrativa. I soggetti che rappresenta comunicano una atmosfera profonda di pace. Specchio di un’esistenza serena vissuta nella sua comunità e testimoniata dall’appellativo di “beato”, datogli già al suo tempo, per la coerenza di vita oltre che per lo splendore della sua arte. “Patrono degli artisti” e ufficialmente dichiarato “beato” da parte di Giovanni Paolo II nel 1984, Angelico affascina per il messaggio silenzioso e profondo che è un inno alla bellezza della vita umana da parte di un “mistico umanista”.

E’ appena stato pubblicato per la casa editrice “dei Merangoli” il raffinato volume di Mario Dal Bello La Rivoluzione della Luce. Beato Angelico.

Beato Angelico, Madonna delle Ombre, particolare, 1450 circa, affresco (195×273 cm), Museo di San Marco, Firenze.

Il testo accompagna il lettore alla scoperta o alla riscoperta di questo artista così raro, originale e della sua intensa visione della bellezza, andando per temi che comprendono opere in diverse fasi dell’attività  di uno dei creatori  più puri della storia dell’arte. Il quale sa espandere la vasta gamma della sua poetica – elegiaca, drammatica, lirica, spirituale, mistica e narrativa –   con un linguaggio che, se da una parte rende difficile classificarlo in maniera univoca e definitiva, dall’altra esalta la superiore libertà di un artista intellettuale e pieno di amore. Un maestro di unità e di luce.

INCONTRI CON L’ARTE
“Non si possono contemplare le opere di Beato Angelico se l’animo non è tranquillo, pulito, libero dalla polvere quotidiana che lo inquina. La luce della sua arte può allora ferire o provocare un rigetto. Oppure, può aprire la porta che conduce ad una verità più ampia rasserenante e duratura.”  
Giovedì 10 ottobre, l’autore Mario Dal Bello, seguendo un percorso tematico che descrive le opere del Beato Angelico nelle diverse fasi della sua attività, ci accompagnerà alla scoperta o alla riscoperta di questo artista così raro e originale e della sua intensa visione della Bellezza. Interverranno Roberto Luciani, storico, critico d’arte e architetto, e Claudia Bisceglia, direttore dei Merangoli. L’attrice Veronica Rivolta leggerà alcuni brani tratti dal libro.Vi aspettiamo alle 18:30 presso l’Accademia di Scienze Umane e Sociali, viale Manzoni 24c, Roma.
Per conoscere la proposta editoriale: 
https://deimerangoli.it/shop/beato-angelico/ 
Per l’evento Facebook: 
https://www.facebook.com/events/747575798997406/

2 Comments

  1. Antonio Venditti

    Roberto Luciani, nella presentazione della pregevole Opera sul Beato Angelico, evidenzia la grandezza del Pittore, la cui Arte incomparabile è una sublimazione della fede religiosa; e per questo è espressione di Luce “che risplende fra le tenebre”, nel Vangelo secondo San Giovanni. Un apprezzamento sincero per l’autore dell’importante Opera.
    Antonio

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  2. Antonio Venditti

    Ottima presentazione della pregevole Opera sul Beato Angelico, la cui Arte incomparabile è una sublimazione della Fede. Un sincero encomio all’autore. Antonio

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