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19th
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Mondo in soffitta

Fin dall’inizio il romanzo “Mondo in soffitta”, recentemente pubblicato dalla casa editrice Aracne, introduce il lettore in un’atmosfera di profonda intimità; Antonio Venditti, infatti, fa appello più alla sensibilità e all’intelligenza emotiva del lettore che alla sua razionalità di scrittore.

Come in altri romanzi descrive una circostanza in parte reale e vissuta, dichiarata senza reticenze, trasfigurazione poetica del suo senso di solitudine.

In questa occasione, in particolare, oltre agli aforismi che lo riguardano personalmente, inframmezzati da affermazioni di tipo universale, riprende la consuetudine di cercare un’armonia globale, reinterpretandola secondo la propria sensibilità di uomo che non ha limiti nel sentire e nell’esprimere emozioni.

E quanto espresso da Bufalino, che come Venditti nei suoi libri si auto-analizza e si confessa, dimostrando tuttavia di confidare in una particolare medicina per l’anima: la letteratura.

In questo romanzo lo scrittore appare come un uomo lacerato interiormente per la superficialità degli uomini che abitano il mondo creato da Dio, ma egli, dal canto suo, si presenta come qualcuno che possiede la virtù del silenzio e la capacità di attendere.

In questo che,  in ordine di tempo,  è il terzo romanzo scritto da Venditti,  uscito però dopo  le pubblicazioni di  Gente di Piazza  (Editrice dei Merangoli, 2015) e di Isola del fiume  (Aracne  Editrice, 2017),  prosegue il discorso che contraddistingue ormai il nostro autore, nei temi di evidente “storicità”, non solo quando si tratti propriamente di un romanzo storico – com’ è il primo da lui scritto Bandito della Regina, seguito da Albero secolare, editi da Aracne nel 2017 e 2018 –  ma ugualmente nelle altre vicende,  strettamente legate alla realtà, che l’autore analizza in vari contesti, con minuziosa ricostruzione degli aspetti  risultanti da un’analisi scevra da pregiudizi e falsi scopi.

E ciò risulta evidente, sia  nelle prime ambientazioni dell’Ottocento e del Novecento, sia in quelle d’inizio del Duemila, perché esiste incontrovertibilmente un legame nel divenire dell’umanità, che è attualmente fortemente in crisi, proprio per averne smarrito la coscienza, trovandosi alla deriva in un mare tempestoso, perché manca la capacità e la forza di mirare alla salvezza, con chiari obiettivi,  tenendo conto, per non ripeterli, degli errori del passato, per resistere nel presente e porre le fondamenta di un futuro migliore.

A ben vedere, pur nella specificità dei tempi, dei luoghi e dei modi diversi di vita, si ritrovano sempre  i  temi perenni dell’umanità:  le aspirazioni dei popoli,  i ruoli delle istituzioni e dei singoli, le idealità  e le azioni individuali e collettive. Non si tratta di ripetitività, ma di consapevolezza delle forze e delle motivazioni, nel bene e nel male, che determinano l’esplicarsi della vita nel mondo, che non nasce e non finisce nella contemporaneità.

Ugualmente costante è il riferimento agli ideali di verità, giustizia, eguaglianza,  fraternità e pace, e alle Istituzioni preposte alla loro attuazione, che sono lo Stato, la chiesa, la magistratura,  i responsabili della politica e dell’amministrazione,   gli operatori della cultura e della scuola,  del  lavoro e del sindacato, gli esponenti della finanza e dell’economia. Ma anche il  popolo, per essere protagonista,  deve avere la capacità di tutelarsi, nella conquista e nella difesa della libertà, nella ferma rivendicazione dei diritti e nelle scelte delle rappresentanze ad  ogni livello, ma soprattutto nella coerenza e morigeratezza dei comportamenti collettivi e singoli.

Anche in questo romanzo abbondano i personaggi – uomini, donne, anziani, bambini –  ma è ben individuabile la storia principale con i protagonisti, non avulsa  dal contesto, ma sempre perfettamente integrata nell’ambiente di vita comune, dove si sviluppa il tema centrale con gli altri ad esso collegati.    

