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Intervista a Barabba

-Chi sei veramente? Noi ti conosciamo come un ladrone Ebreo
«So di non essere molto amato, ma sono innocente. Io con quella messinscena, orchestrata da Ponzio Pilato, non c’entro nulla».

-Però al tuo posto sulla croce è finito Gesù.
«Quella croce era sicuramente mia. Ero rassegnato, c’era già una sentenza che mi condannava a morte».

-Cosa avevi fatto?
«A Gerusalemme erano frequenti le proteste. I tumulti erano all’ordine del giorno. Nel corso di una rissa fu uccisa una persona. Dissero che ero stato io».

-Eri un uomo violento?
«Ero un uomo del mio tempo».

-Perché la folla ha preferito te, un ladro e un assassino, a Gesù che non aveva fatto nulla di male?
«È stata una sorpresa! Quando sono apparso davanti alla folla ho visto che c’era tra le guardie romane un altro uomo, il suo viso, rigato di sangue era sereno. Sapevo chi era. In Giudea si parlava molto di lui. Non avevo capito però perché dovesse essere condannato. Quando la folla urlò il mio nome, non batté ciglio. lo feci salti di gioia e non mi chiesi nemmeno se Gesù fosse innocente o colpevole. Sapevo solo che per me era finito un incubo».

-Cosa significa il tuo nome?
«In aramaico vuol dire “figlio del padre”».

Barabba oggi è sinonimo di malvagità…
«Non ero un santo. Ma ripeto: se Gesù è finito sulla croce non è colpa mia. Anzi io sono stato il primo uomo salvato da Cristo con la sua morte».

-Sapevi cosa predicava Gesù?
«Certamente. Alcuni frammenti dei suoi discorsi li conoscevano tutti. Erano cose che non capivo. Mi sembravano fuori dalla realtà. Io ero un uomo d’azione. Alla violenza rispondevo con la violenza, alla prepotenza contrapponevo la prepotenza».

-Cosa pensi di Ponzio Pilato?
«A Gerusalemme c’era l’uso di liberare, in occasione della Pasqua, un condannato a morte. Il governatore romano era sicuramente dalla parte di Gesù, non dalla mia. Ha giocato la carta Barabba e gli è andata male. Anche il suo nome non brilla, non è certamente additato ad esempio».

-Alcuni scrittori, tra cui lo svedese Pat Lagekrvist (premio Nobel) nel suo libro Barabba, sostengono che dopo la morte di Gesù sei diventato cristiano e sei morto martire. È vero che non hai mai compreso il messaggio d’amore e che hai ancora ucciso per difendere la dottrina e i seguaci di Gesù?
«Sono leggende letterarie. Qualcuno ha sostenuto pure che avevo la ferocia e l’innocenza di un animale».

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