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Metamorfosi, 2000 anni di Ovidio

Mostra collettiva degli Allievi del Liceo Artistico Argan

Il mito è sempre stato importante fonte di ispirazione per gli artisti: nell’antica Grecia e nella Roma repubblicana statue in marmo e bronzo molto spesso raffiguravano dei ed eroi simbolo di valori morali e civici.

In tutte le mitologie antiche e nelle religioni troviamo racconti in cui persone o cose si trasformano in altro, tuttavia dobbiamo aspettare Publio Ovidio Nasone, che tra il 2 e l’8 d.C. scrisse i 15 libri de Le Metamorfosi, per avere un significativo punto di riferimento per molti scultori e pittori che nelle loro opere rappresentarono questo tema.

Il Trionfo di Galatea, ad esempio, fu raffigurato da Raffaello nel 1512 nella Villa Farnesina a Roma, basandosi sul mito narrato dal poeta romano. La ninfa, avvolta in un rosso manto che richiama l’antica pittura romana, viene trasportata da due delfini a bordo di una capasanta adibita a cocchio. Intorno un vortice di personaggi: tritoni, centauri, cavalli marini e putti.

Tiziano affronta invece il cruento episodio di Apollo che scortica Marsia (Castello di Kromeriz, 1570); quest’ultimo dopo aver sfidato Apollo in una gara musicale, perde e viene scuoiato vivo dal dio. Interessante notare che l’artista si autoritrae nelle sembianze del Re Mida, l’uomo pensieroso e anziano posto sulla destra.

In Palazzo Farnese a Roma, Annibale Carracci realizza un ciclo di affreschi (1597-1607) con motivi mitologici, che vede nell’episodio centrale la raffigurazione del Trionfo di Bacco e Arianna, dove un corteo di satiri, ninfe e dei accompagnano i carri degli sposi, offrendo fiori, corone e coppe d’oro.

Anche Gian Lorenzo Bernini sente l’influsso di Ovidio nel gruppo scultoreo eseguito tra il 1621 e il 1622 Ratto di Proserpina (Galleria Borghese), la figlia di Demetra dalla stupefacente bellezza rapita da Plutone, re degli inferi.

Ancora Bernini utilizza il mito di Apollo e Dafne (Galleria Borghese, 1622-1625) raffigurando l’esatto momento in cui Apollo sta per catturare Dafne che però si trasforma in albero di alloro appena viene toccata.

Il mito di Narciso, innamorato del suo stesso riflesso, è stato invece riprodotto da Caravaggio (Palazzo Barberini, 1597-1599), Nicolas Poussin (Louvre, 1628), John William Waterhouse (1903) Salvator Dalì (Tate Modern Gallery, 1936-1937) e molti altri.

Anche più vicino a noi, in innumerevoli opere moderne e contemporanee, l’influsso di Ovidio è stato determinante.

Il Liceo Artistico Statale Giulio Carlo Argan è tra i maggiori licei artistici di Roma, con circa mille allievi. Ogni anno l’istituto organizza importanti mostre in siti prestigiosi esponendo le più significative opere degli studenti. A solo titolo di esempio, nel gennaio – febbraio 2018, è stata allestita all’Università di Roma Sapienza-Museo dell’Arte classica Gipsoteca (Facoltà di Archeologia-Città Universitaria) la Mostra collettiva allievi “Arte Alimentazione e Salute”, che ha riscosso uno straordinario consenso di pubblico e critica.

A conclusione dell’anno scolastico 2018-2019 l’Istituto ha voluto offrire un tangibile segno dell’estensione del proprio impegno curando la mostra collettiva dei suoi Allievi dal titolo Metamorfosi, 2000 anni di Ovidio, allestita nel mese di Giugno 2019 nel Complesso Monumentale di Santa Maria dell’Orto, nell’antico quartiere Trastevere di Roma.