Nella narrazione che prende spunto dalla predizione della “fine del mondo”, è la famiglia formata da Iris e Cosimo ad essere al centro, con i figli gemelli ed il padre di lui. Il mondo, nel giorno indicato dalla profezia, non finisce, ma resta il tema ad alimentare una riflessione fondamentale, sempre presente nello sviluppo degli eventi, perché i benpensanti non possono rimanere indifferenti al destino dell’umanità. 

Pertanto, nella seconda parte, l’interrogativo pressante diventa “Quale umanità?”, ossia come viene interpretato il ruolo che ognuno deve svolgere, per affrontare le problematiche dell’esistenza, nel presente e nella proiezione verso il futuro. Diversi, quindi,  sono gli intendimenti con le relative strategie, per cui nella terza parte si distinguono ormai “Le vie del mondo” ed  è chiaro “verso dove” conducono.

Le teorie non restano astratte, perché dettate da esperienze di vita passata, che orientano quelle presenti, sempre proiettate ad un futuro migliore. Ciò da parte delle tante figure positive che sono impegnate nelle azioni e hanno il coraggio di affrontare le difficoltà e gli ostacoli che incontrano continuamente nel  loro impegno civico.

Al centro della vicenda  è, prima, la campagna elettorale  per l’elezione del  sindaco e, poi, la rinnovata politica amministrativa, fondata su nuovi valori a misura davvero umana: inevitabile è lo scontro  tra due diverse concezioni  e le conseguenti condotte degli amministratori pubblici, appunto opposti nel modo di concepire e gestire  il Comune, per l’affermazione del potere personale, supportato da un’abile e spregiudicata propaganda, o come servizio  comunitario disinteressato, ad esclusivo bene dei cittadini, nella trasparenza  e nel culto della verità.

Naturalmente le vicende pubbliche s’intrecciano con quelle private dei personaggi, che hanno una storia personale, cui l’autore  pone attenzione, per delineare al meglio le loro figure e dare il giusto significato alla loro compartecipazione alle azioni.  In primo piano è il mistero che avvolge la delicata persona di Iris, moglie del Sindaco Cosimo,  afflitta da un dolore, all’inizio inenarrabile, che vela di tristezza la sua esistenza e quella dei suoi cari. Quando finalmente, con l’aiuto del marito, troverà la forza di svelarlo ai suoi due figli, un altro dolore per lei e per tutti è già in agguato: il rapimento del suo bambino.

Dopo un lungo periodo di angoscia, protagonista del ritrovamento e della liberazione del piccolo è il nonno, figura importante nel paese, il quale agisce con il cugino  e  con un amico, tutte persone di grande spessore umano, unite, pur nelle diverse “stravaganze”, in uno sforzo di riflessione sulle grandi tematiche, con azioni concrete di grande umanità.

Oltre ad Iris, spiccano altre figure femminili,  in particolare rilievo nelle iniziative contro il femminicidio.  Un ruolo rilevante è riservato anche ai piccoli, a cominciare dai gemelli che, insieme ai loro amici, a scuola e fuori, si distinguono per originalità, interesse e  brio.

Come tutti i libri pubblicati da Antonio Venditti, anche questo “Mondo in soffitta” annovera nella copertina e all’interno opere d’arte del “poeta del colore” Agostino De Romanis.

MONDO IN SOFFITTA
pagine: 264
formato: 14 x 21
ISBN: 978-88-255-2642-4
data pubblicazione: Luglio 2019
editore: Aracne
collana: NarrativAracne

2 Comments

  1. Federico

    Libro molto avvincente, ottima la prefazioni e bellissimi i dipinti.
    Lo consiglio a tutti molto vivamente!

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  2. Marty

    Un libro introspettivo, ma allo stesso tempo attuale per le tematiche importanti trattate. La prefazione presenta al meglio questo splendido libro insieme ovviamente ai meravigliosi dipinti che lo rappresentano. Un libro che va assolutamente letto!

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