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La storia di Roma 1/4

IL PRIMO VILLAGGIO ROMANO

Sul Palatino, in seguito ad accurati scavi, sotto le fondamenta dei palazzi imperiali furono trovati i resti di un villaggio di capanne, risalente alla prima età del ferro. Là forse sorse la Roma Quadrata, che la leggenda attribuisce a Romolo. Villaggi simili furono scoperti sul Quirinale, sul Viminale, sull’Esquilino, sull‘Aventino. I sette colli, ebbero, al tempo di Servio Tullio una recinzione di mura alla maniera etrusca. Fiorirono piccoli villaggi, abitati da contadini, da pastori, da barcaioli del Tevere. Il nome «Roma », forse derivò da «Ruma », gentilizio etrusco; o da «Rome », dal greco «forza» e da «stroma », città del fiume.

ROMOLO E REMO ALLATTATI DALLA LUPA

Secondo la leggenda, Ascanio figlio di Enea, l’eroe troiano pervenuto nel Lazio dopo la distruzione di Troia, fondò la città di Alba Longa, sul Colli Albani. Il re di essa, Numitore, fu deposto da Amulio, suo fratello, e imprigionato. Sua figlia, Rea Silvia, fu costretta a diventare sacerdotessa di Vesta. Le Vesta non potevano né sposarsi, né avere figli. Rea Silvia invece ebbe due gemelli dal dio Marte. La madre fu sepolta viva e i due neonati abbandonati sulla riva del Tevere. Si narra che una lupa li allattasse prima che il pastore Fàustolo li portasse alla propria moglie, perché li allevasse. Essi ebbero il nome di Romolo e Remo.

| COMIZI CURIATI

Durante il periodo dei sette re di Roma (durato quasi due secoli e mezzo, dal 753 a.C. al 509 a.C.), alla base della Costituzione politico-sociale stava la famiglia, governata dal padre. Le famiglie legate da vincoli di parentela costituivano la gens. I membri delle gentes presero il nome di patrizi. Le gentes erano 300,divise in 30 Curie. Quando queste si riunivano, formavano i Comizi Curiati. Ad essi spettavano le decisioni di maggiore importanza e la stessa elezione del Re. Il Re era il capo dello Stato e comandava l’esercito. Nel governo era assistito da un Senato, composto da cento, poi da trecento Senatori, tratti dalle migliori famiglie.

TARQUINIO IL SUPERBO

Uno dei figli di Tarquinio Prisco, e cioè Lucio Tarquinio, uccise il sesto re di Roma, Servio Tullio, il più grande tra i sette. Per il delitto e per il suo mai governo, basato sulla violenza e sul terrore, il tiranno fu odiato da tutti e fu soprannominato «il Superbo».  Il suo regno terminò con un episodio sanguinoso. Il figlio maggiore di Tarquinio aveva oltraggiato Lucrezia, moglie di Collatino, allora i Romani insorsero contro  i Tarquini, guidati da Collatino stesso e da Giunio Bruto. Il Superbo si rifugiò In Etruria con i suoi, e non poté più tornare a Roma. Da allora ebbe inizio la Repubblica. Era l’anno 509 a.C.

MUZIO SCEVOLA

Molti furono i tentativi di Tarquinio il Superbo per riconquistare il trono perduto. Chiese aiuto agli Etruschi di Veio, di Tarquinia e infine a Porsenna re di Chiusi. Narra la leggenda che un giovane romano, Caio Muzio, si introducesse di nascosto nel campo etrusco per uccidere Porsenna. Ma il colpo falli, perché il giovane uccise un altro al posto del sovrano. Trascinato davanti al re. Muzio non cercò attenuanti; per punire la mano che aveva sbagliato, la pose sul fuoco di un braciere e ve la tenne fino a che fu bruciata. Da tale gesto gli venne il nome di «Scevola », che significa «mancino». Porsenna volle far pace con i Romani.

IL SENATO ROMANO

I patres, cioè i capi delle gentes, costituivano una specie di Consiglio del re, che tendeva a partecipare in modo attivo e responsabile all’opera legislativa del sovrano, e a limitarne i poteri, qualora egli tendesse alla dittatura, alla tirannide. Tale Consiglio, composto di uomini anziani, ricchi di esperienza e di senno (senes in latino significa anziano), venne chiamato Senato. I Senatori furono dapprima cento; più tardi, trecento. Furono gli intermediari fra il re e le varie assemblee dei cittadini, regolarono il funzionamento dei Comizi Curiati e, durante il tempo in cui il re non c’era, cioè durante l’interregno, raccolsero i poteri propri del sovrano.

ROMA E I GALLI

il secolo V a.C. vide la penetrazione dei Galli o Celti, provenienti dalle regioni della attuale Francia, in tutta la valle padana. Nel 386 a.C. i Galli. valicato l’Appennino, assediarono Chiusi e, sul fiumicello Allia affluente del Tevere, posero in fuga l’esercito romano. I Galli, espugnata Chiusi, giunsero a Roma. Soltanto sul Campidoglio un pugno di prodi si apprestava alla difesa. Si narra che le oche, sacre a Giunone Capitolina, abbiano tatto accorrere Manlio Capitolino. Tuttavia dopo un lungo assedio, i Romani dovettero arrendersi. Versando tutto l’oro della città a Brenno, capo dei Galli.
Camillo riusci a porre in fuga gll invasori.
| VINTI SFILANO. FRA DUE ALI DI POPOLO ROMANO

Nel 293 a.C., Roma dominava un terzo della Penisola. l Sanniti, i Lucani, gli Umbri, i Sabini, gli Etruschi si erano coalizzati contro Roma e avevano appoggiato i Galli nella loro discesa lungo la costa adriatica. A Sentino avvenne una delle battaglie più decisive della storia di Roma. L’esercito alleato non poté resistere a lungo all’assalto delle legioni romane e fu sconfitto. La coalizione si dissolse. l Sanniti resistettero ancora qualche anno, poi si’ sottomisero. Anche gli Etruschi, in lega con i Galli Senoni, furono sgominati. Fu fondata Senigallia che divenne colonia romana.

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