Il tema dell’evento è una grande sfida sull’interpretazione di uno straordinario testo classico e sulla sua interpretazione artistica e la Direzione della scuola, il Preside Prof. Nicola Armignacca e la Vice Preside Professoressa Rosaria Acierno, hanno dimostrato una grande sensibilità e lungimiranza verso le due discipline, coinvolgendo i giovani Allievi ma anche i successivi visitatori della mostra.

Vengono esposte circa trenta opere realizzate in assoluta libertà tecnica e stilistica, associando multiformi espressività contemporanee, mediante infiniti stimoli visivi provenienti dal mondo moderno e antico.

Angelica Maria Luciani
Cosmogenesi
Acciaio Trattato Al Plasma 50x50cm

Un’esperienza di grande valore che partendo dagli artisti-allievi restituisce fiducia al futuro, riaprendo il dialogo con la società, usando il linguaggio dell’arte e della bellezza. Un approccio nuovo della Dirigenza e dei Docenti che, consapevoli del delicato ruolo che rivestono, scelgono di non restare fermi davanti alla burocrazia e alla scarsità delle risorse ma dimostrano con professionalità e volontà che i giovani allievi, con le proprie specificità e il proprio talento, possono fare arte di pregio, appartenente alla più antica tradizione italiana. 

Anastasia Maria Luciani
Metamorfosi Umana.
Acciaio Trattato AlPlasma.50x50cm

La mostra, pur se concepita con spirito divulgativo, ha l’aspirazione di rivelare con quanta passione gli studenti, con l’imprescindibile sussidio dei Docenti che con dedizione e professionalità li istruiscono, si dedichino alle arti visive ben oltre le ragioni di mercato ed economiche, per il desiderio genuino di trovare riscontro in autentiche ispirazioni artistiche e con il merito di rinnovare continuamente il repertorio del loro idioma.

Tutte le opere esposte hanno preso spunto dal poema di Ovidio per esprimere, in pittura, grafica, design e scultura i significati più profondi dei miti.

Tra queste citiamo le opere pittoriche di Lorenzo Dei Lombardi, Notte infuocata, (acrilico su tela, 50×70 cm) e Alessia Pavia, Eros e Thanatos (olio su tavola, 52×36 cm); le sculture di Lucia Modesto, L’attesa (gesso 45×20 cm), Ludovica Battisti, Contatto (terracotta patinata, 30x15x10 cm), Francesca Finocchi, Inerzia vitalità (argilla cruda lucidata, terracotta con inserto in mosaico in marmo, 35x20x15 cm / 35x45x10 cm).

Le opere di grafica annoverano Caterina De Petris, Narciso (30×40 cm), Arianna Galdi, Il filo di Arianna (50×70 cm), Samuel Scaramella, Apollo e Dafne (30×40 cm).

Non mancano inoltre opere di design, come i lavori di Andrea Terracino ed Erica Senuca dal titolo Kronos (legno e plexiglas, 50×60 cm) e il lavoro di gruppo della Quinta A dal titolo Distorsione (plexiglass, 20×40 cm). 

Allusive e significative, anche per la tecnica utilizzata (lastra di acciaio trattata con fiamma ossidrica), sono le opere di Anastasia Maria Luciani, Metamorfosi umana (50×50 cm), che trasforma gli uomini in pesci, uccelli e animali e Angelica Maria Luciani, Cosmogenesi (50×50 cm), che realizza un albero sul quale appende metaforicamente note musicali.

Le opere realizzate in questo ultimo periodo dagli allievi del Liceo Artistico Giulio Carlo Argan di Roma vengono presentate per la prima volta alla critica e al pubblico nel prestigioso Complesso Monumentale di Santa Maria dell’Orto. Questo rilevante evento oltre che operazione di verifica è anche appassionante scoperta delle esperienze e della verità:  le opere d’arte  sono diventate autonome, liberando le infinite potenzialità dell’anima.

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